L’ultimo obiettivo della Polonia: diventare leader nell’intelligenza artificiale

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La lunga corsa della Polonia verso il raggiungimento di uno status di potenza regionale prosegue. Dopo aver annunciato piani per lo sviluppo dell’energia nucleare e svelato progetti per diventare il cuore di un corridoio energetico esteso dai paesi Baltici fino all’Ucraina, recentemente il partito di governo Diritto e Giustizia ha aggiunto un nuovo obiettivo alla lista: diventare una potenza leader nel campo dell’intelligenza artificiale.

Il piano

Nella giornata di martedì, Jadwiga Emilewicz, a capo del neonato ministero per l’imprenditoria e la tecnologia, ha annunciato che il governo ha dei piani per la costruzione di centri di ricerca e sviluppo in tutto il paese destinati a produrre innovazione. Si tratta di un’iniziativa che, se avrà successo, creerà una netta rottura con il passato, poiché la Polonia ha tradizionalmente fatto ricorso a politiche di imitazione nei settori della tecnologia e dell’alta tecnologia, importando sia le innovazioni che le invenzioni.

Investire nella ricerca e nello sviluppo di intelligenza artificiale servirà a dare un forte impulso all’intera economia nazionale, introducendo il sistema produttivo nella fase dell’automazione, della robotizzazione. Si tratta di un piano, questo, che riflette anche le preoccupazioni dell’esecutivo circa l’attuale stato dell’economia, che potrebbe crescere ulteriormente ma è limitata dalle dimensioni del mercato del lavoro, che neanche la forte immigrazione dall’Ucraina sta aiutando a superare. In assenza di lavoratori, si punterà sulla loro sostituzione con robot e computer, sulla falsariga del modello giapponese.

Nel corso dell’annuncio, il ministro ha spiegato molto bene quali sono gli obiettivi del governo: “Vogliamo che in Polonia venga creato del valore intellettuale unico nel campo dell’intelligenza artificiale […] È tempo di diventare creatori piuttosto che ricevere innovazione. Ecco perché stiamo lottando affinché emergano dei centri di competenza in Polonia e che diventino catalizzatori per la cooperazione fra affari e scienza”.

Le idee ci sono, un piano in fase embrionale è stato elaborato, ed una parte dei fondi verrà fornita dal governo, ma PiS conta anche di accedere al fondo da 15 miliardi di euro che la Commissione Europea aprirà prossimamente nel contesto del programma quadro “Horizon Europe”, recentemente annunciato e pensato per rendere l’Unione Europea autonoma e leader nei settori della tecnologia spaziale, digitale e dell’intelligenza artificiale.

David Hanson, amministratore delegato della Hanson Robotics, compagnia leader nell’intelligenza artificiale e con sede a Hong Kong, era presente al momento dell’annuncio del piano, avvenuto nel contesto di una conferenza sul futuro del settore nel paese. Anche Hanson ha preso la parola e ha spiegato che la sua compagnia sta pensando di supportare PiS in un modo specifico: fare della Polonia un hub nella produzione di roboetica.

A questo proposito, Hanson ha presentato alla compagnia un progetto per la costruzione di un centro di ricerca e sviluppo nel paese, il cui campo d’azione specifico sarà la ricerca nello sviluppo di tecnologia al servizio delle persone, come robot antropomorfi capaci di interazione con gli umani.

La situazione attuale

Come il ministro Emilewicz ha sottolineato, la Polonia dispone già delle competenze e dei cervelli per diventare autonoma nell’intelligenza artificiale ed il piano di PiS punta a sfruttare adeguatamente e completamente il potenziale da loro offerto.

C’è un sotto-campo dell’intelligenza artificiale, in particolare, che sta fiorendo nel paese: quello della tecnologia applicata alla salute. Negli ultimi dieci anni sono state costituite 94 imprese, operanti nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla sanità, ed è proprio su queste che il governo potrebbe puntare per stimolare la crescita dell’intero settore e dare un’impronta peculiare al made in Poland.

Si tratta di piccole realtà dal grande potenziale. Nelle settimane scorse, un sistema di calcolo e previsione sviluppato per conto dell’Istituto di Economia Polacco era stato utilizzato per misurare le probabilità di una diffusione del Covid-19 all’infuori dalla Cina, prevedendo che si sarebbe diffuso in tutto il mondo e trasformato in una pandemia. Potrebbe anche essere considerata un’analisi scontata, ma così non è, e a settimane di distanza, quello scenario si è realizzato.

Ma c’è del potenziale anche in altri settori. La Aluship Technology, che ha un complesso a Danzica, è stata scelta dalla IBM e dalla ProMare per costruire una parte consistente di quella che sarà la prima nave autoguidata al mondo, la Mayflower Autonomous Ship (MAS). La MAS, che sarà guidata da un cervello artificiale ed alimentata ad energia solare ed eolica, verrà poi spedita a Plymouth nei prossimi mesi, e da lì ripercorrerà la traversata transatlantica che i padri pellegrini fecero nel lontano 1620, entrando nell’immaginario collettivo della storia degli Stati Uniti.