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Nella notte tra il 10 e l’11 settembre 2023 la città di Derna, in Libia orientale, è stata devastata dal crollo di due dighe a monte del centro urbano, causato dalle piogge torrenziali della tempesta Daniel. Il cedimento ha liberato un’ondata d’acqua alta decine di metri che ha travolto interi quartieri, causando oltre 5000 morti – le stime parlano di un numero compreso tra 5.000 e 11.000- e migliaia di dispersi, in quella che è stata definita una delle peggiori catastrofi idrogeologiche del Mediterraneo.

Attraverso il programma satellitare Copernicus è possibile vedere un’immagine saellitare di Derna pochi giorni prima dell’11 settembre e subito dopo, quando di Derna non è rimasto nulla.

Derna, luglio 2023
Derna, ottobre 2023

Come si vede dalle immagini, la diga al centro di Derna, presente nell’immagine di luglio 2023 e spazzata via nell’immagine di ottobre 2023 ha cancellato ogni strada di Derna. Tutto è stato invaso da decine di migliaia di metri cubi di acqua.

Fin da subito, nazioni come la Turchia, l’Italia, la Francia, la Germania, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti hanno inviato aiuti sotto forma di squadre di soccorso, materiali sanitari e generi di prima necessità.

Nel vuoto istituzionale libico, si è inserita l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), in particolare tramite OCHA, che ha coordinato l’emergenza coinvolgendo UNICEFUNHCR e OMS. È stata inoltre organizzata una conferenza dei donatori a Ginevra per armonizzare la risposta multilaterale, anche se molte promesse di finanziamento non sono state onorate in tempo a causa di ostacoli burocratici e tensioni politiche. L’Unione Europea ha risposto attivando il meccanismo EUCPM, con squadre di soccorso e moduli sanitari, mentre l’Italia ha coordinato via Farnesina, Protezione Civile e Marina Militare un ponte logistico per portare assistenza diretta.

Sul piano economico, la Banca Mondiale ha condotto a fine 2023 una valutazione dei danni (PDNA), in collaborazione con l’ONU e l’Unione Africana, stimando necessari almeno 2 miliardi di dollari per ripristinare infrastrutture vitali — sebbene si temesse che tali fondi venissero incanalati in circuiti clientelari o militarizzati. A partire dal 2024, l’UNDRR ha promosso workshop e progetti pilota in Cirenaica, fornendo strumenti GIS per la mappatura del rischio e piani di evacuazione. In un tweet del giugno 2025, UNDRR ha ribadito l’importanza di rafforzare le “capacità locali” per gestire emergenze future.

Anche UNICEF ha giocato un ruolo cruciale: sin dai primi giorni ha distribuito kit igienici, acqua potabile, supporto psicologico e scolastico per più di 16.000 bambini sfollati. In un post del 2025, ha annunciato la creazione di purificatori di acqua vicino Derna con lo scopo di servire oltre 10.000 litri a più di 5.000 persone.

Per capire come si è evoluta nei mesi la situazione di Derna, abbiamo confrontato diverse immagini satellitari.

Derna, agosto 2024

Ad Agosto 2024, undici mesi dopo l’alluvione, le principali vie di collegamento della città non sono ancora state ricostruite. Molte aree della città sono ancora prevalentemente sotto tonnellate di fango.

Derna, maggio 2025

Le prime immagini di una Derna parzialmente ricostruita, almeno per quanto riguarda alcuni collegamenti stradali principali è di maggio e luglio 2025, oltre 20 mesi dopo l’alluvione. Si può osservare un netto ridimensionamento del letto della diga, così come un ripristino di diversi collegamenti stradali a ridosso della diga e delle aree sul porto.

Derna, luglio 2025

Tuttavia, la ricostruzione strutturale resta fragile, ostacolata dall’assenza di un governo stabile in Libia e dalla scarsa trasparenza nella gestione dei fondi. Ad oggi, i progetti di ricostruzione hanno rimesso in piedi una grande Moschea e almeno 20.000 appartamenti sono stati ultimati o sono in fase di consegna.

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