Pochi decenni fa la Cina era un Paese povero, inquinato e dagli standard ambientali disastrosi. Oggi il gigante asiatico ha cambiato volto, grazie a una linea politica green oriented e una modernizzazione che non si basa più su vecchie industrie polverose, ma su start up tecnologiche. Certo, i cittadini della maggior parte delle megalopoli cinesi sono tornati a vedere l’azzurro del cielo per gran parte dell’anno, ma per vincere la battaglia contro l’inquinamento la strada è ancora lunga. Gran parte delle persone non fatica più a mettere insieme il pranzo con la cena, la ricchezza si è distribuita in ampi settori della popolazione e la classe media cinese è il perno attorno al quale ruota la crescita economica del Paese. Possiamo affermare che il Dragone è uscito dal tunnel del sottosviluppo e sta percorrendo la strada che, in pochi anni, lo porterà a diventare la prima potenza globale.

Un segnale evidente

Le trasformazioni sociali, politiche ed economiche appena descritte hanno portato con sé una nuova tendenza, utile per capire la Cina odierna. Un recente studio pubblicato su Lancet e ripreso da Bloomberg ha mostrato come fra i cinesi siano ormai diffusi problemi di salute costosi da trattare: ictus, infarti, cancro solo per citare i più diffusi. Queste patologie, oltre a essersi estese a macchia d’olio, sono anche diventate le principali cause di morte prematura del Paese degli ultimi tre decenni. La salute dei cittadini dell’ex Impero di mezzo è ormai sottoposta agli acciacchi tipici delle Nazioni avanzate, Stati Uniti compresi.

Punto di svolta

Possiamo quindi affermare che la crescente ricchezza della Cina sta cambiando il modo in cui la gente muore? Sì, pur con alcune precisazioni. Lo studio a cui facevamo riferimento ha evidenziato il fatto che infezioni e disturbi neonatali, una volta principali cause di morte, siano ormai un lontano ricordo. Al loro posto ecco malattie più complesse, di lunga durata e costose da trattare, che potrebbero presto mettere in crisi l’assistenza sanitaria cinese. La tendenza è chiara: la Cina è arrivata a un punto di svolta, non solo per i diversi rischi per la salute dei suoi cittadini, ma anche per quanto accadrà nell’immediato futuro, quando i problemi di salute cronici supereranno le malattie infettive.

Evitare il collasso della sanità

Si evince inoltre una spaccatura della Cina in diverse zone di salute. Gli abitanti delle province urbane e costiere, che sono anche le aree più ricche del Paese, sono più salutari rispetto ai cittadini delle zone rurali, più povere e arretrate. Il differente stile di vita influisce anche nell’altrettanto differente alimentazione: così i casi di diabete sono aumentati di oltre il 50% nel periodo compreso tra il 2000 e il 2017. Il rischio maggiore per la Cina è il collasso del proprio sistema sanitario. Per evitare una simile e catastrofica prospettiva, Pechino sta riducendo la pressione sulla sanità riducendo i prezzi dei farmaci e incoraggiando gli investimenti negli ospedali. Il governo ha capito che non c’è più tempo da perdere.