Dopo una campagna elettorale vivace al fianco di Donald Trump e un avvio intenso come consigliere del Department of Government Efficiency (Doge), Elon Musk sembrava aver gradualmente ridotto la sua presenza a Washington per concentrarsi sulle sue aziende: Tesla, SpaceX e xAI. Tuttavia, l’imprenditore è tornato sotto i riflettori il 13 maggio 2025 a Riyad, in Arabia Saudita, accanto al presidente Trump durante un pranzo con il principe ereditario Mohammed bin Salman e Ceo di spicco come Sam Altman e Larry Fink. Con il suo incarico al DOGE in scadenza il 30 maggio 2025, ci si chiede: cosa riserva il futuro per il visionario imprenditore?
Musk d’Arabia
Qual è il motivo della presenza di Musk in Arabia Saudita? Anche se è arrivato a bordo dell’Air Force One di Trump, la visita a Riyad del patron di Tesla sembra essere dettata più da interessi imprenditoriali più che da fidato consigliere del presidente Usa. Intervenendo al Saudi-US Investment Forum, ha ringraziato l’Arabia Saudita per aver approvato Starlink per il trasporto aereo e marittimo. Ha poi mostrato i robot di Tesla a Mohammed bin Salman e Donald Trump, con un robot che ha eseguito la “Trump dance” e dichiarato che i robot sbloccheranno un enorme potenziale economico.
Doge in scadenza
Musk è stato una figura chiave in questi primi mesi di amministrazione Trump, accompagnando il presidente Us sull’Air Force One e partecipando a riunioni di gabinetto. Come leader del Doge, ha lavorato per ridurre la spesa federale, con l’obiettivo di tagliare 2 trilioni di dollari. Secondo Brookings, “Musk ha riportato risparmi per 160 miliardi di dollari”, anche se che tale cifra potrebbe essere inferiore a causa di errori contabili.
Piaccia o meno, l’imprenditore ha fatto sentire il suo peso: il suo team ha implementato riforme in diverse agenzie governative, come il Dipartimento dell’Agricoltura, dove sono stati tagliati 4.200 posti di lavoro, e la Cia, dove sono stati richiesti cambiamenti nei programmi di diversità e inclusione (Dei). Per non parlare dell’Usaid, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale creata nel 1961 con l’obiettivo di conquistare i “cuori e le menti” dei cittadini dei Paesi poveri attraverso aiuti economici e assistenza umanitaria, impegnata in operazioni di regime change nei Paesi stranieri e braccio operativo del soft power americano. Iniziative volte a ridurre la spesa pubblica – e tagliare agenzie ritenute troppo “politicizzate” – che hanno portato alla dura reazione dello “Stato profondo” americano, con le varie agenzie che hanno intentato almeno 31 cause legali contro le azioni del Doge.
Il ritorno alle attività imprenditoriali
Nonostante il grande impegno, Musk ha annunciato in un’intervista a The Hill che ridurrà il suo coinvolgimento con la Casa Bianca a uno o due giorni a settimana, indicando un progressivo ritorno alle sue attività imprenditoriali. Come ha scritto Andrea Muratore sulle colonne di questa testata, infatti, a causa della sua assenza nel primo trimestre del 2025 Tesla ha conosciuto un crollo dei profitti. I conti dell’azienda automobilistica più capitalizzata al mondo hanno registrato una profonda sofferenza: i profitti sono calati del 71% tra gennaio e marzo rispetto allo stesso periodo del 2024 mentre Musk era pienamente impegnato al vertice della task force per l’efficienza governativa (Doge) nell’amministrazione Trump.
Con il termine del suo ruolo al Doge alle porte, previsto per la fine di maggio, secondo il Brookings Institute Musk è sotto pressione dal consiglio di amministrazione di Tesla per riprendere la guida dell’azienda, che come è già osservato, ha affrontato non poche difficoltà nell’ultimo periodo. Nel frattempo, il Doge si trova a un bivio. Senza Musk, i membri del suo team potrebbero incontrare resistenze da parte di nuovi segretari di gabinetto, come Marco Rubio al Dipartimento di Stato, che propone riforme più strutturate, o Pete Hegseth alla Difesa, che pianifica riorganizzazioni mirate. Brookings osserva che “i segretari di gabinetto stanno assumendo il controllo con piani che rispettano la legge e aumentano la trasparenza”.
Insomma, la sua apparizione a Riyad potrebbe rappresentare un momento di transizione verso un (definitivo) ritorno al settore privato. Tuttavia, con Musk, le sorprese sono sempre dietro l’angolo e il futuro rimane indecifrabile.
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