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Tornano a salire i nuovi casi di Covid nel Regno Unito. Nel Paese che in Europa è tornato alla normalità per primo, i bollettini hanno registrato un’impennata di infezioni. I dati relativi al 14 ottobre parlano di 45.066 contagi giornalieri, il numero più alto dallo scorso 20 luglio (46.558). Il picco ha subito generato allarmismi: assisteremo a una nuova ondata, con chiusure e lockdown? Quanto accaduto a Londra e dintorni si ripeterà anche in altri Paesi con effetti sanitari ed economici differenti in base alle situazioni locali?

Grazie all’elevato tasso di vaccinazione raggiunto pressoché in ogni nazione Ue (e non solo), è remota l’ipotesi di assistere a un simile déjà vu. Come se non bastasse, è interessante osservare lo scenario inglese. Londra ha sì dovuto fare i conti con una fiammata di nuovi casi, ma lo sforzo messo in campo dalle autorità è praticamente nullo, a conferma dell’efficacia delle vaccinazioni.

Da fine agosto a oggi, in concomitanza con il definitivo allentamento delle restrizioni anti Covid, il numero quotidiano di decessi è rimasto stabile, compreso tra le 140 e 180 unità, con qualche giornata peggiore delle altre. Niente a che vedere, insomma, con quanto visto nella primavera 2020 (7-800 morti al giorno) e nell’inverno 2021 (oltre mille decessi quotidiani).

RT, vaccini e tasso di ospedalizzazione

Ci sono altri dati che silenziano la minaccia rappresentata dal picco di nuovi casi britannici. Prendiamo le ospedalizzazioni. Rispetto alla fine di settembre, e di pari passo con la rimozione degli ultimissimi divieti, il numero dei pazienti ricoverati in ospedale è leggermente salito ma a livelli ampiamente controllabili e ben al di sotto delle linee rosse. Le ultime rilevazioni (12 ottobre) parlano di 7.032 persone ricoverate nei reparti ospedalieri a causa del Covid, in crescita se confrontati ai poco meno di 6mila dello scorso agosto.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, l’Uk conta il 66% di cittadini che hanno ricevuto il ciclo vaccinale completo e il 5,9% in attesa di terminarlo, per un totale di 72% della popolazione over 12 schermata, o parzialmente schermata, dagli effetti più gravi del Covid-19. È pur vero, come ha sottolineato Repubblica, che negli ultimi sette giorni c’è stato un aumento di nuovi casi pari al +13% rispetto alla settimana precedente, quantificabili in 32.060 unità. Attenzione però, perché in Inghilterra, come ha scritto Reuters, R0 – cioè il tasso di riproduzione settimanale di Covid-19 – è stimato tra lo 0,9 e l’1,1, ovvero invariato. La crescita giornaliera dei contagi è invece stata stimata tra il -1% e il +2%, anch’essa invariata.

Le cause del picco

Ma quali sono le cause del picco britannico? Ha senza ombra di dubbio influito una notizia diramata dalla Bbc. Il sistema sanitario britannico (Nhs) ha sospeso i test anti Covid condotti dai laboratori della clinica Immensa a Wolverhampton, dopo che è emerso che 43 mila persone potrebbero aver ricevuto falsi esiti negativi. Sono in corso indagini per accertare la causa dell’errore da parte del laboratorio, che si stima abbia esaminato circa 400 mila campioni. La maggior parte di questi è risultata negativa, ma 43 mila persone potrebbero aver ricevuto un risultato non corretto tra l’8 settembre e il 12 ottobre, molti di loro in Inghilterra sudoccidentale.

Come se non bastasse, e come ricostruito da uno studio pubblicato sulla rivista Nature, e condotto dagli esperti dell’Istituto europeo di bioinformatica di Hinxton, nei dieci mesi a cavallo tra il settembre 2020 e il giugno 2021, nel Regno Unito sono comparsi ben 71 ceppi del virus Sars-CoV-2. Alcuni hanno probabilmente incrementato il numero delle infezioni, risultando più contagiosi della forma tradizionale del virus.

A tutto questo bisogna poi considerare l’assenza di restrizioni anti Covid. Da tre mesi i cittadini britannici non devono più rispettare né l’obbligo di indossare la mascherina in pubblico (tranne sui mezzi pubblici, anche se non sono più considerate obbligatorie) né il distanziamento sociale. Se, grazie ai vaccini, questi sono gli effetti futuri della pandemia, allora è possibile guardare al domani con più ottimismo.