Il 2025 è stato un anno importate per lo sviluppo militare della Corea del Nord. Il Paese guidato da Kim Jong Un ha infatti testato missili di vario genere e presentato mezzi militari inediti, come temibili navi da guerra, sottomarini e droni.
Negli ultimi 12 mesi è però successo dell’altro. A Pyongyang sono infatti sorti nuovi quartieri, palazzi residenziali, negozi. Ma la modernizzazione mostra interessanti segnali anche su altri due fronti: quello tecnologico (ne abbiamo parlato qui) e, soprattutto, quell sanitario.
Non è un caso che Kim abbia designato il 2025 come il “Primo anno della rivoluzione sanitaria“. Non fatevi ingannare dalla complessità lessicale. Si tratta di un concetto molto semplice che indica l’aggressiva campagna politica messa in atto dal governo nordcoreano per costruire ospedali moderni nelle città e nelle contee dell’intera nazione.
Questa iniziativa è strettamente legata alla “politica 20×10 per lo sviluppo regionale“, un progetto lanciato nel 2024 con l’obiettivo di edificare fabbriche industriali moderne in 20 contee ogni anno nell’arco di un decennio al fine di colmare il crescente divario economico tra la capitale Pyongyang e le province.
Certo, inizialmente la suddetta misura doveva concentrarsi sull’industria leggera e sui beni di consumo, ma Kim ne ha in seguito ampliato la portata, decidendo che le strutture sanitarie locali dovessero essere costruite parallelamente agli altri progetti industriali.

La rivoluzione sanitaria di Kim
Lo scorso febbraio, il governo ha tenuto numerose cerimonie per inaugurare l’inizio dei lavori di molteplici progetti pilota sanitari. La lista comprendeva l’avvio di lavori di ben tre ospedali: il complesso della contea di Kangdong (6 febbraio), quello di Ryonggang (9 febbraio) e quello di Kusong (24 febbraio). Il timing? Un anno.
Questo significa che le strutture dovrebbero essere completate nell’arco di poche settimane. Attenzione però, perché Kim non sta soltanto costruendo ospedali fini a se stessi. Come ha spiegato il think tank 38 North, un simile modus operandi potrebbe annunciare l’arrivo di una nuova politica sanitaria destinata a sostituire il sistema sanitario universale gratuito, a lungo nominale, e, più in generale, la sua struttura medica socialista.
In realtà, prima della dichiarazione formale della cosiddetta Rivoluzione Sanitaria del 2025, erano già in atto significativi cambiamenti retorici e amministrativi nella politica sanitaria nordcoreana. In particolare, l’espressione “Sistema Sanitario Universale Gratuito” – da tempo un segno distintivo dell’identità socialista nazionale – è gradualmente scomparso dai media.
Al contrario, la presenza degli altri due pilastri dell’assistenza sanitaria di Pyongyang, ovvero il “Sistema dei medici distrettuali” e la “Medicina preventiva“, è rimasta sostanzialmente immutata.
Cambiamenti in vista?
In seguito alla fine dell’emergenza Covid, la parola “del popolo” (Inmin) è stata rimossa dai nomi degli ospedali. Gli “ospedali del popolo“, una designazione che sottolineava il contratto sociale socialista, sono stati rinominati come ospedali provinciali, cittadini o di contea.
Siamo di fronte a un segnale di potenziali cambiamenti nel sistema sanitario gratuito? C’è chi fa notare come gli ospedali nordcoreani abbiano iniziato a esporre le tariffe agli sportelli della reception e a far pagare i pazienti in modo trasparente.
Non solo: le “farmacie standard” statali, la cui installazione è iniziata su ordine di Kim nel maggio 2022, sono state istituite in tutte le città e contee entro la fine del 2024. Cosa fanno? Queste entità statali vendono medicinali a scopo di lucro anziché distribuirli gratuitamente.
Un altro indizio è arrivato direttamente da Kim. Sempre nel 2024, in occasione della 14a Assemblea Popolare Suprema, ha incaricato i funzionari di garantire che “il sistema di sicurezza sanitaria basato su un fondo di assicurazione sanitaria, che si sta espandendo a livello nazionale, venga implementato senza deviazioni”.
Parole del genere suggeriscono la possibilità che possa emergere, o che sia emersa o stia emergendo, una nuova fonte di finanziamento in sostituzione dell’attuale sistema sanitario universale gratuito. Una rivoluzione non da poco.


