Barack Obama ora vuol scommettere sul basket africano

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L’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha mai nascosto la sua smisurata passione per la pallacanestro. Molti ricorderanno quando, nella primavera 2008, durante le primarie democratiche che poi lo condurranno verso la vittoria, ad urne aperte per gli elettori democratici del North Carolina, lui e il suo staff scesero sul parquet dei Tar Heels di Unc per sfidare una selezione dei ragazzi guidati da Roy Williams. Ora il sodalizio fra Obama e la pallacanestro fa registrare un nuovo, importante capitolo perché la National Basketball Association (NBA) ha da poco annunciato che l’ex presidente si è unito alla NBA Africa come partner strategico. L’annuncio arriva a pochi mesi dalla conclusione del primo torneo della Lega basket africana, che si è tenuto, come riportato dal Corriere della Sera, lo scorso maggio: hanno partecipato 12 squadre e le partite sono state trasmesse in 215 Paesi e Territori del mondo. Ha vinto Zamalek, il ramo della pallacanestro di una delle più note squadre di calcio egiziane, con sede al Cairo.

Obama: “Il basket promuove opportunità, benessere ed uguaglianza”

La convinzione è che il basket può rappresentare una grande opportunità per tanti giovani africani. Come spiega la nota lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d’America e Canada, “Obama aiuterà a far progredire gli sforzi di responsabilità sociale della lega in tutto il continente,” compresi “programmi e partnership che supportano una maggiore uguaglianza di genere e inclusione economica”. In questa veste, il presidente Obama “avrà una quota di minoranza nella nuova impresa, che nel tempo intende utilizzare per finanziare i programmi giovanili e di leadership della Fondazione Obama in tutta l’Africa“. “Il basket ha il potere di promuovere opportunità, benessere, uguaglianza e responsabilizzazione in tutto il continente”, ha affermato il presidente Barack Obama.

“Investendo nelle comunità, promuovendo l’uguaglianza di genere e coltivando l’amore per il gioco del basket, credo che NBA Africa possa fare la differenza per tanti giovani africani. Sono rimasto impressionato dall’impegno della lega in Africa, inclusa la leadership mostrata da così tanti giocatori africani che vogliono restituire qualcosa ai propri paesi e comunità. Ecco perché sono orgoglioso di unirmi alla squadra di NBA Africa e non vedo l’ora di una partnership a beneficio dei giovani di così tanti Paesi”. “Siamo onorati che il presidente Obama sia diventato un partner strategico di NBA Africa e sosterrà i nostri sforzi ad ampio raggio per far crescere il gioco del basket nel continente”, ha affermato il commissario NBA Adam Silver. Oltre al suo amore ben documentato per il basket, il presidente Obama crede fermamente nel potenziale dell’Africa e nelle enormi opportunità di crescita che esistono attraverso lo sport. NBA Africa trarrà enormi benefici dal suo impegno”.

Lo sport del futuro in Africa? Non il calcio ma la pallacanestro

La scommessa è quella di rendere la pallacanestro lo sport più popolare nel continente africano, fucina di talenti che possano, un giorno, brillare nella NBA. Basti pensare alla storia di Giannīs Sina Ugo Antetokounmpo, fenomeno dei Milwaukee Bucks di origini nigeriane che quest’anno ha portato la squadra a vincere il titolo dopo 50 anni. Ma la lista dei campioni africani è lunga. Molti ricorderanno Dikembe Mutombo, ex campione dei Denver Nuggets e degli Atlanta Hawks: l’atleta oggi 55enne nato a Kinshasa, nell’odierna Repubblica Democratica del Congo, è uno degli investitori, insieme a Grant Hill, Luol Deng e Joakim Noah di NBA Africa, la società sulla quale ora punta anche Obama. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il basket in Africa è in netta espansione. “Siamo orgogliosi di avere attualmente in NBA 55 giocatori nati in Africa o squadre con almeno un giocatore africano – racconta via Zoom da New York il commissione Adam Silver -. Per far crescere ulteriormente questo sport abbiamo bisogno di un’entità distinta, di gente che sul territorio capisca il basket africano, quello che c’è bisogno per farlo crescere e lo stato delle cose in Africa come a noi è impossibile fare da New York”.

C’è poi, se vogliamo, anche un aspetto geopolitico dietro questa iniziativa della NBA africana: la pallacanestro è sport al 100% statunitense. Espandere questo sport nel continente africano significa mettere in campo un’azione di soft power dalla quale gli Stati Uniti non possono che trarre beneficio, soprattutto in un momento in cui le mire cinesi sull’Africa sono forti. Perché anche lo sport, in tal senso, può essere un’arma formidabile, senza dover nemmeno sparare un colpo.