Avete i valori della glicemia troppo alti, soffrite di disfunzione erettile o non vi sentite abbastanza concentrati? Affidatevi al ginseng. Vi affliggono problemi articolari e muscolari? In quel caso utilizzate il Balsamo di Tigre. Il raffreddore non vi dà tregua? Scegliete un buon tè e avrete risolto gran parte del problema. Siete alle prese con emicranie e cefalee? Ok, provate l’agopuntura.
In Occidente siamo abituati a risolvere la maggior parte dei mali fisici attingendo alla scienza (anzi: Scienza, con la “s” maiuscola), alla medicina e quindi ai farmaci prescritti da dottori e specialisti. Non solo per le malattie o le incombenze più gravi, dove è più che doveroso seguire i suggerimenti degli specialisti, ma anche per questioni – diciamo così – secondarie che potrebbero essere attenuate optando per rimedi naturali.
Sono poche le persone che puntano sulle erboristerie o sulle antiche ricette, soprattutto queste ultime spazzate via dalla modernità. In Asia, invece, le usanze millenarie o anche soltanto i metodi alternativi, come unguenti di vario genere o miscugli di erbe, continuano a essere consniderati validi alleati della medicina. Dall’unione di questi due estremi possiamo ottenere benefici? Se chiedete ad un asiatico vi risponderà senza dubbio di sì.
Il ginseng? È sempre più di moda
Il quotidiano Korea Times ha dedicato un lunghissimo approfondimento sul ginseng, ricordando che, nel suo referto medico del 1885, Horace N. Allen, il primo medico americano a risiedere in Corea, descrisse questa erba ricca di antiossidanti come “la grande panacea per tutti i mali”. Allen era sprezzante nei confronti del ginseng americano (che definì “inerte”) ma fu costretto ad ammettere che quello coreano aveva “dei poteri”. “L’ho provato su nativi e stranieri e ho scoperto che è riscaldante come il ferro e ha proprietà afrodisiache”, spiegò il medico. In generale, l’uso del ginseng è ben documentato in tutta la storia asiatica. In passato le sue radici venivano chiamate “radici del cielo” e si pensava che il loro consumo aiutasse a raggiungere l’immortalità. Niente di tutto questo, ovviamente, anche se il ginseng – che cresce tra Cina e Corea – è utile per risolvere varie problematiche.
Quali? Può essere usato per aumentare la resistenza al freddo o alla fatica fisica; stimolare la mente, l’appetito e il sistema immunitario; ridurre i livelli di zucchero o colesterolo nel sangue; eliminare i disturbi digestivi; superare casi di depressione; migliorare la funzione respiratoria; e persino per sfruttarne le proprietà afrodisiache. Il ginseng può essere masticato o si può mangiare la sua radice, può essere impiegato per preparare un tè o mescolato con altre sostanze e bevuto sotto forma di infusi.
Un tè per ogni problema
Le foglie del tè sono ricche di composti naturali chiamati polifenoli, che proteggono il corpo dall’infiammazione. Ce ne sono un’infinità, e ciascuno è dotato di specifiche proprietà. Il tè verde, per esempio, ha eccellenti capacità antinfiammatorie e può ridurre malattie cardiache. Bere tè alla curcuma può alleviare i sintomi di problematiche quali l’artrite. Il tè nero, ricavato dalle foglie della pianta camellia sinensis, è il tè più popolare al mondo, può migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni, favorendo così la salute del cuore, ma contiene caffeina, quindi è meglio sorseggiarlo al mattino. Il tè allo zenzero è ottimo per combattere malattie gastrointestinali, cardiovascolari, respiratorie e neurologiche e così via.
Il Balsamo di Tigre
Passiamo al leggendario Balsamo di Tigre. Questo unguento analgesico in barattolo esagonale, lanciato a Rangoon dai fratelli Aw nel 1924, è famoso in tutto il mondo. Ha un odore fortissimo e riconoscibile, per via del mix tra canfora e mentolo. È protetto da copyright e distribuito da una società di Singapore con marchio registrato la Haw Par Corporation Limited. A che serve? Per curare di tutto: allevia dolori muscolari, sintomi del raffreddore, mal di testa e altro ancora.
Aghi sulla pelle
L’agopuntura è parte integrante dell’antica pratica della medicina tradizionale cinese. La pratica prevede l’inserimento di aghi sottili nella pelle del paziente in determinati punti del corpo, provocando la stimolazione dei nervi sensoriali sotto la pelle e nei muscoli. Questo si traduce nella produzione di sostanze naturali, come le endorfine antidolorifiche. È probabile che tali sostanze, rilasciate naturalmente, siano responsabili degli effetti benefici sperimentati con l’agopuntura, utile per alleviare, tra gli altri, sintomi come dolore cronico, cefalee ed emicranie.