Gialli, segreti, misteri, indiscrezioni, voci, notizie non confermate e spesso anche vere e proprie fake news. La Corea del Nord è il Paese più blindato al mondo, e ciò che accade all’interno dei suoi confini è difficilmente verificabile da chi vive all’esterno. È per questo motivo, per la cronica assenza di conferme, che le vicende riguardanti il ”Regno Eremita” andrebbero sempre trattate utilizzando il tempo verbale coniugato al condizionale.

Il sistema politico nordcoreano, inoltre, ha imparato presto a fare leva sull’atavica fame di notizie dei media occidentali per farsi beffe del loro modo di pensare. Nel corso degli anni il copione è sempre lo stesso: oltre il 38esimo parallelo succede qualcosa di strano e, dal momento che nessuno può andare in loco a verificare quanto sta accadendo, i giornalisti stranieri montano ipotesi su ipotesi. Alla fine, dopo che sono state messe sul tavolo supposizioni di ogni tipo, tutto rientra nella norma e la presunta stranezza si rivelerà essere un semplice buco nell’acqua.

D’altronde, con Kim Jong Un è recentemente successo proprio questo. Il presidente era sparito dalla scena per 21 giorni per poi tornare sotto i riflettori in occasione dell’inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti. No, non è la prima volta che Pyongyang lascia di stucco mezzo mondo. In passato ci sono stati altri episodi misteriosi che hanno dato vita a speculazioni di ogni tipo.

La misteriosa morte di Kim Il Sung

Il primo giallo degno di nota risale al 1986, quando praticamente tutta la stampa internazionale scrisse che Kim Il Sung era morto, ucciso in seguito a un assassinio. Il giornale giapponese Mainichi Shimbun avallava l’ipotesi secondo la quale il nonno dell’attuale presidente nordcoreano ”sarebbe stato ucciso da alti esponenti delle forze armate, dopo un presunto complotto filocinese di membri dell’esercito contrari al riavvicinamento tra Corea del Nord e Urss”.

Giravano addirittura molteplici versioni dell’ipotetico attentato: un attacco al treno presidenziale con tanto di mitra e bombe, un attentato all’auto blindata del leader, una sparatoria e perfino un’uccisione durante un’ispezione. I diplomatici nordcoreani attivi all’estero smentirono subito le ricostruzioni, bollandole come pure invenzioni.

In Corea del Sud il giornale Chosun Ilbo si spinse oltre scrivendo che gli altoparlanti al confine tra le due Coree avevano confermato la morte di Kim Il Sung e che lungo la zona di frontiera erano presenti bandiere nordcoreane a mezz’asta, in segno di lutto. A poco servirono le smentite di fonti giapponesi e americane: per il mondo, il nonno di Kim era ormai morto.

Poco dopo l’annuncio dei media internazionali, Kim Il Sung apparve vivo e vegeto all’aeroporto di Pyongyang, intento a salutare una delegazione mongola in visita nel Paese. A proposito del giornale sudcoreano Chosun, la testata non ha mai pubblicato una correzione in merito all’errata notizia lanciata. Il quotidiano si è tuttavia scusata per la storia il mese scorso, in occasione del centenario della sua fondazione.

Gli zii scomparsi

In tempi più recenti vale la pena soffermarsi su un altro giallo degno di nota. Jang Song Thaek era (o, secondo alcuni, è tutt’ora) lo zio di Kim Jong Un. Nella sua carriera politica ha ricoperto, tra l’altro, il prestigioso ruolo di vicepresidente della Commissione di Difesa Nazionale. A detta degli esperti avrebbe dovuto guidare la transazione pacifica del potere da Kim Jong Il a Kim Jong Un. In altre parole, dopo la morte del padre di Kim, Song Thaek avrebbe dovuto preparare la discesa in campo dell’attuale leader nordcoreano.

