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È possibile contrarre il Sars-CoV2 dopo aver avuto un contatto ravvicinato e diretto con una persona positiva al virus, oppure anche attraverso l’esposizione all’aerosol, ovvero alle piccolissime particelle che restano sospese nell’aria e che possono creare problemi all’interno di ambienti chiusi e affollati. Capire la modalità di diffusione del contagio è importante per prendere accorgimenti ed evitare di contrarre l’infezione.

Da questo punto di vista dobbiamo distinguere i droplet dall’aerosol. Con il primo termine ci riferiamo alle goccioline di saliva emesse quando parliamo, starnutiamo, tossiamo o parliamo. Queste possono raggiungere l’interlocutore situato a breve distanza (un paio di metri) e, in caso di positività del soggetto che le emette, contagiarlo. L’aerosol viene invece emesso durante la respirazione o anche parlando, ed è formato da particelle dalle dimensioni inferiori ai 5 micrometri che restano sospese nell’aria (non sappiamo ancora per quanto tempo resistano).

Va da sé che se ci troviamo in un locale chiuso, affollato e privo di ventilazione, è facile contagiarsi. Basta che quel luogo sia stato frequentato da un positivo. Il quotidiano spagnolo El Pais ha analizzato tre scenari di trasmissione del nuovo coronavirus in altrettanti spazi chiusi, illustrando cosa non dovrebbe essere fatto e cosa dovrebbe invece essere evitato per evitare la trasmissione dell’infezione.

Il rischio della trasmissione aerea

Come abbiamo visto è possibile contrarre il Covid stando a lungo in un luogo chiuso assieme a una persona infetta che parla. I casi più comuni riguardano in particolare tre ambienti: bar, scuola e casa. Una premessa è obbligatoria: gli esperti hanno posizioni discordanti in merito alla trasmissione aerea del Covid.

Mentre un articolo pubblicato sulla rivista Science evidenzia come in uno spazio chiuso le particelle di aerosol possano accumularsi provocando eventi di sovra diffusione, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) parla di evento raro. In ogni caso, El Pais ha usato un interessante modello di calcolo per scoprire il rischio di infezione presente in un ambiente chiuso. Sia chiaro, il suddetto modello ha una precisione limitata, visto che si basa su numeri ancora incerti, ma è al tempo stesso abbastana emblematico.

Bar, casa e ristorante

Il primo scenario è la casa. Se in un soggiorno ci sono sei persone, una delle quali positiva al Covid, e se viene rispettato soltanto il distanziamento sociale, senza che i presenti indossino mascherine e vi sia un ricambio dell’aria, allora il contagiato può trasmettere il virus a tutti gli altri nel giro di quattro ore. Se invece i presenti indossassero le mascherine, le infezioni si ridurrebbero mediamente da cinque a quattro: una persona riuscirebbe insomma a salvarsi. Per evitare il peggio è consigliato dimezzare il tempo di esposizione (ad esempio da quattro a due ore), indossare dispositivi di protezione e areare l’ambiente. Il 31% delle infezioni, sempre secondo i dati riportati da El Pais, avverrebbe secondo queste modalità.

Passiamo al secondo scenario: il bar (o ristorante). Immaginiamo un locale con porte chiuse e senza ventilazione, in cui vi siano 15 clienti e tre dipendenti. Senza dispositivi di protezione e distanziamento, qualora fosse presente un positivo, in quattro ore tutti i presenti finirebbero contagiati. Se tutti indossassero mascherine, i contagi diventerebbero otto. Se, invece, oltre alle mascherine aggiungessimo il dimezzamento del tempo di esposizione e l’areazione, le probabilità di contagio crollerebbero e il virus potrebbe infettare una sola persona.

Il terzo e ultimo scenario riguarda la scuola. Prendiamo una classe formata da 24 studenti. In un’aula non ventilata in cui l’insegnante è positiva, senza misure di sicurezza, in appena due ore il virus potrebbe contagiare 12 persone. Usando le mascherine potrebbero essere infettate cinque persone. Con la riduzione del tempo di esposizione e con l’areazione del locale, il virus potrebbe contagiare soltanto una persona. Dunque, alla luce di tutto ciò, per ridurre le infezioni all’interno di spazi chiusi appare di fondamentale importanza aprire le finestre – o comunque trovare il modo di areare uno spazio chiuso – e indossare i dispositivi di protezione individuale.