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Con l’anno nuovo la piccola e di certo non florida Albania ha fatto il suo primo passo tra le stelle. Non è una battuta ma la realtà. Lo scorso 3 gennaio dal centro spaziale statunitense di Cape Canaveral è stata lanciata una coppia di razzi Space X che hanno portato nel cielo due satelliti rispettivamente battezzati Shqiperia 1 e Shqiperia 2 (Albania 1 e Albania 2). Con orgoglio il primo ministro socialista Edi Rama li ha definiti “due occhi supertecnologici” che serviranno a monitorare l’Albania “con elevata precisione e piena chiarezza d’immagine”.

Il mini programma spaziale di Tirana è parte dell’accordo, del valore di 6 milioni di dollari, siglato tra la Protezione civile albanese e Satellogic Usa e avrà una durata di tre anni con più compiti. Tutti urgenti. Accanto al monitoraggio ambientale — incendi, abusi edilizi, sfruttamento di risorse naturali, siccità, traffico, etc.— i satelliti controlleranno dall’alto (anzi dall’altissimo) le attività del crimine organizzato albanese e la sicurezza delle porose frontiere della piccola repubblica balcanica.

Gli obiettivi del governo albanese

L’obiettivo per Rama è “inaugurare una nuova era di legalità combattendo la corruzione e rafforzando l’imposizione delle leggi”. “Da oggi l’Albania ha più capacità high-tech per controllare, proteggere e amministrare il territorio, fornendo in tempo reale dati importanti su una serie di aspetti chiave per lo sviluppo sostenibile”, ha detto il premier albanese. Con il sostegno degli specialisti americani gli operatori del governo (e della polizia) di Tirana potranno, grazie alle immagini satellitari, ottenere una copertura completa o quasi del proprio territorio e agire in tempi rapidi.

Una scelta necessaria. La prima emergenza è combattere e sradicare la coltivazione di cannabis, una produzione che alimenta una florida economia sommersa con centinaia di piantagioni clandestine (curate da oltre cinquemila contadini) per lo più disseminate nelle regioni meridionali del Paese, in particolare nella zona montuosa di Lazarat, una sorta di Medellín in salsa balcanica. Una vecchia storia che l’Interpool conosce bene.

Nonostante gli intermittenti sforzi del governo (molto ansioso di entrare nel club dell’Unione Europea malgrado le sue opacità) e gli interventi (non sempre riusciti) della polizia, le narco mafie sono ancora potenti e continuano ad alimentare non solo il mercato locale ma, soprattutto, le reti criminali estese in tutta Europa. Traffici che passano dall’Adriatico (quindi l’Italia) o attraverso l’ex Jugoslavia e raggiungono le principali centrali dello spaccio di mariujana.

Cosa cambierà con i satelliti

Adesso, almeno secondo Rama, tutto cambierà, “i satelliti renderanno impossibile, non la coltivazione di interi appezzamenti, ma la coltivazione oltre i 70 cm, che è il punto che il satellite non vede più in dettaglio. Così, ogni giorno, in tempo reale, la Polizia di Stato avrà davanti agli occhi ciò che succede in tutto il territorio dell’Albania”.

Bene. Peccato che i narcos albanesi non si limitino però soltanto alla cannabis. Sfruttando la posizione geostrategica del loro Paese i banditi locali — in collaborazione con il loro colleghi kosovari — assicurano e controllano non solo il passaggio dell’eroina in transito dalla Turchia verso i mercati continentali ma anche il traffico d’armi e d’esseri umani lungo la cosiddetta “rotta balcanica” o il Canale d’Otranto.

Risultato? Tantissimi denari che oltre a foraggiare a tutti i livelli statuali la corruzione, una piaga endemica nel “Paese delle aquile”, consente alla criminalità albanese di reinvestire i guadagni in altre manovre illecite o/e in operazioni di riciclaggio in patria e all’estero.      

Corretto quindi chiedersi, come fanno gli esponenti dell’opposizione e molti analisti, se Shqiperia 1 e Shqiperia 2, primo passo secondo il Premier di una ipotetica “costellazione satellitare” nazionale, serviranno sul serio a combattere il crimine in tutte le sue articolazioni oppure sono solo l’ennesimo bluff di Rama per ottenere l’agognato biglietto d’ingresso in Europa. Vedremo.