All’inizio di questo mese Airbus ha disposto un aggiornamento urgente del software di controllo di volo per circa 6.000 aerei della famiglia A320, disponendo la più grande aggiornamento mai effettuato nella storia della nota azienda aeronautica europea. La ragione, spiegano piloti ed esperti, è legata a un malfunzionamento dei sistemi elettronici causata dall’interazione delle radiazioni generate da una tempesta geomagnetica e una specifica versione del software ELAC, il computer che governa superfici di volo fondamentali come elevatori e alettoni. Questo tipo di malfunzionamento è già stato riscontrato in passato a causa di altre tempeste solari.
Il provvedimento è stato annunciato ufficialmente alla fine di novembre, dopo che un A320 della compagnia JetBlue è stato costretto a un atterraggio di emergenza negli Stati Uniti a seguito di un’improvvisa perdita di quota. L’episodio, avvenuto il 30 ottobre durante il volo B6-1174 da Cancun a Newark, non ha causato vittime ma ha provocato il ferimento lieve di 15 passeggeri, imponendo l’intervento delle autorità aeronautiche. Altre compagnie hanno immediatamente messo a terra velivoli che potevano riscontrare malfunzionamenti analoghi.
Le indagini tecniche hanno individuato l’origine del problema in un’intensa tempesta geomagnetica innescata da un brillamento solare di classe X, verificatosi due giorni prima dell’incidente. In una fase in cui il ciclo undecennale dell’attività solare si trova vicino al suo massimo, l’elevata concentrazione di protoni ad alta energia ha interferito con il funzionamento dell’ELAC, mettendo in luce una vulnerabilità della versione software L104, introdotta nel 2019 e priva di adeguati filtri di protezione contro questo tipo di radiazioni.
L’EASA ha reagito emettendo una Direttiva di Aeronavigabilità di Emergenza, rendendo obbligatorio l’aggiornamento per tutti gli aeromobili interessati. Il richiamo coinvolge tra i 5.920 e i 6.200 A320 in servizio in tutto il mondo, circa la metà della flotta globale. Le operazioni di verifica e aggiornamento stanno interessando alcune delle principali compagnie aeree internazionali, tra cui American Airlines, EasyJet, IndiGo e Wizz Air, con ripercussioni significative sulla regolarità dei voli e un’ondata di ritardi e cancellazioni.
Per la maggior parte degli aeromobili, circa 4.000 unità, la soluzione consiste in un semplice rollback a una versione precedente del software, considerata sicura e già certificata, con tempi di fermo limitati a poche ore. Più complesso il caso di circa mille velivoli più datati, per i quali si renderà necessaria la sostituzione fisica del computer ELAC, con conseguenti tempi di inattività più lunghi. Secondo le stime del settore, il 95% della flotta dovrebbe tornare operativo entro la prima metà di dicembre, mentre il completamento definitivo degli aggiornamenti è previsto entro giugno 2026. La messa a terra di centinaia di velivolo ha portato alla cancellazione di numerosi voli causando perdite economiche alle compagnie.
Al di là delle cifre, l’episodio riporta al centro dell’attenzione un tema spesso sottovalutato: la crescente esposizione dei sistemi aeronautici alle interferenze di origine spaziale. In un contesto tecnologico sempre più dipendente da software e sensori elettronici, le tempeste solari non rappresentano più solo una variabile astronomica, ma un fattore di rischio concreto per la sicurezza e la continuità del trasporto aereo globale.

