La prossima vittima del caso Weinstein, l’inchiesta che prende il nome dal produttore di Hollywood accusato di aver stuprato diverse donne in trent’anni di carriera, potrebbe essere il procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance Jr.
Secondo quanto scrive Vox, il procuratore sarebbe solito non molestare i ricchi e i potenti, soprattutto se in passato sono stati finanziatori della sua campagna elettorale. Vance avrebbe infatti tenuto una linea morbida nei confronti di Weinstein e dei figli del presidente americano, Ivanka e Donald Trump Jr. In entrambi i casi, la documentazione portata dai giornali suggerisce che Vance e i suoi procuratori avrebbero avuto prove convincenti per procedere, ma che non l’abbiano fatto per non alienarsi amicizie potenti.
Vance ha dichiarato che, “dopo aver analizzato le prove disponibili, tra cui molteplici colloqui con le parti, si è giunti alla conclusione che un’inchiesta penale non fosse fondata”. Per quanto riguarda il caso Ivanka e Donald Jr., Vance ha invece affermato di “non ritenere oltre ogni ragionevole dubbio che un reato fosse stato commesso”.
Chi è Cyrus Vance
A portarlo sul banco degli accusatori più alto della città Cyrus Vance è stato il ritiro del suo predecessore, il venerabile Robert Morgenthau, che nel 2009, a 90 anni e dopo 36 anni su quella poltrona, decise di non candidarsi per la rielezione. Dopo il ritiro di Morgenthau, tutti i giornali e le figure politiche più importanti di New York puntarono su Vance, un ex viceprocuratore distrettuale di solido background democratico.
Quest’anno Vance punta alla rielezione a un terzo mandato. Ed è qui che arriva la grana di Weinstein. In America, infatti, i magistrati si eleggono come qualsiasi altra carica politica e, dopo aver vinto le primarie lo scorso 12 settembre, Vance rischia di non vincere il ballottaggio del 7 novembre.
“Avevamo le prove”, ha riferito una fonte della polizia al New Yorker , “per perseguirlo (Weinstein NdR) per aver aggredito la modella italo filippina di 22 anni Ambra Battilana Gutierrez nel marzo del 2015″.
L’aggressione di Weinstein era stata denunciata dalla stessa Gutierrez. L’indomani la polizia le aveva messo un microfono addosso, venendo così a sapere che il produttore era un habituee delle molestie. Pochi mesi dopo che Vance decise di non incriminare Weinstein, l’avvocato del produttore, David Boies, decise di donare 10mila dollari alla campagna di rielezione, come riferisce il Business Times International. I rappresentanti di Vance e Boies hanno però negato qualsiasi connessione tra il contributo elettorale e la decisione di non incriminare Weinstein, sottolineando che Boies ha donato negli anni 55mila dollari a Vance.
Il caso Trump
Alcuni media americani, come New Yorker e ProPublica, hanno scoperto che Vance aveva chiuso un’inchiesta sui figli di Trump, ricevendo un grande contributo da un avvocato vicino alla vicenda. Nel 2012, Ivanka e Donald Trump Jr. erano infatti finiti sotto inchiesta per false dichiarazioni fatte nelle carte per lo sviluppo edilizio relativo all’albergo Trump SoHo.
I figli del presidente americano avevano detto ai potenziali acquirenti e ai media che gli appartamenti si vendevano alla grande e che nel giugno del 2008 già il 60% era stato comprato. L’obiettivo era creare l’illusione di una forte domanda per avere offerte superiori per le unità ancora sul mercato. Ma le affermazioni di Ivanka erano false: nel marzo 2010, solo il 15,8% delle unità era stato venduto. Ciò ha portato a una causa nei confronti del tycoon da parte degli inquilini, e i Trump rischiavano l’incriminazione per aver violato la legge Martin che proibisce false dichiarazioni nel corso della vendita di un immobile. Anche in questo casi gli inquirenti avevano a disposizione una valanga di prove e l’ufficio del procuratore ha passato due anni a costruire un processo contro Ivanka e Donald Jr.
Poi nel 2012 l’avvocato personale di Donald Trump Sr., Marc Kasowitz andò direttamente da Vance per una riunione e cominciò un noioso e complicato giro di soldi. Basti sapere che cifre tra i 25mila e i 32mila dollari partirono dal conto di Kasowitz per entrare e uscire dalle casse della campagna elettorale di Vance finchè si decide che anche dell’inchiesta contro i Trump non se ne sarebbe fatto nulla. Una faccenda complicata, ma che dimostra quanto pesanti possano essere le implicazioni di quello che sembrava essere “solo” uno scandalo sessuale e ora rischia di travolgere come una palla da bowling tanti birilli della giustizia e della politica statunitense.
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