“Con la nostra voce – Storie di libertà”: viaggio nel mondo dei siblings

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Società /

Che forma hanno le emozioni di un bambino che vive la malattia del proprio fratellino? Come esprime la sua paura, il suo dolore, ma anche le sue speranze e i suoi desideri? 

Con la nostra voce – Storie di libertà, mostra promossa da VIDAS e realizzata dalla fotografa e giornalista Valentina Tamborra, nasce per dare voce e visibilità ai cosiddetti siblings, i fratelli e le sorelle di bambini malati.

Dal 9 al 19 settembre 2025, allo Spazio Messina di Fabbrica del Vapore, sarà possibile visitare gratuitamente l’esposizione, un’occasione per ascoltare e comprendere le emozioni di un’infanzia difficile e coraggiosa: quella di bambini che, pur vivendo il dolore della malattia del fratello, spesso si trovano a fronteggiarlo in silenzio, senza poter esprimere liberamente i propri sentimenti.

Il progetto prende forma grazie all’incontro con le famiglie assistite da Casa Sollievo Bimbi di VIDAS, hospice pediatrico che dal 2019 accoglie e si prende cura gratuitamente di bambini e adolescenti con malattie gravi e inguaribili, sia in degenza che a domicilio. 

Qui, le famiglie non solo ricevono supporto medico e infermieristico, ma anche un aiuto psicologico fondamentale, che si estende a tutto il nucleo familiare, con particolare attenzione ai siblings. A loro sono dedicati spazi e attività pensate apposta per donargli un po’ di sollievo dal dolore che li coinvolge quotidianamente e per permettergli di riconquistare uno spazio di luce nell’ombra della malattia del fratello.

La mostra Con la nostra voce racconta le storie autentiche di questi bambini, ritratti mentre indossano le maschere che loro stessi hanno realizzato durante speciali laboratori condotti dagli educatori e psicoterapeuti di VIDAS, per dare un volto alle proprie emozioni e paure e potersene liberare, simbolicamente.

Ogni fotografia è accompagnata da una registrazione audio in cui i bambini raccontano, con le proprie parole, cosa significa convivere con la malattia del loro fratello. Grazie alla combinazione di immagini e suoni, la mostra diventa così un’esperienza immersiva, che permette di entrare letteralmente nel mondo emotivo di questi bambini.

“Grazie alla sensibilità di Valentina Tamborra e a un percorso virtuoso iniziato lo scorso anno, abbiamo la possibilità di ospitare negli spazi della Fabbrica del Vapore un reportage che è una straordinaria testimonianza di vita. Dieci famiglie hanno aperto le loro case offrendosi al nostro sguardo e a quello di quanti vorranno avvicinare la fatica e lo stupore dei fratelli e delle sorelle dei nostri piccoli assistiti”, afferma Raffaella Gay, direttrice comunicazione e discipline umanistiche di VIDAS.

Sul lavoro di Valentina Tamborra, così Maria Fratelli, Direttrice Fabbrica del Vapore: “La qualità artistica delle fotografie della reporter è ciò che le rende capaci di condividere temi e problemi che altrimenti, per la gravità delle situazioni descritte, verrebbero evitati dallo sguardo autoprotettivo del pubblico. Gli scatti di Valentina Tamborra si insinuano nelle coscienze, obbligano gli occhi a sostare, a capire e a empatizzare, ad aprire la dimensione dell’io a quella del noi. Questo è l’impegno sociale di FDV nella sua missione.”

Presentata per la prima volta durante il Festival INCONTRO di VIDAS lo scorso ottobre, l’esposizione ha suscitato grande partecipazione e riflessione. Ora, grazie a un progetto multimediale curato dall’artista multimediale e musicista Diego Ronzio, l’esposizione si arricchisce ulteriormente, diventando ancora più interattiva e permettendo ai visitatori di entrare in un dialogo profondo con le emozioni dei piccoli protagonisti.
In chiusura, il commento dell’autrice, Valentina Tamborra: “Ogni incontro, ogni famiglia è stata una scoperta di forza, di bellezza e di coraggio. Ogni fratello e ogni sorella hanno trovato un loro linguaggio e hanno potuto esprimere il proprio ‘io’ scegliendo dove essere fotografati, con quali oggetti, in quali ambienti e potendo raccontare ciò che più gli stava a cuore utilizzando lo strumento del gioco”.


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