Questo è il primo viaggio nel nostro Paese di Sua Maestà Re Carlo III e della regina consorte Camilla. Ma nella sua lunga vita da principe, il sovrano era già venuto in Italia, per visite ufficiali o private, ben diciassette altre volte. Non c’è dubbio: l’Italia è nel suo cuore da sempre. Forse da quando sentiva l’amata nonna, la Regina Madre, mamma di Elisabetta II, che gli raccontava delle sue villeggiature da bambina in Liguria, in particolare a Bordighera. Lei ci si recò la prima volta nel 1910 e soggiornò con la madre a Villa Poggio Ponente, di proprietà della nonna materna, mentre i nonni paterni risiedevano nella splendida Villa Ethelinda, progettata dal noto architetto Charles Garnier, più tardi venduta alla Regina Margherita. Nel 1909 durante un soggiorno in Liguria, la giovanissima Elizabeth mercanteggiò l’acquisto di due angeli antichi, che pagò tre lire. Li conservò con affetto per tutta la vita e li sistemò in un angolo della sua camera da letto a Clarence House, quella che oggi è proprio la dimora privata di re Carlo.
Carlo e Camilla sono dunque in Italia per quattro giorni, tra Roma e Ravenna, con una fittissima agenda di colloqui privati e visite pubbliche e in particolare per il banchetto ufficiale, che terrà in loro onore domani, mercoledì 9 aprile, il presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale, anche per festeggiare i vent’anni di matrimonio della coppia reale. Lui, per fortuna, apparso già fin dall’arrivo in aereo a Ciampino in ottima forma, lei raggiante.
La stilista di Camilla
In attesa di vedere quale abito sfoggerà durante l’evento di gala la regina Camilla, possiamo dire che il suo stile notoriamente sobrio si è distinto come sempre in queste prime ore a Roma. Per lei, un abito semplice blu elettrico, quasi in abbinamento con la cravatta del marito. Un tono cielo acceso o, per meglio definirlo, Royal Blue, il colore un po’ simbolo della dinastia britannica. La silhouette dell’abito è quella che da sempre disegna per lei la stilista Fiona Clare, che la veste da trent’anni. Quello stesso vestito, infatti, ma in versione bianco panna, Camilla lo aveva scelto in un’altra occasione italiana, nel 2017, in visita ancora da principi a Firenze, alla Cattedrale Santa Maria del Fiore e poi da Mattarella a Roma.
Ma torniamo appena poco più indietro nella storia delle visite dei reali britannici nel nostro Paese e dei look più indimenticabili delle regine. Certo, tutte le donne italiane avrebbero desiderato copiare lo splendido e solare stile della Regina Elisabetta II, quando venne in visita di Stato la prima volta in Italia nel 1961. Sull’auto ufficiale salutò la folla di Firenze con un soprabito quasi a ruota in croccante taffetà di seta giallo dorato, una spilla appuntata sulla spalla sinistra e l’immancabile cappellino con applicazioni di fiori di mimosa.
L’infelicità di Diana
Da ricordare anche l’occasione in cui re Carlo arrivò in Italia quarant’anni fa, nel 1985, accompagnato dalla principessa del Galles Diana. Lei aveva allora solo 24 anni. Il suo indimenticabile stile anni Ottanta sfilò per giorni sui nostri rotocalchi, anche perché il viaggio di quasi venti giorni, che toccò molte città italiane da Nord a Sud, arrivò in un momento di già evidente crisi della coppia. Si dice che Lady Diana avesse messo nella valigia 32 outfit per ogni occasione: tailleur, abiti da sera, soprabiti, camicie di seta. Da ricordare il tailleur con gonna ampia scozzese e giacca in shantung verde smeraldo (con décolleté e cappello naturalmente in tinta) con cui fece il giro in gondola a Venezia. E ancora più indimenticabile l’abito rosa acceso che indossò per la Turandot di Puccini alla Scala di Milano. Apparve in quell’occasione magra e tirata, forse infelice: sul palco reale, lei che si dice amasse la lirica nella versione un po’ più pop dei Tre Tenori, si sentiva forse quel giorno fuori luogo. Del resto, ancora giovanissima, era fan della New Wave e aveva tra i più cari amici Elton John. Il cantante pop-rock che, disperato alla sua morte, le dedicò il brano elogio Candles in the Wind. In testa, quella sera aveva la sua tiara preferita, la Cambridge Lover’s Knot di perle e diamanti e al collo un giro di perle abbinate. Chi è superstizioso può vedere forse in quella passione per le perle, foriere di infelicità matrimoniale e di lacrime, un triste presagio…

