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Società

Brasile, un esperimento di massa per “testare” il vaccino

La città di Serrana, situata nell’entroterra dello stato brasiliano di San Paolo, è balzata agli onori della cronaca della nazione latinoamericana. Proprio qui, infatti, si svolgerà un esperimento su larga scala per testare l’efficacia del vaccino Coronavac di Sinovac. Entro...
Brasile, vaccinazione Covid (La Presse)

La città di Serrana, situata nell’entroterra dello stato brasiliano di San Paolo, è balzata agli onori della cronaca della nazione latinoamericana. Proprio qui, infatti, si svolgerà un esperimento su larga scala per testare l’efficacia del vaccino Coronavac di Sinovac. Entro aprile tutti i residenti, esclusi i minorenni e le donne incinte, verranno immunizzati su base volontaria contro il Covid-19 con l’obiettivo di verificare quanto tempo è necessario per raggiungere l’immunità di gregge in una determinata popolazione, qual è l’impatto della vaccinazione di massa sulle curve di decessi e ricoveri e quanto è efficace il Coronavac nel prevenire la diffusione della malattia. Lo studio clinico viene condotto dall’Istituto Butantan di San Paolo ed i risultati dovrebbero essere resi pubblici intorno alla metà di maggio.

Il punto della situazione

I ricercatori brasiliani sono convinti che l’immunizzazione, su scala controllata, dell’intera popolazione aiuterà la comunità scientifica globale a comprendere quali sono le tempistiche necessarie ai vaccini per porre fine alla pandemia. Nessun paese al mondo è infatti riuscito nell’impresa di raggiungere l’immunità di gregge ed anche le nazioni che hanno compiuto i maggiori progressi in tal senso sono ancora lontane da questo obiettivo. Sullo sfondo, poi, c’è la volontà di dimostrare al movimento no-vax brasiliano quali sono i benefici della vaccinazione di massa, come la veloce riapertura delle attività produttive una volta raggiunta l’immunità su larga scala. Le informazioni sul tasso di efficacia del vaccino CoronaVac sono contrastanti. Dalla fase III della sperimentazione clinica in Turchia è emerso che il preparato dovrebbe essere efficace al 91.25 per cento nel fronteggiare il Covid-19 mentre quella che si è svolta in Indonesia ha evidenziato come l’efficacia sia solamente del 65.3 per cento. I dati provenienti dalla sperimentazione brasiliana appaiono, invece, più completi. Il CoronaVac risulta efficace al 50.4 per cento nel prevenire l’infezione sintomatica, al 78 per cento nel prevenire i casi moderati che richiedono un trattamento medico ed al 100 per cento nell’evitare che la malattia abbia un decorso severo.

Cosa succede in  Brasile

Il Brasile è stato duramente colpito dalla pandemia provocata dal virus SARS-CoV-2. Il numero totale di casi registrati nel paese è superiore ai 10 milioni e circa 250mila persone hanno perso la vita a causa del morbo, che continua a diffondersi a velocità sostenuta. La media mobile delle nuove infezioni a sette giorni oscilla tra i 46mila ed i 49mila casi mentre la curva dei contagi non è quasi mai sembrata sotto controllo. Non bisogna poi dimenticare che il sistema sanitario del paese soffre di gravi carenze strutturali e che i dati sul contagio sono probabilmente sottostimati. Le controverse posizioni assunte dal presidente Jair Bolsonaro in materia di Covid-19 non hanno aiutato a ridimensionare il problema. Il capo di Stato si è mostrato scettico verso l’imposizione di misure restrittive a livello federale ed ha in più occasioni sminuito la portata della malattia, sottovalutandola apertamente. La gestione della pandemia è così ricaduta sui governatori degli Stati brasiliani che hanno provato ad agire come potevano. La circolazione del virus è così sostenuta da aver spinto parti del paese, come la città amazzonica di Manaus, verso l’immunità di gregge. Si è trattato di uno sviluppo nefasto. In primis perché per raggiungere questa soglia sono morte molte persone ed il sistema sanitario locale è collassato. In seconda battuta perché il virus ha poi sviluppato una mutazione, la cosiddetta variante brasiliana, per tornare ad infettare una parte di chi aveva sviluppato l’immunità. La variante è ora in circolazione anche in Europa.

Il governo brasiliano non si è procurato i vaccini necessari per proteggere la popolazione dal Covid-19 e dispone di appena sei milioni di dosi quando dovrà soddisfare le necessità di 213 milioni di abitanti. Il presidente, che ha già avuto il Covid-19 ed è guarito, ha dichiarato di non volersi vaccinare ed ha messo in dubbio la sicurezza di questi medicinali. L’inizio della campagna vaccinale, nel mese di gennaio, può offrire una timida prospettiva di speranza ma la strada è ancora in salita.





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