Una valanga di proiezioni per svelare in anticipo un futuro ancora avvolto nel mistero. Più ci avviciniamo al periodo invernale, ovvero quando le basse temperature favoriscono la normale diffusione dei virus, e più le voci autorevoli lanciano ripetuti allarmi sulla possibile recrudescenza del Sars-CoV-2. L’ultimo avvertimento su quando e come arriverà la seconda ondata arriva direttamente da Worldmeter, un sito pieno zeppo di dati statistici elaboratori da ricercatori e volontari in tempo reale.

Considerando le ultime ipotesi degli esperti, sono necessarie tra le due e le tre settimane a partire da oggi per capire quali saranno gli effetti derivanti dalla riapertura delle scuole e della ripresa delle attività commerciali sull’andamento della curva epidemiologica. Il rischio più grande, da scongiurare in ogni modo, è la possibile risalita esponenziale dei contagi quotidiani a partire dalla metà di ottobre.

Una risalita che potrebbe provocare uno scenario catastrofico a dicembre e un numero totale di decessi giornalieri compresi tra le 500 e le 700 unità fino al capodanno 2021. Insomma, una road map da incubo che potrebbe portare all’inasprimento delle misure di sicurezza, a nuove zone rosse e, nonostante le parole di Giuseppe Conte, a un eventuale secondo lockdown nazionale.

Tre scenari

Sono tre gli scenari descritti da Worldmeter per l’Italia, che tuttavia non tengono in considerazione né eventuali misure restrittive né nuove riaperture. Il primo: una linea viola, che racconta l’andamento della pandemia sul territorio italiano se tutto rimanesse come adesso. Il secondo: una linea verde che ipotizza cosa potrebbe succedere nel caso in cui i cittadini fossero ancora più rigorosi nell’indossare le mascherine, rispettare il distanziamento sociale e nel fare attenzione al lavaggio delle mani. Il terzo: una linea rossa che immagina uno scenario critico, dovuto al totale allentamento di ogni misura di prevenzione.

Calcolatrice alla mano, in presenza di un sostanziale status quo i contagi potrebbero salire fino ai 15mila al giorno a partire dal primo novembre, per poi sfondare il tetto dei 40mila a dicembre. Per quanto riguarda le vittime, prima dello scoccare del nuovo anno potrebbero registrarsi 700 decessi giornalieri. Nel secondo scenario, cioè in presenza di una maggiore attenzione della comunità, i morti sarebbe limitato a qualche centinaio mentre i contagi oscillerebbero, a Natale, intorno ai 20mila. Il terzo scenario coinciderebbe invece con il disastro assoluto, contagi fuori controllo e ospedali traboccanti di pazienti. A proposito di ospedali, è molto importante monitorare con attenzione il dato relativo alle terapie intensive. In questo momento, con i valori aggiornati al bollettino di sabato 26 settembre, ci sono 247 persone in terapia intensiva.

Il parere degli esperti

Secondo il virologo Andrea Crisanti le proiezioni di Worldmeters dovrebbero essere prese in seria considerazione. Il professore ha spiegato al Fatto Quotidiano che “se gli indicatori reali schizzassero sopra la soglia dei 5mila contagi al giorno le cose si metterebbero male perché da lì è un attimo ritrovarseli a 10/15 mila e perdere progressivamente la capacità di fare i tamponi e quindi di tenere sotto controllo l’epidemia”.

A detta degli esperti dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), presso la School of Medicine dell’Università di Washington, nel 2020 il mondo dovrà fare i conti con un “dicembre mortale“, con picchi di decessi globali che potranno sfiorare persino le 30mila unità al giorno. Nel caso dell’Italia, le morti rischiano di raggiungere quota 56.071 entro il primo gennaio. Numeri, come detto, che potrebbero essere contrastati usando la mascherina e rispettando il distanziamento sociale.

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