Che l’arma economica delle sanzioni non fosse il mezzo più efficace per provocare la resa della Corea del Nord era stato più volte ribadito da esperti politici e associazioni umanitarie varie. Ma che le stesse sanzioni fossero la causa principale del peggioramento delle condizioni di vita dei nordcoreani non era probabilmente stato considerato a dovere. Eppure sono stati lanciati numerosi moniti, l’ultimo proveniente da un’influente ong internazionale.
Ong e Corea del Nord
Le organizzazione non governative sono viste con sospetto dalla Corea del Nord. In passato più di una ong è stata accusata da Pyongyang di essere al servizio di governi stranieri e di utilizzare la scusa di aiutare il popolo nordcoreano come pretesto per destabilizzare il Paese. Altre organizzazioni, invece, sono legate a doppia mandata con la sfera religiosa, un pericolo in più per la stabilità agli occhi delle autorità nordcoreane. L’ultimo allarme sulla situazione relativa alla Corea del Nord è arrivato dalla Eugene Bell Foundation (Ebf), una ong cristiana di cui fa parte il sacerdote Gerard Hammond, un 85enne che si occupa da anni di curare i malati di tubercolosi nordcoreani e che conosce molto bene la realtà in cui opera assieme ad altri missionari.
Sanzioni letali per i cittadini
Come ha riportato l’agenzia di stampa AsiaNews, Hammond ha dichiarato che i nordcoreani sono ormai stremati dalle sanzioni. Il pugno duro degli Stati Uniti non solo è inutile dal punto di vista politico, ma è anche causa principale dei mali che affliggono il Paese. Le pessime condizioni atmosferiche hanno provocato ingenti danni ai raccolti, vitali per il sostentamento della maggior parte dei 24 milioni di nordcoreani. Senza possibilità di accogliere importazioni straniere, l’emergenza alimentare ha colpito le zone periferiche e montuose, quelle che per vivere dipendono dall’agricoltura. Senza cibo le condizioni di vita dei cittadini diventano critiche; uno scenario simile è poi ideale per la proliferazione di malattie legate alla malnutrizione. Le ultime riforme di Kim Jong Un avevano portato alcuni benefici a Pyongyang e non solo, ma le pessime condizioni atmosferiche e i disastrati raccolti hanno rallentato la ripresa nordcoreana.
Poche precipitazioni e siccità
Lo scorso maggio i media nordcoreani avevano riferito come le precipitazioni in Corea del Nord fossero scese al livello più basso degli ultimi 100 anni, tanto che nel periodo compreso tra gennaio e maggio nel Paese sarebbero scesi poco meno di 57 millimetri di pioggia o neve. Troppo poco per evitare la piaga della siccità e, di conseguenza, la devastazione dei raccolti. L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha riferito che la Corea del Nord ha registrato la più bassa produzione agricola dal 2008. Hammond parla così di quanto starebbe accadendo oltre il 38° parallelo: “La popolazione si è presa cura dei terreni che circondano le proprietà e cerca di sfruttare ogni centimetro di terra per ottenere il miglior raccolto possibile. Tuttavia, in tutto il Paese si sono verificate sporadiche carestie e nelle campagne questo è molto visibile. Le persone comuni stanno soffrendo molto, per via delle sanzioni. Stanno stringendo la cintura, hanno bisogno di riso”.
Seul pronta a inviare aiuti umanitari
La Corea del Sud è incerta sul da farsi. Il dialogo di pace avviato con la Corea del Nord è in fase di stallo, così come è in fase di stallo il filo diretto tra Pyongyang e Stati Uniti. Seul sta pensando di inviare aiuti umanitari al nord ma la società sudcoreana è divisa; alcuni pensano che il governo nordcoreano possa rivendere gli alimenti per acquistare armi o beni di lusso. Preoccupazione inutile secondo Hammond, che ci tiene a precisare un aspetto della sua attività: “Noi non facciamo proselitismo. Fungiamo da ponte tra le due Coree, cerchiamo quindi di creare un clima di fiducia che possa agevolare il lavoro di chi verrà dopo di noi”.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



