“Il coronavirus? È nato in seguito a un incidente di laboratorio”. Roland Wiesendanger, scienziato dell’Università di Amburgo, ne è convintissimo, al punto da aver sfornato uno studio di oltre 100 pagine basato su 60 ipotetici indizi inconfutabili. A dire il vero, sostiene il professore di fisica, di indizi ce ne sarebbero 600, anche se nel paper si possono trovare i più importanti. “Sono sicuro al 99,9% che il virus provenga dal laboratorio”, ha dichiarato Wiesendanger nel corso di un’intervista a Zdf.

La notizia della sua ricerca ha generato un acceso dibattito in tutta la Germania, tra chi, convinto dalle tesi dell’accademico, è tornato a puntare il dito contro la teoria del laboratorio di Wuhan, e chi ha attaccato l’Università di Amburgo a causa di una ricerca non scientifica e lesiva della reputazione del prestigioso istituto. Anche perché la ricerca di Wiesendanger è effettivamente a dir poco ambigua, visto che si basa per lo più su prove deduttive.

Nel periodo compreso tra il gennaio 2019 e il dicembre 2020, il professore ha utilizzato un’enorme mole di fonti, tra letteratura accademica, media, articoli di giornali e comunicazioni personali con i colleghi di tutto il mondo, per poi unire i punti e adottare un approccio scientifico interdisciplinare. “Gli indizi forniti dallo stesso virus, oltre che da numerose pubblicazioni, comparse su riviste scientifiche come sui social media, dimostrano che il virus sia stato un incidente di laboratorio”, ha aggiunto l’autore dello studio alla Bild.

Una ricerca controversa

Quali sarebbero, allora, questi indizi? Innanzitutto, afferma il professore, il fatto che non sia ancora stato trovato alcun ospite animale. Il parente più stretto del Sars-CoV-2, rinominato RaTG13, è un coronavirus trovato nei pipistrelli prelevati in una miniera nel Mojiang, nel 2012. Dal momento che la distanza tra questo luogo è Wuhan è di circa 1.200 chilometri, è impossibile che siano stati gli stessi pipistrelli a portare il virus in città. Gli scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che hanno da poco terminato una missione di quattro settimane a Wuhan per indagare proprio sulle origini del virus, hanno sottolineato nel loro rapporto finale che il contatto tra gli abitanti della megalopoli dello Hubei e i pipistrelli è raro.

Per l’Oms non ci sarebbero dubbi: il Sars-CoV-2 è arrivato in città grazie a un ospite intermedio, ossia un altro animale. Wiesendanger sostiene invece che il coronavirus abbia raggiunto la città mediante i campioni raccolti dai ricercatori e conservati presso l’Istituto di virologia di Wuhan. Qui, il virus sarebbe stato adattato dagli esseri umani nel corso di una non chiara ricerca per renderlo più contagioso.

Le prove? Il fatto che il Covid sia in grado di agganciare le cellule ricettive dell’uomo e introdurvisi, come non erano in grado di fare Sars e Mers. In più, bisogna aggiungere le preoccupazioni inerenti alla sicurezza del laboratorio e il fatto che i ricercatori siano stati coinvolti in una presunta controversa ricerca. Le conclusioni del professore tedesco coincidono con quanto riportato da alcuni funzionari statunitensi, secondo i quali la fuga del patogeno dal laboratorio sarebbe la spiegazione più credibile per la pandemia.

Polemiche e precedenti

Le tesi di Wiesendanger hanno ricevuto violenti attacchi. Intanto perché l’autore non è un virologo ma un fisico, poi perché la sua ricerca non avrebbe niente di scientifico, basandosi semplicemente su una raccolta di articoli di giornale, inclusi articoli della rivista Focus, il portale Epoch Times, nonché di Wikipedia – e video postati su Youtube e su altri social network. Non a caso, il virologo Bernhard Fleckenstein, dell’Università di Erlangen, è stato chiaro: “Il fisico non può mostrare alcuna concreta sequenza e la sua teoria non è convincente”.

In ogni caso, la ricerca di Wiesendanger non è l’unica a puntare dritta sul laboratorio. Nel recente passato altre voci hanno ipotizzato una connessione – ritenuta “estremamente improbabile” dall’Oms – tra il laboratorio di Wuhan e la pandemia. L’ex segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, rilasciò le seguenti dichiarazioni a Fox News: “Sappiamo che questo virus ha avuto origine a Wuhan e che l‘Istituto di Virologia si trova a una manciata di miglia dal mercato ittico. Abbiamo davvero bisogno che il governo cinese si apra e aiuti a spiegare esattamente come si è diffuso questo virus”.

Li Meng Yan, dottoressa che ha lavorato presso la Hong Kong School of Public Health, un laboratorio di riferimento in loco per l’Oms ha più volte ripetuto che “il coronavirus proviene dal laboratorio di Wuhan“. Miss Li ha pubblicato anche alcuni documenti, ma le sue teorie sono presto state “smascherate”. Un altro precedente riguarda il professor Luc Montagnier, Nobel per la Medicina nel 2008. A detta di Montagnier, il Sars-CoV-2 non sarebbe altro che un virus manipolato e uscito per sbaglio da un centro di ricerca cinese di Wuhan, specializzato per la ricerca sui coronavirus e dove si stava studiando il vaccino per l’Aids. Il parere dell’Oms è tuttavia ben diverso: secondo l’organizzazione con sede a Ginevra, il virus avrebbe quasi sicuramente origine naturale. Il dibattito e le polemiche proseguono.