I fatti andarono diversamente, perché Kim Jong Un salì al potere immediatamente dopo la morte del padre, nel dicembre 2011. Dello zio si persero invece le tracce nel novembre 2013, quando, come scrive Daily Nk, fu arrestato durante una riunione del Politburo ed esautorato da tutte le cariche. Sarebbe successivamente stato processato per aver progettato un colpo di stato e giustiziato nel medesimo anno all’età di 67 anni. I media internazionali aggiunsero un particolare alquanto macabro: secondo fonti non meglio specificate, Kim avrebbe fatto sbranare il parente dai cani. Esagerazione? Realtà? Quasi tutti gli esperti sono propensi nel sostenere la prima opzione.

In ogni caso, Jong Song Thaek è riapparso magicamente qualche anno più tardi in una foto diffusa da un documentario trasmesso dalla televisione statale nordcoreana. Che si sia trattato di un errore di chi aveva editato il documentario o di un segnale che intendeva riabilitare lo zio di Kim? Ma soprattutto: lo zio di Kim è stato davvero ucciso o è ancora vivo?

I dubbi sono tanti. Anche perché Kim Kyong Hui, moglie di Song Thaek e zia di Kim, ha subito un trattamento simile. La sorella di Kim Jong Il, padre dell’attuale leader, era sparita dalla scena nel 2013, salvo poi riapparire nel gennaio 2020. In una foto pubblicata dai media nordcoreani, la signora era seduta accanto al nipote in un teatro di Pyongyang in occasione delle celebrazioni del nuovo anno.

L’assassinio del fratello di Kim

Il 13 febbraio 2017 Kim Jong Nam, fratellastro di Kim Jong Un, è stato ucciso all’aeroporto di Kuala Lumpur, in Malesia, con del gas nervino. Grazie ai filmati della videosorveglianza le autorità locali scoprirono i suoi assassini, due donne, Doan Thi Huong e Siti Aisha.

Dalla ricostruzione degli inquirenti emerse che i killer di Jong Nam raggiunsero l’uomo all’aeroporto della capitale malese, dove gli gettarono sul volto una sostanza mortale. Il fratellastro di Kim morì dopo una decina di minuti dall’azione delle due donne. La morte effettiva avvenne in ambulanza, mentre i soccorsi cercavano di trasportare il nordcoreano in ospedale. Pyongyang disse subito di non essere responsabile dell’accaduto.

Dal canto loro le due donne arrestate dichiararono di non sapere cosa fosse la sostanza da loro gettata sulla faccia di Jong Nam e spiegarono anche che l’azione doveva essere una candid camera. Nei giorni successivi furono arrestate altre persone, tra cui alcuni nordcoreani. Nel 2017 il Wall Street Journal rivelò un’indiscrezione clamorosa: Kim Jong Nam era una fonte della Cia ma non aggiunse ulteriori particolari. Anche questa vicenda rimarrà probabilmente un mistero irrisolto.

La ”morte” di Kim Jong Un

L’ultimo episodio riguarda Kim Jong Un riapparso il primo maggio dopo che la sua assenza aveva innescato voci sul fatto che avesse potuto essere gravemente malato o addirittura in stato vegetativo. Che cosa è accaduto? Il leader sparisce dalla scena pubblica lo scorso 11 aprile. Una ventina di giorni più tardi, i media statali nordcoreani danno nuove notizie del presidente in occasione della Festa dei Lavoratori.

L’agenzia di stampa centrale coreana sostiene che Kim abbia partecipato a una cerimonia per il completamento di una fabbrica di fertilizzanti vicino a Pyongyang con altri alti funzionari, tra cui sua sorella Kim Yo Jong. Video e foto mostrano il presidente che indossa un abito nero e sorride costantemente, camminando per le strutture, applaudendo e tagliando un enorme nastro rosso con una forbice consegnata da sua sorella. Le speculazioni sulla sua salute fanno il giro del mondo dopo che Kim non partecipa alle celebrazioni del compleanno di suo nonno defunto il 15 aprile.

Eppure, nonostante la sua comparsa, permangono numerosi dubbi. C’è chi sostiene che foto e video diffusi da Pyongyang siano fasulli e chi, invece, ipotizza che Kim possa sì essere vivo e vegeto ma che possa aver subito qualche intervento.

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