Cina, preoccupa la variante Delta: nuovi focolai e contagi in aumento

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Il focolaio di Covid-19 esploso all’interno del Nanjing Lukou International Airport, l’aeroporto internazionale di Nanchino, nella provincia dello Jiangsu, si è diffuso in altre cinque province della Cina, oltre che nel cuore della sua capitale Pechino. Nonostante i numeri siano sostanzialmente bassi se raffrontati con i dati registrati in altri Paesi, le autorità cinesi sono preoccupate per quella che hanno già ribattezzato come la “peggiore epidemia di Covid da alcuni mesi a questa parte”.

Il virus legato all’aeroporto di Nanchino è arrivato anche in altre due aree, compresa una tentacolare megalopoli abitata da 31 milioni di persone. La Commissione Nazionale della Sanità ha infatti riportato 55 nuovi casi in zone che includono la provincia del Fujian e la città di Chongqing, oltre a Pechino e altre cinque province, dove erano già stati segnalati focolai della variante Delta. In generale, questa variante ha provocato un aumento delle infezioni in ben 14 province, mentre a luglio sono stati accertati 328 casi complessivi, ovvero un numero quasi pari dei contagi segnalati da febbraio a giugno.

“Il principale ceppo attualmente in circolazione è la variante Delta, che rappresenta una sfida ancora più grande per il lavoro di prevenzione e controllo dei virus”, hanno spiegato fonti della stessa Commissione Nazionale della Sanità. Anche se la situazione epidemiologica non può essere paragonata, per gravità, a quella esplosa a Wuhan un anno e mezzo fa, il governo è terrorizzato per la possibile diffusione incontrollata del Sars-CoV-2. La recrudescenza dei casi è stata provocata da un cluster situato nell’aeroporto di Nanchino, dove alcuni addetti alle pulizie sono risultati positivi. Ebbene, al cluster di nanchino sono stati collegati più di 260 infezioni a livello nazionale; centinaia di migliaia di persone sono già state rinchiuse nella provincia di Jiangsu, mentre Nanchino ha sottoposto due volte a test tutti i 9,2 milioni di residenti.

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