Ci troviamo di fronte a uno Stato premuroso, che intende garantire ai propri cittadini altissimi standard di sicurezza, oppure siamo davanti a un Grande Fratello di orwelliana memoria, che si affida a controlli asfissianti per controllare i movimenti di ciascun abitante? La Cina prosegue nel processo di modernizzazione, una strada che ha spinto Pechino ad adottare le nuove tecnologie per fini politici; nei piani del Partito Comunista Cinese c’è l’installazione di quasi 500 milioni di telecamere di sorveglianza entro il 2020. Gli occhi elettronici, grazie al riconoscimento facciale, possono localizzare un sospettato di qualsiasi reato in appena sette minuti; come se non bastasse i numerosi sistemi di pagamenti online diffusi in Cina consentono al governo di raccogliere enormi quantità di dati sulla popolazione.
L’orologio intelligente per bambini
Lo sfrenato controllo sociale coinvolge anche i bambini. Un governo locale nel sud della Cina, a Guangzhou, ha distribuito orologi intelligenti a circa 17.000 alunni delle scuole elementari; gli smartwatch sono in grado di monitorare la posizione dei giovanissimi in tempo reale e inviare ai genitori eventuali avvisi di emergenza. Gli orologi, che sono stati distribuiti dalle autorità in 60 scuole, hanno al loro interno un chip alimentato da Beidou, la versione cinese del Gps. Il Guanzhou Daily ha applaudito la scelta statale: “Grazie a questo dispositivo, mamma e papà possono sapere dove sono i loro bambini e possono chiamarli e mendar loro messaggi vocali subito dopo le lezioni”. Non c’è alcun obbligo e le famiglie possono scegliere se aderire o meno al programma governativo volontario.
Geolocalizzare i giovani alunni
L’idea ha fin qui riscosso un notevole successo, visto che quasi la metà degli orologi è già stata distribuita; altri 13.000 sono in arrivo, ma il governo pensa di estendere il progetto anche alla fascia più anziana della popolazione. Sicurezza, prevenzione e annullamento dei rischi; ma l’innovazione cinese porta con sé anche aspetti negativi. Il primo riguarda la raccolta dei dati. Le informazioni degli utenti verranno caricate su un database gestito dal ministero della Pubblica Sicurezza cinese e dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’informazione. A quale scopo? La comunità internazionale pensa che le autorità vogliano raccogliere dati per controllare i cittadini. Nel caso degli orologi, questi smartwatch hanno una precisione di localizzazione di 10 metri, con tanti saluti per la privacy dei singoli individui. E qui veniamo al secondo lato oscuro: la violazione della privacy, che con queste tecniche verrebbe completamente annullata.
Controllo sociale: opportunità o rischio?
Gli orologi intelligenti hanno dunque scatenato le polemiche della comunità internazionale, che vede nel progetto cinese un tentativo di espandere il Sistema di Credito Sociale anche ai bambini. Da qui ai prossimi anni, infatti, la Cina ha intenzione di effettuare un vero e proprio rating delle persone sulla base delle azioni da loro commesse nella quotidianità. Tutto verrà registrato dalle telecamere con riconoscimento facciale e sarà incrociato con i dati a disposizione del governo. Ne uscirà una griglia dettagliatissima di ciascun cinese dell’ex Impero di Mezzo. Il fine ufficiale è nobile: creare una società armoniosa. Ma i rischi sono dietro l’angolo: è facile passare dal controllo sociale al controllo ossessivo.