I pasdaran iraniani, ossia il “Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica”, sono stati inseriti sulla lista nera delle organizzazioni terroristiche dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Come riporta il comunicato ufficiale, i Guardiani della rivoluzione, la milizia istituita nella Repubblica Islamica dell’Iran dopo la rivoluzione del 1979 e fedele all’Ayatollah Ali Khamenei, sono ora considerati dei terroristi a tutti gli effetti dalla Casa Bianca e dal Pentagono.

“Oggi annuncio ufficialmente il piano della mia amministrazione di designare il Corpo di Guardia della Rivoluzionaria Islamica dell’Iran (Irgc), inclusa la Forza Qods, come Organizzazione Terroristica Straniera (Fto)” afferma il Presidente Trump in una nota. Questa decisione senza precedenti, guidata dal Dipartimento di Stato, “riconosce la realtà, cioè che l’Iran non è solo uno stato sponsor del terrorismo” ma che i Guardiani della rivoluzione “finanziano e promuovono il terrorismo come strumento di governo”.

Trump: “Decisione senza precedenti contro governo straniero”

Nella comunicazione ufficiale diramata nelle scorse ore, la Casa Bianca sottolinea che la decisione fa parte della più ampia strategia di “massima pressione” contro Teheran supportata dal Presiedente Donald Trump e ampiamente sponsorizzata dal Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e dal Segretario di Stato Mike Pompeo, i “falchi” anti-Iran dell’amministrazione americana: “Gli Stati Uniti – sottolinea la nota – non hanno mai designato prima come organizzazione terroristica un componente di un governo straniero. Ciò sottolinea il fatto che le azioni dell’Iran sono fondamentalmente diverse da quelle di altri governi”. Quest’azione, osserva la Casa Bianca, “aumenterà significativamente la portata della nostra massima pressione sul regime iraniano”.

“Tale decisione – prosegue il comunicato –  invia a Teheran un chiaro messaggio che il suo sostegno al terrorismo ha gravi conseguenze. Continueremo ad aumentare la pressione finanziaria contro il regime iraniano per il suo sostegno alle attività terroristiche finché non abbandonerà il suo comportamento malevolo e fuorilegge”.

Mike Pompeo: “Pasdaran hanno ucciso americani”

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato la decisione dell’amministrazione Usa contro i pasdaran in una conferenza stampa tenutasi a Washington questa mattina, presso il Dipartimento di Stato. Tale decisione, ha sottolineato Pompeo, “priverà il principale sponsor mondiale del terrorismo nel mondo dei mezzi finanziari per diffondere miseria e morte”. Le Guardie della Rivoluzione, ha spiegato Pompeo ai giornalisti, come riporta la Cbs News, “si mascherano come un’organizzazione militare legittima” ma nessuno di noi “dovrebbe farsi ingannare”.

Pompeo ha accusato i pasdaran iraniani di essere responsabili della morte di “603 soldati americani”, rimasti uccisi durante la guerra in Iraq. Il rappresentante speciale per l’Iran, Brian Hook, ha spiegato la decisione è arrivata ora perché si tratta del “prossimo passo” nella campagna di “massima pressione” contro la Repubblica Islamica avviata dall’amministrazione Trump. L’obiettivo dell’amministrazione americana è quello di rendere l’economia iraniana “radioattiva” in modo tale che le imprese europee e nel mondo arrivino alla conclusione che trattare con l’Iran rappresenta un rischio troppo alto e un pessimo affare.

Tensione altissima fra Teheran e Washington

Le tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti si sono intensificate dopo che l’amministrazione Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, il Jcpoa siglato nel 2015. Washington ha, da allora, imposto sanzioni economiche molto dure contro la Repubblica Islamica, con l’obiettivo di arrivare a un Regime change.

Lo scorso febbraio, come vi abbiamo raccontato, il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha chiesto al Pentagono opzioni militari contro l’Iran. Non è affatto un caso se, dall’inizio dell’anno,  Bolton abbia rafforzato il suo staff con due falchi anti-Iran come Charles Kupperman e Richard Goldberg. Quest’ultimo, come riporta The National Interest, “considera il regime di Teheran simile all’Unione Sovietica, un centro di una controcultura globale anti-americana” che occorre far cadere attraverso un cambio di regime.

La reazione di Teheran alla decisione di inserire i Guardiani della rivoluzione nella lista nera delle organizzazioni terroristiche non si è fatta attendere. L’Ayatollah Seyyed Ebrahim Raeisi, sfidante del Presidente Hassan Rouhani alle elezioni del 2017 e dal 7 marzo scorso capo della magistratura iraniana, ha sottolineato che l’azione dell’amministrazione Trump “non ha alcun credito né in termini politici né legali agli occhi dei governi e delle nazioni del mondo”. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, in risposta a Trump, ha proposto che il Consiglio supremo di sicurezza dell’Iran inserisca il Central Command (Centcom) nella lista delle organizzazioni terroristiche.

L’opinione del politologo John J. Mearsheimer: “Gli Usa pronti ad azione militare”

Recentemente intervistato in esclusiva da Gli Occhi della Guerra, John J. Mearsheimer, Professore di Scienze Politiche presso l’Università di Chicago e tra i più illustri politologi al mondo, ha fortemente criticato la politica aggressiva dell’amministrazione Trump verso l’Iran:

“L’Iran non è una minaccia diretta per gli Stati Uniti. Non è nemmeno una minaccia indiretta” ha spiegato Mearsheimer.  “Primo, l’Iran non ha armi nucleari e ha firmato un accordo con le maggiori potenze mondiali che rende impossibile per Teheran sviluppare armi nucleari nel prossimo futuro. Secondo, l’Iran non ha missili che possano colpire la popolazione degli Stati Uniti. Terzo, l’Iran ha forze convenzionali deboli, che non possono essere utilizzate contro gli Stati Uniti o in qualsiasi altro Paese del Medio Oriente sotto l’ombrello della sicurezza americana. In quarto luogo, l’Iran non rappresenta una seria minaccia per attaccare un altro Paese nella sua regione. Non ha lanciato una guerra contro un altro Paese nemmeno una volta nei tempi moderni, e non ci sono prove che stia ora preparando l’offensiva contro i suoi vicini”.

In quinto luogo, ha sottolineato John J. Mearsheimer, “l’Iran non è la fonte del problema del terrorismo americano. Nella misura in cui un singolo Paese merita questo titolo, questo è l’Arabia Saudita, non l’Iran. La verità è che sono gli Stati Uniti che rappresentano una minaccia diretta per l’Iran, non il contrario. L’amministrazione Trump, come fortemente suggerito da Israele e Arabia Saudita, ha la pistola puntata sull’Iran. L’obiettivo è il cambio di regime, e ci sono molte evidenze che dimostrano che gli Stati Uniti potrebbero impiegare la forza militare per raggiungere questo obiettivo”.