Buone notizie per i tedeschi che si sono vaccinati contro il Covid-19 e per quelli che sono guariti dalla malattia. L’esecutivo di Angela Merkel, secondo quanto riferito da alcuni media, è intenzionato ad allentare le restrizioni anti-contagio nei confronti di queste categorie di persone e la svolta potrebbe concretizzarsi nel giro di poco più di una settimana. Il provvedimento legislativo, redatto dal ministro della Giustizia Christine Lambrecht, pone l’accento sul fatto che questi cittadini non costituiscono più una minaccia sanitaria per il resto della popolazione e che dunque non è più necessario limitarne i diritti fondamentali.

I vaccinati ed i guariti potranno visitare giardini botanici, negozi, parrucchieri e zoo senza dover mostrare il risultato di un tampone negativo ed incontrasi liberamente con altri immunizzati e con le loro famiglie. E non finisce qui. Guariti e vaccinati non dovranno più rispettare il coprifuoco in vigore tra le 22 e le 5 di mattina nelle aree ad alta incidenza di contagi e non dovranno più porsi in quarantena al ritorno da un viaggio dall’estero, eccezion fatta per le vacanze o i viaggi di lavoro in quei luoghi dove sono prevalenti le mutazioni del virus.

Uno sguardo sul Vecchio Continente

Il caso della Germania non è l’unico esempio di questo genere in Europa. In Danimarca i possessori del coronapas, una applicazione digitale in grado di mostrare il certificato di vaccinazione, il risultato negativo di un tampone effettuato nelle ultime 72 ore o la prova di una previa infezione avvenuta tra 2 e 12 settimane prima, possono recarsi in bar, musei, ristoranti, parrucchieri e potranno andare anche nei cinema, nei teatri e nelle palestre. I tifosi di calcio dotati di coronapas potranno seguire dal vivo la propria squadra in blocchi, distanziati, formati da 500 tifosi.

La Danimarca è stata una delle prime nazioni in Europa ad implementare questo sistema che dovrebbe restare in vigore fino alla fine dell’estate, cioè quando l’intera popolazione adulta avrà avuto accesso al vaccino. Non tutti, però, hanno apprezzato questa misura ed alcuni proprietari di attività commerciali la hanno definita coercitiva. In Estonia chi ha ricevuto un vaccino contro il coronavirus può creare il proprio certificato digitale, che può essere autenticato utilizzando un codice QR. Il certificato dovrebbe confluire nel Digital Green Passport europeo ma potrebbe anche essere impiegato come criterio di ammissione a determinati eventi.

Lo scopo del Digital Green Passport, fortemente voluto dalle istituzioni comunitarie, è quello di consentire ai cittadini di spostarsi liberamente all’interno dell’Unione durante la pandemia da Covid-19. Il Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha chiarito che questo documento fornirà la prova che una persona ha ricevuto il vaccino ma sarà disponibile anche per chi è negativo al COVID-19 e per chi è immune dopo essere stato infettato. Il certificato sarà gratuito, disponibile in formato cartaceo o digitale ed avrà un codice QR per evitare possibili frodi. Il Commissario alla Giustizia Didier Reynders ha chiarito che i certificati proposti non equivalgono a passaporti vaccinali dato che non discriminano quelli che non hanno potuto ricevere una vaccinazione.

I dubbi dietro ai pass

Il tema delle agevolazioni per i vaccinati sta suscitando un ampio dibattito pubblico in alcune nazioni europee. Secondo alcuni si tratta di una strada percorribile mentre altri ritengono che possa portare alla nascita di una sorta di sistema a due velocità. Secondo Andrea Büchler, presidente della Commissione nazionale d’etica per la medicina umana in Svizzera e sentito dalla Radiotelevisione locale, “L’obbligo di quarantena per vaccinati non si giustificherebbe più dal momento che si dovesse disporre dell’evidenza scientifica secondo la quale un vaccinato non diffonde più il virus” mentre “Il discorso invece è diverso se si pensa di limitare gli eventi ai soli vaccinati”.

Il Consiglio d’Europa, nel rispetto del principio della libera scelta individuale in materia sanitaria, ha approvato una risoluzione in cui si dice contrario all’obbligo vaccinale ed alle possibili politiche per incentivare le vaccinazioni, che potrebbero risultare discriminatorie per chi sceglie di non immunizzarsi. L’idea di un certificato che consenta a chi è già vaccinato di viaggiare era invece stata bocciata, non troppo tempo fa, da Alfonso Celotto, docente di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Roma Tre. Secondo Celotto, le cui parole sono riportate da Agi, “c’è il rischio di creare dei cittadini di seria A e di serie B”. Negli Stati Uniti, invece, si sta pensando di dare maggiore libertà ai vaccinati per favorire più immunizzazioni. Tra le concessioni dovrebbero esserci i viaggi internazionali e la possibilità di non utilizzare le mascherine all’aria aperta.

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