Altro che hobby: ecco il nuovo business… delle carte Pokémon

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Pensavate che i giochi di carte collezionabili fossero solo un passatempo per bambini? Errore clamoroso. Oggi il mondo dei trading card game – soprattutto quelli legati a cartoni animati o anime – è diventato un vero e proprio business dorato per appassionati e imprenditori del settore; un business che ha ormai generato un mercato milionario alimentato da investimenti monstre e offerte impensabili.

Sappiate però che se oggi le carte non sono più viste come semplici rettangolini raffiguranti mostriciattoli o personaggi fantastici, ma veri e propri oggetti preziosi, lo si deve prevalentemente al Pokémon Trading Card Game, o Pokémon Tcg), un gioco di carte ispirato all’omonimo franchise giapponese Pokémon.

I Pokémon sono creature immaginarie – mostriciattoli che in certi casi assomigliano ad animaletti reali – che possono essere catturate, allenate e fatte combattere tra loro. Da quando è stata lanciata – nel 1996 in Giappone – la serie ha fatturato qualcosa come l’equivalente di 100 miliardi di dollari tra videogiochi, film e cartoni animati, vendita di merchandising e licenze (per giocattoli, abbigliamento e gadget), app per smartphone e, appunto, carte da gioco.

Un marchio dorato (e globale)

Se siete nati negli anni Novanta e durante la vostra adolescenza avete acquistato, giocato o collezionato carte Pokémon, e se le possedete ancora, stipate in qualche raccoglitore polveroso stipato in soffitta, fareste bene a recuperarle.

Già, perché tra il 2019 e il 2023, in concomitanza con la pandemia di Covid, gli appassionati hanno fatto salire i prezzi delle carte vintage di quasi il 500%. Per capirsi, nel 2021 una carta denominata “Pikachu Illustrator” del 1998 è stata venduta per 5,3 milioni di dollari.

La prima espansione di carte Pokémon è uscita in Giappone nel 1996 ed è poi sbarcata in Europa e Stati Uniti nel 1999. A cadenza quasi annuale, e spinta dal successo globale del prodotto, l’azienda che controlla Pokémon Tgc, The Pokémon Company (una joint venture tra Nintendo, Game Freak e Creatures Inc.) ha continuato a fare uscire nuove serie di pari passo con la creazione di nuovi mostriciattoli, nuovi episodi, nuovi videogiochi. Il fenomeno Pokémon si è però arenato tra il 2004 e il 2006, per poi rinascere nel 2010 e fare il boom dopo il 2020.

Le carte Pokémon? Un affare milionario

Tralasciando videogiochi, cartoni animati e gadget, il gioco di carte Pokémon è stato pubblicato per la prima volta da Wizards of the Coast, salvo poi passare nel 2003 alla citata The Pokémon Company. Dalla sua nascita la serie ha prodotto oltre 100 set e oltre 64,8 miliardi di carte (complessive, non uniche) in 15 lingue e distribuite in 93 Paesi e regioni.

Ebbene, carte che 25 anni fa potevano essere acquistate per una manciata di dollari oggi possono aver raggiunto lo stesso valore di un attico in una grande città o di una supercar. E chi in quel periodo era un bambino adesso è cresciuto e ha abbastanza soldi per potersi rituffare in questo hobby (che, attenzione bene, non si basa soltanto sul vintage ma anche sulle collezioni più recenti).

Potrebbe sembrare sciocco, ma esiste un intero sottogenere di influencer che offre consigli sugli investimenti da fare sulle carte collezionabili Pokémon. “Con tutto quello che sta succedendo nel mondo in questo momento le persone si stanno orientando verso investimenti alternativi, in qualcosa di più tangibile. Le carte Pokémon sono l’equivalente dell’arte moderna”, ha spiegato al The Times un venditore professionista di carte collezionabili.

Le ragioni del successo

A differenza di azioni o criptovalute, le carte, come quelle dei Pokémon, offrono un bene tangibile, qualcosa che i collezionisti possono conservare, ammirare e scambiare. Molti esperti sono anche attratti da carte rare o in edizione limitata raffiguranti atleti iconici o personaggi della cultura pop, mentre altri ancora le considerano una copertura contro l’inflazione, visto che possono mantenere o addirittura aumentare il loro valore durante le crisi economiche.

C’è chi compra una carta a 500 dollari e poi scopre che, dopo qualche mese o anno, vale 5mila dollari. È per questo motivo che adesso è diventato difficilissimo acquistare le carte Pokémon per puro piacere di farlo. Provate a chiedere un pacchetto in edicola o in un negozio specializzato: vi risponderanno che è finito.

Colpa dei bagarini che svuotano interi scaffali per poi rivendere tutto, chiedendo il doppio o il triplo, sul mercato dell’usato. A proposito: il 30 maggio uscirà in Italia l’espansione “Scarlatto e Violetto – Rivali Predestinati”. In giro c’è già chi rivende i box in lingua giapponese a prezzi stratosferici…