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Società

Chi c’è dietro Shen Yun, lo spettacolo teatrale che sponsorizza “un’altra Cina”

Shen Yun, compagnia teatrale legata al movimento Falun Gong, continua le sue tournée internazionali nonostante le numerose polemiche.

L’immagine è di quelle che restano impresse: danzatrici in abiti colorati schierate davanti a uno sfondo che raffigura un paesaggio incantato, con montagne innevate, un lago dalle acque cristalline e un prato verde e rigoglioso. È la locandina dello spettacolo teatrale Shen Yun che nelle ultime settimane avrete sicuramente visto affissa sui muri delle grandi città italiane, sponsorizzata sul Web o trasmessa sotto forma di reclame in Tv.

Come ogni anno la compagnia Shen Yun Performing Arts, fondata nel 2006 negli Stati Uniti, torna alla carica presentando il suo show in giro per il mondo con lo slogan “La Cina prima del comunismo”.

Il cittadino comune potrebbe pensare di assistere a uno spettacolo volto a diffondere la cultura della Repubblica Popolare Cinese. Niente di più sbagliato perché dietro Shen Yun ci sarebbe l’ombra del Falun Gong, il movimento spirituale cinese che Pechino vede come fumo negli occhi. E contro il quale, negli anni Novanta, il Partito Comunista Cinese ha lanciato una durissima crociata accusandolo di minacciare l’ordine sociale e politico del Paese.

Il gruppo artistico rispecchierebbe, a detta di vari media statunitensi, la figura del fondatore del Falun Gong, Li Hongzhi, e le sue ideologie politiche: lotta senza quartiere al comunismo.

Molto più di uno spettacolo teatrale

Shen Yun si presenta come un’associazione senza scopo di lucro dedicata alle arti performative ed è celebre per le sue tournée internazionali di danza e musica sinfonica.

È stato il New York Times, di recente, a indagare sul gruppo e fare luce, soprattutto, sui suoi enormi guadagni. Nel 2015, la compagnia aveva accumulato 60 milioni di dollari, cifra poi salita a 144 milioni nel 2019 e a 250 milioni alla fine del 2023. Sempre nel 2023, Shen Yun avrebbe guadagnato una cifra significativa anche grazie alla vendita dei biglietti dei suoi spettacolo: 39 milioni di dollari.

Dietro a questo successo ci sarebbero anche manovre legate alla fedeltà religiosa dei seguaci del Falun Gong. In più, Shen Yun sarebbe accusata di non coprire i costi di promozione, come la stampa dei cartelloni pubblicitari, la diffusione degli spot televisivi e la distribuzione dei volantini. Il gruppo non si sarebbe nemmeno occupato dei costi legati all’organizzazione degli spettacoli, come la prenotazione delle sedi, gli hotel e i pasti degli artisti, spesso facendo gravare questi oneri sui membri della troupe.

Sempre il NYT ha scritto che Shen Yun avrebbe sfruttato e sottopagato giovani artisti, mettendo in secondo piano il loro benessere in nome del profitto, oltre ad aver creato una rete globale di sostenitori del Falun Gong dediti al raccoglimento di fondi per arricchire il movimento (che la Cina considera una setta pericolosa).

Il lato oscuro di Shen Yun

Il New Yorker ha scritto che le sei compagnie che formano Shen Yun sono composte ciascuna da circa quaranta ballerini, che diventano circa 80 considerando anche l’orchestra.

Questi artisti si sarebbero formati presso la Fei Tian Academy, in un campus nel Nord dello stato di New York istituito dal Falun Gong. Nel reportage del NYT emerge un’atmosfera di rigidissimo controllo all’interno del sito, caratterizzata da restrizioni su libri, musica e notizie. Pare addirittura che i membri debbano ottenere permessi speciali per uscire dal complesso, e che la possibilità di vedere le loro famiglie sia limitata a una sola volta all’anno. In questo contesto, il lato del culto diventa ancora più evidente.

Agli artisti verrebbe insegnato che esibirsi con Shen Yun non è solo una performance artistica, ma una missione sacra per salvare l’umanità. Con la convinzione che qualsiasi errore sul palco possa condannare il pubblico all’inferno.

Nonostante le numerose polemiche, Shen Yun prosegue la sua attività a livello internazionale, mantenendo come obiettivo dichiarato quello di “ristabilire la cultura tradizionale cinese” e “offrire al pubblico un’esperienza di bellezza” tramite i suoi spettacoli.

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