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Società

Boy George, la canzone “pro-Israele”? Fatta con l’IA e rimossa da Bandcamp

Bandcamp ha rimosso il brano pro-Israele di Boy George per violazione delle policy anti-IA, non per censura politica
Boy George

Tutto nasce dalla pubblicazione, da parte di Boy George, storico leader dei Culture Club, di We Will Dance Again, un controverso brano reggae schierato a favore di Israele. Più che per il valore artistico, il pezzo ha acceso il dibattito per il testo, che nega esplicitamente l’esistenza del genocidio in corso a Gaza. La piattaforma Bandcamp ha rimosso il singolo, arrivando addirittura a cancellare l’intero profilo dell’artista. Ma si è trattato di una censura di matrice politica, come sostiene lo stesso cantante, o piuttosto di una palese violazione delle policy interne relative all’uso dell’intelligenza artificiale? Realizzato con l’ausilio dell’IA – come ammesso dallo stesso Boy George – il brano esprime sostegno alle operazioni militari israeliane e respinge con fermezza le accuse di genocidio.

Perché Bandcamp ha rimosso il brano?

Bandcamp non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, ma in una nota a Nme ha spiegato che la rimozione non è legata al contenuto politico del brano, bensì alla violazione delle policy sull’intelligenza artificiale. A gennaio 2026, la piattaforma aveva infatti aggiornato le proprie policy stabilendo che «la musica e l’audio generati interamente o in parte sostanziale dall’IA non sono consentiti su Bandcamp». Secondo quanto riportato, Andrew Freno – che in passato si era presentato come portavoce della fittizia band AI Velvet Sundown – ha dichiarato di aver segnalato l’account di Boy George a Bandcamp, che ha poi confermato la violazione dei termini di servizio.

Come si legge, le linee guida di Bandcamp sull’uso dell’IA sono chiarissime. Nonostante ciò, Boy George ha deciso di contestare, accusando Bandcamp di incoerenza: «Nonostante le affermazioni di Bandcamp, c’è una quantità enorme di musica assistita dall’IA su tutto il sito, e negarlo non solo è fuorviante ma anche idiota. Sembra che si siano piegati alla pressione degli antisemiti».

Naturalmente, l’antisemitismo non c’entra assolutamente nulla. È vero, come dice Boy George, che su Bandcamp ci sono canzoni fatte con l’IA: tuttavia, è chiaro che la sua fama lo porta ad essere più esposto a segnalazioni rispetto ad artisti emergenti o profili semi-sconosciuti che impiegano l’IA per realizzare musica.

La replica: «Sono un hippie queer che ama gli ebrei»

In un video su Instagram, Boy George ha definito i responsabili di Bandcamp «a bunch of c***s» («un branco di stronzi») e ha invitato chi possiede già il brano a condividerlo online. Ha poi difeso il significato della canzone in un lungo messaggio: «La mia canzone è a favore della pace e racconta le emozioni che ho provato dopo aver visitato la mostra dedicata al Nova Festival». «Sono un hippie queer che ama gli ebrei, abbraccia le persone trans e sono certo che mia madre sarebbe orgogliosa di me».

Il brano ha però suscitato duri giudizi anche tra i colleghi. Martyn Ware, co-fondatore degli Human League e degli Heaven 17, l’ha definita «un pezzo di propaganda musicale apertamente pro-genocidio e anti-palestinese». L’attore Patrick Clanton, che aveva lavorato con lui a Broadway, ha detto di essere «imbarazzato». In effetti, è difficile pensare che questa sia una «canzone d’amore». Quale amore si può provare negando il genocidio in corso? Tutto fa pensare a un modo, del tutto inopportuno e di cattivo gusto, di attirare l’attenzione mediatica e le relative polemiche.

FONTI: Stereogum https://stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news, Nme https://www.nme.com/news/music/boy-george-claims-bandcamp-bowed-to-the-pressure-of-antisemites-for-removing-his-pro-israel-song-and-hits-out-at-their-ai-policy-3960938, Bandcamp https://blog.bandcamp.com/2026/01/13/keeping-bandcamp-human/.

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