Automobili futuristiche, ultra tecnologiche e dai design accattivanti. Smartphone che possono competere, se non superare, gli iPhone di Apple. Serie televisive e film che iniziano a piantare i semi in Asia per poi, chissà, riscuotere successo anche alle nostre latitudini. Videogiochi per dispositivi mobili e console tradizionali che registrano numeri da record. E poi l’ultima ciliegina sulla torta: i Labubu, dei pupazzetti apparentemente trascurabili a forma di strani animaletti pelosi, con le orecchie da coniglio e occhi enormi diventati nuovo sinonimo di collezionismo di lusso.
Altro che panda, Grande Muraglia e riso alla cantonese: il nuovo soft power della Cina parla a giovani e giovanissimi, parla un linguaggio internazionale e, soprattutto, riscuote un successo clamoroso. L’esempio più emblematico dell’esportazione culturale cinese 2.0 coincide con l’esperimento – quasi casuale – portato avanti da Pop Mart.
Questa azienda di giocattoli con sede a Pechino, sconosciuta al di fuori del Paese fino al 2024, è balzata agli onori delle cronache per aver creato i portachiavi che tutti vogliono: quelli di Labubu, un piccolo mostro dalle zanne affilate ma molto carino, spesso venduto come ciondolo di peluche da agganciare alle borse, che ha attirato fan di alto profilo, compresa la famiglia dell’ex calciatore David Beckham. Eccolo il soft power del Dragone che funziona, che fa parlare di sé (senza nominare mai la parola “Cina”) e che genera un ingente flusso di denaro.
Il nuovo soft power cinese
Non vi interessano i gadget di Pop Mart? Nessun problema. Il catalogo cinese offre tanto altro. Film, per esempio, come il cartone animato Made in China Ne Zha 2. In Cina ha ottenuto un successo senza precedenti: ha incassato 1 miliardo di dollari in appena 9 giorni dall’uscita nei cinema (ai quali va aggiunto un ulteriore miliardo internazionale) e sfidato apertamente il dominio di Hollywood.
Il suo segreto? La creatività. Il film, infatti, si basa una storia dell’antica mitologia cinese e la trasforma in una festa per gli occhi divertente, frenetica e irriverente. I media della Cina sono convinti che l’exploit di questi film rappresenti la prova più evidente di come il folklore e l’arte cinesi possano affascinare il mondo con la stessa potenza dei supereroi Marvel o animaletti Disney.
E i videogiochi? Vale un ragionamento molto simile. Per decenni la creazione di videogame è stata una roccaforte statunitense e giapponese. A cambiare le carte in tavola è stato Black Myth: Wukong, titolo sviluppato da uno studio di Hangzhou che ha venduto 20 milioni di copie in tutto il mondo in appena tre giorni dall’uscita (ne abbiamo parlato qui).
Al di là dei numeri cos’è che rende questo videogame unico nel suo genere? Ambientato sullo sfondo del classico mito cinese di Wukong, Black Myth offre un gameplay avvincente e una grafica mozzafiato con protagonisti i paesaggi cinesi. La riscoperta della cultura cinese e non di qualcosa di occidentale o straniero: ecco la prima chiave di lettura per capire da dove derivi il successo del soft power 2.0 della Cina.
Futuro fa rima con hi-tech
In passato erano gli occidentali che raccontavano le storie cinesi. Vi ricordate Mulan, il cartone realizzato da Disney nel 1998? Ecco: fino a pochi anni fa le persone entravano a contatto con la Cina attraverso prodotti filtrati da lenti non cinesi. Pechino, del resto, non aveva ancora la forza e l’ambizione di usare il pop come leva di soft power.
Oggi i tempi sono maturi e il Dragone ha iniziato, non solo a raccontare con orgoglio le proprie storie, ma anche ad invadere il campo occidentale. Hollywood trema di fronte all’energia creativa della Cina mentre le case automobilistiche occidentali e i colossi tecnologici sono terrorizzati all’idea che i loro competitor cinesi possano, nel giro di qualche anno, estrometterli dalle loro posizioni di comando.
Cosa significa tutto questo? Che la Cina è pronta a competere internazionalmente con le altre nazioni a colpi di soft power. Un soft power che realizza prodotti accessibili a tutti (l’accessibilità: ecco la seconda radice del successo) e non soltanto sogni. Gli Stati Uniti sono avvisati.