Cina: cinema vuoti, incassi a picco, distributori disperati… Poi è arrivato Harry Potter e…

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Nessuno si aspettava che l’industria cinematografica cinese potesse essere risollevata da Harry Potter. Proprio lui: il mago con gli occhiali protagonista dei sette romanzi scritti da J.K. Rowling, pubblicati tra il 1997 e il 2007, e portati sul grande schermo con otto film di successo usciti nelle sale tra il 2001 e il 2011.

Sono ormai passati 13 anni dall’uscita dell’ultima pellicola della serie, la seconda parte di Harry Potter e i doni della morte, eppure in Cina è riscoppiata la mania di Hogwarts. A fine settembre Warner Bros. Pictures, lo studio dietro il franchise, ha infatti annunciato la riproposizione dei film dell’intera saga in circa 3.400 cinema di 295 città cinesi. “Questa uscita segna una pietra miliare per la serie di Harry Potter, perché è la prima volta in assoluto che tutti gli otto film saranno disponibili consecutivamente su così larga scala”, ha spiegato lo studio, specificando che i titoli sarebbero stati disponibili nelle versioni 2D standard e in numerosi formati premium, tra cui CINITY/IMAX/Dolby Cinema. Musica per i consumatori cinesi che hanno subito risposto presente all’appello. Iniziando a rianimare un’industria, quella cinematografica, finita in stato di quasi ipotermia.

Il ritorno di Harry Potter in Cina

Il calendario delle uscite di Harry Potter è già disponibile. Anzi: il primo episodio, Harry Potter e la pietra filosofale, è stato proiettato dai cinema cinesi lo scorso 11 ottobre riscuotendo un successo clamoroso. Milioni e milioni di fan della serie si sono presentati in massa nelle sale cinematografiche, molti dei quali addirittura vestiti da mago, mentre i social media hanno assistito a un tripudio di foto a tema Harry Potter. Il risultato di un simile entusiasmo si è concretizzato con un exploit della saga al botteghino: nella settimana in cui è stato (ri)proposto sul grande schermo – 11-17 ottobre – Harry Potter e la pietra filosofale ha incassato 58 milioni di yuan (oltre 8,1 milioni di dollari).

Nel lasso di tempo preso in esame è stato il secondo film con il maggior incasso del Paese, piazzandosi dietro al patriottico The Volunteers ma davanti a molte recenti uscite di Hollywood, comprese Bad Boys: Ride or Die e Twister. Per fare un altro confronto, Joker: Folie à Deux ha incassato solo 17 milioni di yuan dalla sua première all’inizio della settimana appena trascorsa.

In un momento in cui le ultime uscite occidentali faticano a guadagnare terreno in Cina, Harry Potter è un raro esempio di franchise made in West diventato un vero e proprio punto di riferimento culturale anche oltre la Muraglia (a differenza di Disney che ha invece spesso fatto i conti con non poche criticità).

I film della serie erano stati precedentemente ripubblicati all’ombra della Città Proibita alla fine del 2020, poco dopo la pandemia di Covid-19, quando cioè i cinema stavano cercando di riprendersi dalla prima ondata di lockdown. Questa terza maxi maratona arriva in un altro momento delicato per l’industria cinematografica cinese.

La crisi delle sale

Quest’anno il botteghino cinematografico cinese ha fatto registrare quasi il 22% di incassi in meno rispetto al 2023. I blockbuster made in China sono stati autentici buchi nell’acqua, mentre i titoli di Hollywood e le grandi produzioni occidentali (la loro quota di mercato si attesta intorno al 15%) non sono riuscite a scaldare il pubblico. La rivista Sixth Tone ha scritto che nell’estate appena trascorsa i ricavi al botteghino sono crollati addirittura di quasi il 50% su base annua. La festa nazionale di inizio ottobre ha inoltre portato ben poco sollievo, visto che gli incassi totali si sono fermati solo a 2,1 miliardi di yuan (380 milioni di dollari), in calo rispetto ai 2,7 miliardi di yuan del 2023.

Né le uscite cinesi, né quelle straniere sono riuscite ad attrarre un vaso pubblico, al punto che Chris Fenton, un ex produttore di Hollywood con una vasta esperienza in Cina, ha parlato di una “tempesta perfetta”. L’industria cinematografica cinese ha provato di tutto per tornare a riempire le sale: ha riproiettato successi nazionali come The Wandering Earth 2, mostrato più documentari e persino organizzato proiezioni in diretta  delle Olimpiadi di Parigi.

Niente ha funzionato come il ritorno di Harry Potter, uscito per la prima volta in Cina nel primo decennio del Duemila, in un periodo in cui qui i multisala erano una novità. “Per molti spettatori cinesi sono stati i primi film fantasy-drammatici occidentali visti in comode e moderne condizioni di proiezione. C’è un’intera generazione di pubblico cinese, tuttavia, che non ha avuto la possibilità di godersi i film di Harry Potter al cinema”, ha affermato Kurt Rieder, responsabile della distribuzione cinematografica nell’Asia-Pacifico di Warner Bros. Discovery.

Potrebbe dunque toccare a Harry Potter l’incombenza di scuotere la sua bacchetta magica per rianimare l’industria cinematografica cinese…