Nelle ultime settimane i casi di coronavirus sono aumentati in tutto il mondo. I dati più recenti rilasciati dalla John Hopkins University parlano chiaro: ci sono 13.103.290 contagi a livello globale, con 572.428 decessi. Gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo sia per numero di contagiati, 3,36 milioni, e morti, 135.605. Ricordiamo che ieri, gli Usa hanno contato 59.222 nuove infezioni e 411 decessi.

Al secondo posto troviamo il Brasile, sempre più in caduta libera. Il Ministero della Salute brasiliano ha reso noto che il numero complessivo dei contagi è salito a 1.884.967 casi (+ 20.268 in più rispetto a quelli registrati nelle 24 ore precedenti) mentre i morti per patologie riconducibili al nuovo coronavirus sono 72.833 (+733). L’ultimo gradino del podio è occupato dall’India, con 906.752 casi totali e 23.727 decessi.

La Russia, con una popolazione di 145 milioni di abitanti, 739.947 i casi di Covid-19 e 11.614 i morti , è il quarto Paese al mondo per numero di contagi. Insomma, a un primo sguardo, numeri del genere dovrebbero farci paura. Scendendo nel dettaglio, notiamo un aspetto che induce a fare alcune riflessioni. Mentre il numero delle infezioni sta aumentando a dismisura, quello dei decessi non seguendo la stessa impennata. Per quale motivo?

I decessi diminuiscono

Questa particolarità è stata notata dalla rivista The Atlantic. Prendiamo, ad esempio, la situazione inerente agli Stati Uniti. Lo scorso 8 luglio gli Usa hanno registrato 62mila casi, cioè cinque volte più dell’intero continente europeo. Addirittura, alcuni stati americani, tra cui Florida e Arizona, contano più casi pro capite rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo.

Eppure, a fronte di un’impennata di contagi, i decessi giornalieri in tutta l’America sono diminuiti del 75% rispetto al picco di aprile. Da una parte Donald Trump si è lanciato in una delle sue spiegazioni, affermando che il “il 99% dei casi è totalmente innocuo”; dall’altro Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ha messo in guarda i cittadini americani dal minor tasso di mortalità del Covid. Dove sta la verità? Difficile dirlo con certezza, anche avendo i dati sottomano. D’altronde, in vista delle prossime elezioni presidenziali di novembre, ogni schieramento interpreterà la situazione a suo vantaggio.

Possibili spiegazioni

In ogni caso ci sono cinque possibili spiegazioni utili a giustificare la riduzione dei decessi a fronte dell’aumento dei contagi. La prima è che, tra il momento esatto in cui viene registrato un aumento dei casi e un aumento dei decessi, dovrebbe esserci un intervallo. E questo per via del possibile ritardo delle stesse morti, causato da vari fattori. In altre parole, può esserci una discrepanza temporale tra la data in cui un paziente muore e quella in cui viene emesso il certificato di morte, oppure possono esserci altri ritardi burocratici.

Secondo alcuni esperti, inoltre, la segnalazione ufficiale di un decesso causato da Covid può ritardare l’esposizione a un contagio di Covid fino a un mese. Tra l’incubazione dell’infezione, l’insorgere dei primi sintomi, l’eventuale morte del paziente e la sua registrazione, possono passare decine di giorni. È possibile che l’ondata di morti correlata a questa ondata possa arrivare nelle prossime settimane.

La seconda spiegazione è che il maggior numero di test effettuati abbiano consentito alle autorità di trovare più casi, e quindi di evitare il peggio in un discreto numero di situazioni cliniche. Altra giustificazione: i pazienti infetti stanno diventando più giovani, e quindi i “nuovi” infetti sono più resistenti rispetto agli anziani. Sempre restando negli Stati Uniti, in Florida l’età media dei nuovi casi Covid è passata da 65 anni di marzo a 35 di giugno.

La quarta spiegazione riguarda un’altra tendenza da non sottovalutare: i pazienti ospedalizzati muoiono meno frequentemente. Probabilmente, dopo mesi di inferno, i medici hanno imparato a gestire le emergenze. Ultima analisi: l’estate potrebbe aver mitigato la diffusione del virus, anche se quest’ultima spiegazione non appare del tutto convincente.

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