Cina, clima anti americano nel Paese: ora cresce il nazionalismo

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Prima la guerra dei dazi, con l’imposizione di nuove tariffe su 200 miliardi di dollari di merci cinesi, poi il ban a Huawei, accusato di minare la sicurezza nazionale americana. Infine la decisione di Google di rimuovere la licenza Android ai dispositivi Huawei, che tra meno di 90 giorni, esattamente il 19 agosto, dovrà ricorrere a un ipotetico piano B per evitare grossi guai. Queste tre provocazioni degli Stati Uniti hanno alimentato da un lato un pesante clima anti americano in tutta la Cina; dall’altro hanno stimolato il nazionalismo dei cinesi, pronti a sostenere la loro patria fino alla fine.

Huawei orgoglio nazionale

Se nel resto del mondo i possessori di un dispositivo Huawei sono terrorizzati per l’incerto futuro dei loro apparecchi elettronici, sui social network più popolari della Cina il sostegno al colosso di Shenzen è unanime. La maggior parte degli utenti di Weibo considera l’azienda un “orgoglio nazionale”, mentre chi non ha ancora uno smartphone Huawei è “pronto ad acquistarne uno” per sostenere il marchio cinese. L’hashtag “Huawei non ha bisogno di affidarsi agli Stati Uniti per i suoi microchip” lunedì sera aveva superato 19 milioni di visualizzazioni.

Boicottaggio di merci Usa

Accanto al supporto a Huawei sta prendendo piede il boicottaggio di merci statunitensi, per lo più nel settore della telefonia. Sul web gli utenti ragionano tutti più o meno allo stesso modo, e il loro ragionamento può essere racchiuso in questa frase: “Alcuni amici stanno per acquistare un Iphone e penso che si avergognoso”. Altri ci tengono a far sapere che il loro prossimo telefono “sarà necessariamente un Huawei”.

Dai film ai karaoke: il clima anti americano

Il clima anti americano è forte anche su altri mezzi di comunicazione. La tv di Stato trasmette numerosi film sulla guerra di Corea, dove l’esercito statunitense è considerato “cattivo” a tutti gli effetti. In rete circola invece una canzone patriottica, il cui ritornello può essere tradotto in italiano così: “Guerra commercial, guerra commercial, non abbiam paura. Se l’usurpatore vuol combattere, a morte lo picchierem”.

Nazionalismo: pericolo e opportunità

Il nazionalismo è salito alle stelle e la minaccia rappresentata dagli Stati Uniti ha unito l’intero popolo cinese in un unico corpo. Meglio per Xi Jinping, che nei mesi scorsi si è trovato alle prese con un’economia più ballerina del solito, una prospettiva che stava iniziando a far storgere il naso diversi cittadini. Oggi tutto questo passa in secondo piano, anche se il Partito è restio nell’alimentare troppo nazionalismo. Il rischio è che la scintilla possa trasformarsi in un incendio capace di ardere l’ordine sociale del Paese intero.