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Nello stesso giorno in cui Pfizer annunciava l’efficacia del proprio vaccino contro il coronavirus, in Brasile è arrivata la sospensione dei test clinici per il farmaco realizzato dalla cinese Sinovac Biotech. La guerra dei vaccini, ormai entrata nel vivo, si è trasformata in una vera e propria battaglia globale senza esclusioni di colpi. Una voce, un’indiscrezione, un indizio: basta pochissimo per far schizzare alle stelle le quotazioni di un candidato piuttosto che un altro.

Le principali potenze del mondo hanno investito denaro e reputazione nella corsa al vaccino anti Covid-19. Al primo posto c’è – o almeno, così dovrebbe essere – l’obiettivo comune di trovare un siero capace di sconfiggere il Sars-CoV-2. Ma dietro al lato sanitario si nasconde un braccio di ferro economico per il primato assoluto in quella che potrebbe rivelarsi la scoperta del secolo.

Già, perché se gli Stati Uniti dovessero essere i primi a sfornare un farmaco efficace, dimostrerebbero al resto del pianeta di essere ancora nettamente superiori alla Cina. Dall’altra parte, qualora dovesse essere il Dragone a raggiungere per primo il traguardo, Pechino farebbe di tutto per sottolineare il proprio trionfo scientifico nella sfida a distanza con Washington. In mezzo al solito testa a testa Usa-Cina ci sono moltissime variabili, tante aziende e tanti Paesi.

Un brusco stop

Certo è che l’intoppo avuto da Sinovac fa emergere dubbi e incertezze in merito all’opzione cinese. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, la casa farmaceutica asiatica avrebbe sospeso i test clinici in Brasile a causa di un “grave incidente avverso”. Il blocco sarebbe arrivato dopo un incidente definito “grave” – si parla di decesso – su uno dei volontari coinvolti nella sperimentazione. Non ci sono ulteriori dettagli, se non che il fatto è accaduto lo scorso 29 ottobre.

In ogni caso, Sinovac ha subito chiarito la vicenda pubblicando un comunicato sul proprio sito: il “grave incidente” legato a un paziente non sarebbe correlato in alcun modo al vaccino. La compagnia cinese ha aggiunto che lo studio clinico in Brasile è rigorosamente condotto in conformità con i requisiti della buona pratica clinica e ha concluso di essere fiduciosa nella sicurezza del vaccino. Ricordiamo che il vaccino della Sinovac, CoronaVac, è attualmente giunto alla terza fase di sperimentazione, con somministrazione su un campione di volontari.

Visto il numero di contagi, l’incidenza e il tasso di mortalità, il Brasile è stato il primo paese della regione scelto da ben quattro case farmaceutiche multinazionali per effettuare la Fase 3 della sperimentazione umana di altrettanti vaccini. Oltre alla Sinovac e alla svedese-britannica AstraZeneca, anche la casa farmaceutica belga Janssen, del gruppo Johnson & Johnson, e la statunitense Pfizer, che opera d’intesa con l’istituto tedesco BioNTech, stanno sperimentando il vaccino su un campione di volontari brasiliani.

La difesa di Sinovac

Come detto la casa farmaceutica cinese ha subito smentito la notizia secondo cui l’incidente accaduto sarebbe connesso alla sperimentazione del vaccino. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha ribadito la spiegazione nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente Cgtn: “Secondo il Butantan Institute, partner di Sinovac in Brasile, l’incidente non ha nulla a che fare con il vaccino”.

La posta in gioco della battaglia sui vaccini è una torta dal valore di decine di miliardi di dollari. Gli analisti di Morningstar parlano di 40 miliardi di dollari di vendite del farmaco solo nel prossimo anno. Le azioni delle società di biotecnologia volano a seconda del susseguirsi di notizie, più o meno confortanti. Ad esempio, le azioni di Moderna e CanSino sono quasi quadruplicate e più che raddoppiate dall’inizio dell’anno. L’ultima svolta relativa a Pfzier ha fatto schizzare le quotazioni delle sue azioni di circa l’8%. Ecco: numeri del genere aiutano a capire perché, oltre alla geopolitica e al lato sanitario, tutti hanno intenzione di arrivare primi nella corsa al vaccino anti coronavirus.