Il Presidente francese Emmanuel Macron ha scelto la linea dura per provare ad arginare la seconda ondata di contagi provocati dal virus SARS-CoV-2. L’adozione del coprifuoco in otto grandi metropoli, tra cui ci sono la regione di Parigi, Lille, Lione, Marsiglia e Tolosa, dovrebbe scongiurare pericolosi assembramenti nelle ore notturne e stroncare, definitivamente, ciò che resta della movida. Venti milioni di abitanti, un terzo della popolazione francese, sono stati colpiti dal provvedimento  entrato in vigore questo sabato. Tutte le attività commerciali, dai bar ai ristoranti passando per teatri e cinema, dovranno chiudere alle nove di sera e non potranno riaprire prima delle sei di mattina del giorno successivo. I cittadini non potranno circolare, nel medesimo arco temporale, a meno che non abbiano giustificati motivi come urgenze mediche, necessità di assistere anziani o svolgere attività sportive. Torna la famigerata autocertificazione e tornano i controlli, oltre dodicimila i gendarmi ed i soldati che vigileranno sul rispetto della norma e le multe, 135 euro per la prima infrazione destinati a salire a mille euro per la seconda ed a tremilasettecentocinquanta euro (più sei mesi di carcere) per i recidivi. Il provvedimento, draconiano, rischia però di rivelarsi controproducente.

Una decisione illogica

L’Eliseo ha evitato di implementare un coprifuoco su scala nazionale, tenendo conto della prevalenza del virus a livello regionale e spaccando il Paese a metà. Può sembrare una scelta di buon senso ma in realtà non lo è. Non è stata imposta alcuna limitazione agli spostamenti dei cittadini all’interno del Paese e molti (almeno chi può farlo) cercheranno di sottrarsi alla stretta trascorrendo qualche giorno di vacanza nelle aree rurali, marine o più semplicemente negli insediamenti urbani “liberi”. Nulla vieta ai più giovani di organizzarsi e trascorrere “notti brave” nelle città adiacenti a quelle di residenza e prive di limitazioni di orari. Il coprifuoco è, inoltre, un elemento di pesante discriminazione geografica. Le attività commerciali costrette alla chiusura anticipata rischiano il fallimento, anche perché reduci da mesi molto difficili mentre quelle che si trovano anche a pochi chilometri di distanza potranno continuare ad operare con alacrità (sebbene, probabilmente, a ritmi ridotti).

La tenuta psicologica

Il coprifuoco è un provvedimento drastico e di solito viene sfruttato dalle nazioni autoritarie per esercitare un controllo accentuato sugli abitanti. I Paesi democratici, invece, lo adottano in presenza di gravi calamità naturali o conflitti armati devastanti. Si tratta di un provvedimento che può minare la salute psicologica di chi è costretto a subirlo e può aprire la strada all’esacerbazione di tensioni e conflitti sociali. Macron, molto probabilmente, non ha tenuto conto di questo aspetto e di quanto i francesi siano provati psicologicamente dopo otto mesi di pandemia. Il lockdown primaverile ha generato disuguaglianze, dipendenze e turbe psichiche in un certo numero di persone che speravano di non dover riaffrontare un simile stress. L’estate è trascorsa all’insegna della tranquillità e del rilassamento (talvolta eccessivo) delle abitudini sociali ed ora, anche a causa di una gestione inefficiente, la scure del Covid-19 è tornata ad aleggiare sulla testa dei francesi. Macron ha tentennato a lungo prima di adottare il coprifuoco e questo ritardo non ha fatto altro che peggiorare il quadro epidemiologico complessivo ed in un certo senso ha messo all’angolo lo stesso Capo di Stato.

Il rischio feste private

C’è il rischio che il coprifuoco spinga molte persone a mollare la presa sul rispetto delle norme anti-Covid. La fatica è molta, gli sforzi fatti sembrano non aver prodotto risultati duraturi e la tentazione di lasciarsi andare cresce progressivamente. La narrazione della paura è tornata ad impossessarsi delle vite quotidiane delle persone ed in tanti non hanno semplicemente più voglia (sbagliando) di praticare il distanziamento sociale. La sospensione della vita pubblica serale può portare all’organizzazione di lunghe feste notturne negli appartamenti, in condizioni di promiscuità e senza che qualcuno possa vegliare sul rispetto delle norme anti-contagio. In un certo senso, dunque, è molto più pericoloso chiudere bar e ristoranti e spingere le persone a vedersi al chiuso. Nei locali, infatti, dovrebbero essere rispettate una serie di misure volte alla tutela della salute pubblica. In privato, inevitabilmente, ci si tende a rilassare. I contagi, infine, non avvengono solo durante la sera ma anche di giorno sui mezzi pubblici sovraffollati, nelle scuole, sul posto di lavoro e negli incontri conviviali familiari. La criminalizzazione della notte non aiuta a risolvere il problema. L’adozione di scelte difficili è inevitabile nel bel mezzo della pandemia e bisogna (giustamente) tutelare le vite degli anziani e delle persone più fragili, che rischiano di più a causa del Covid-19. Macron, però, ha agito non tenendo conto di una serie di elementi significativi e ciò potrebbe ritorcerglisi contro a livello politico.

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