Brasile: c’è il summit sul clima, presto, facciamo l’autostrada nella foresta amazzonica

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La foresta amazzonica, uno dei polmoni verdi del pianeta, continua a perdere terreno a un ritmo allarmante. Secondo i dati ufficiali del Progetto di Monitoraggio Satellitare della Deforestazione nell’Amazzonia Legale (PRODES), condotto dall’Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali (INPE), nel periodo tra agosto 2021 e luglio 2022 sono stati distrutti 11.568 km² di vegetazione. Numeri che sottolineano l’urgenza di affrontare una crisi ambientale dalle conseguenze globali. E il Governo brasiliano cosa fa? Sta costruendo una nuova autostrada a quattro corsie che distruggerà decine di migliaia di acri di foresta amazzonica protetta: infrastruttura che aprirà la strada – letteralmente – al summit sul clima COP30, che si terrà a novembre nella città brasiliana di Belém. Secondo quanto riportato dalla Bbc, l’autostrada, nota come Avenida Liberdade, è progettata per alleviare il traffico verso la città, che ospiterà oltre 50.000 persone, tra cui numerosi leader mondiali.

L’autostrada in Amazzonia

L’evento organizzato delle Nazioni Unite comprenderà la 30ª sessione della Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici (COP 30), il 20° incontro della COP come Riunione delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP 20), il 7° incontro della COP come Riunione delle Parti dell’Accordo di Parigi (CMA 7), oltre alle 63ª sessioni dell’Organo Sussidiario per il Consiglio Scientifico e Tecnologico (SBSTA 63) e dell’Organo Sussidiario per l’Implementazione (SBI 63). Insomma, un calendario fittissimo di eventi in programma dal 10 al 21 novembre di quest’anno.

Peccato che ora molti residenti e attivisti stiano denunciando l’impatto ambientale devastante che l’autostrada a quattro corsie sta provocando in quest’area del mondo fondamentale per l’assorbimento del carbonio e la biodiversità globale, accusando il governo di Lula di contraddire lo spirito stesso di un vertice sul clima. Nella sua inchiesta, la Bbc descrive cumuli di tronchi accatastati su un’area disboscata che si estende per oltre 13 chilometri attraverso la foresta fino a Belém. Ruspe e macchinari scavano nel terreno, asfaltando zone umide attraversando un’area protetta, mentre il drone della Bbc, guidato dal reporter Paulo Koba, cattura l’entità della distruzione.

Le testimonianze dei residenti

Claudio Verequete vive a circa 200 metri dal futuro tracciato della Avenida Liberdade. Per anni ha sostenuto la sua famiglia raccogliendo bacche di açaí dagli alberi che un tempo occupavano quell’area. “Tutto è stato distrutto”, racconta alla Bbc, indicando la radura. “Il nostro raccolto è stato abbattuto. Non abbiamo più quel reddito per mantenere la famiglia”. Senza contributi dal governo statale, Claudio dipende ora dai risparmi e teme che la strada apra la porta a ulteriori deforestazioni nell’area, già ampiamente compromessa dalla costruzione dell’infastruttura.

Il governo statale del Pará, che aveva proposto l’idea di realizzare la Avenida Liberdade già nel 2012 salvo poi accantonarla per le preoccupazioni relative alle ricadute ambientali, ha rispolverato il controverso progetto per preparare la città di Belém alla COP30. Adler Silveira, segretario statale per le infrastrutture, definisce la strada “sostenibile” e “un’importante intervento di mobilità”, citando attraversamenti per la fauna, piste ciclabili e illuminazione solare. Ma per quanto all’avanguardia possa essere il progetto, rimane un’autostrada a quattro corsie che spacca letteralmente in due quest’area della foresta dell’Amazzonia.

Prezzi delle case alle stelle

L’impatto di un grande evento come la COP30 non riguarda solamente il tema ambientale. C’è anche quello relativo alla speculazione immobiliare. Nel frattempo, come riporta Ap, i prezzi degli alloggi nella città amazzonica di Belèm stanno raggiungendo livelli astronomici, con camere su Booking.com che passano da 158 a 15.266 dollari (un aumento del 9.562%) e affitti su Airbnb che arrivano a 446.595 dollari per due settimane, rischiando di scoraggiare la partecipazione di attivisti, scienziati e Ong a un evento così importante.

La carenza di alloggi e l’interesse per il primo vertice nella foresta amazzonica spingono proprietari e gestori a imporre tariffe esorbitanti, come 9.320 dollari al giorno per una stanza condivisa in una città vicina, mentre il Governo di Lula, che promuove la Cop30 come simbolo di tutela ambientale, promette 26.000 posti letto aggiuntivi tra navi da crociera e scuole pubbliche. Insomma, un disastro, altro che sostenibilità. Un vertice che rischia di rappresentare un vero paradosso: con l’obiettivo di salvare il pianeta si distrugge un pezzo del suo cuore verde. Ne valeva davvero la pena?