Il presidente francese Emanuel Macron ha annunciato che la Francia sarà sottoposta ad un mese di lockdown a partire da questo sabato. I negozi non essenziali saranno chiusi e verrà imposto un coprifuoco tra le sette di sera e le sei di mattina. Una serie di dipartimenti francesi, tra cui ci sono la regione di Parigi e quella di Hauts-de-France, sono stati sottoposti ad un lockdown di quattro settimane a partire dal 20 marzo. I provvedimenti adottati in queste aree, tra cui lo smartworking sistematico ed il divieto di spostarsi a più di 10 chilometri da casa, saranno estesi a tutta la nazione. Tutte le scuole saranno chiuse per tre settimane ed i primi alunni, tra cui quelli delle materne, dovrebbero fare ritorno in classe a partire dal 26 aprile. I più grandi dovrebbero tornare alle lezioni in presenza a partire dal 3 maggio mentre gli universitari potranno recarsi nei propri atenei una volta alla settimana. Ci saranno restrizioni per quanto riguarda gli spostamenti all’interno della Francia anche se alcuni potrebbero essere autorizzati durante il periodo pasquale mentre le persone che non possono lavorare da casa e devono badare ai figli riceveranno aiuti economici.

Un momento complesso

La crisi sanitaria scatenata dal Covid-19 preoccupa la Francia e continua a mettere sotto pressione il sistema ospedaliero nazionale. Il ministero della Salute ha comunicato che il numero di pazienti affetti dalla malattia e ricoverati in terapia intensiva ha raggiunto quota 5072. Non si tratta di un primato, dato che il picco storico è stato raggiunto l’8 aprile del 2020 con 7148 ricoveri, ma i numeri ricordano quanto la situazione si stia deteriorando. Il secondo lockdown francese, che ha avuto luogo a novembre, non ha generato gli effetti sperati e non è riuscito a ridurre, in maniera significativa, i posti letto occupati in terapia intensiva, passati da 4919 a poco meno di di 2600 a gennaio. Le infezioni, trainate dalla variante inglese ormai dominante, sono tornate a crescere nelle ultime settimane e nel corso degli ultimi quattordici giorni non sono praticamente mai scese sotto quota 30mila. La media mobile dei nuovi casi a sette giorni è invece passata da circa 21mila all’inizio di marzo ai 36mila del 30 marzo.

La pazienza dei francesi è ormai agli sgoccioli. Appena il 56 per cento dei residenti nei dipartimenti con regole più stringenti, secondo un sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico Sodoxa, è in favore delle restrizioni. Si tratta di percentuali molto diverse da quelle della primavera del 2020 quando ben il 96 per cento dei francesi era schierato per le restrizioni.

Un futuro in salita

Il presidente Macron ha cercato a lungo di evitare un possibile lockdown ma c’è molta pressione sul Capo di Stato affinché implementasse misure più dure. Quarantuno medici che lavorano nella regione di Parigi avevano lanciato un ammonimento ed avevano reso noto che presto gli ospedali potrebbero trovarsi in una posizione così precaria da costringere i dottori a scegliere quali pazienti salvare. Diversi epidemiologi hanno chiesto l’attuazione di un lockdown paragonabile a quello di inizio 2020, quando le autorità ordinarono alle persone di restare in casa se non per alcune eccezioni. I ritardi della campagna vaccinale sono un ostacolo per la Francia. Le autorità sanitarie hanno reso noto che 8.3 milioni di persone, il 12 per cento della popolazione, hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino contro il coronavirus. Il governo ha pianificato di vaccinare 10 milioni di persone entro la metà di aprile e 30 milioni entro l’estate. Macron ha annunciato che 250mila lavoratori sanitari daranno una mano alla campagna vaccinale e che i sessantenni ed i cinquantenni potranno ricevere il vaccino, rispettivamente, da metà aprile e metà maggio.