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Tutto è partito in seguito a un comunicato diffuso nei giorni scorsi da Framatome, azienda francese del gruppo Electricitè de France (Edf), leader nella costruzione delle centrali nucleari in Francia. La centrale nucleare di Taishan, situata nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, soffrirebbe di una ipotetica perdita radioattiva derivante da un guasto. La società, in parte proprietaria dell’impianto, ha parlato di “imminente minaccia radiologica” e ha allertato gli Stati Uniti.

Il National Security di Washington è stato informato l’8 giugno e, da quel momento in poi, ha iniziato a ricostruire la vicenda per capire se possano sussistere eventuali rischi o minacce ambientali. Non è ancora chiaro il motivo per cui Framatome abbia avvisato la Casa Bianca e non le autorità locali. E, a dire il vero, anche il comunicato stesso presenta alcune ambiguità, visto che il gruppo francese sta “monitorando l’evoluzione di uno dei parametri di funzionamento dei reattori”, ma la “centrale opera all’interno dei criteri di sicurezza autorizzati”.

La centrale sino-francese ai raggi X

Secca la risposta della centrale: tutte le letture ambientali, relative tanto all’impianto quanto all’area circostante, sarebbero nella norma. I due reattori del sito sarebbero inoltre operativi e, uno dei due, sarebbe stato addirittura recentemente “revisionato”. Il governo di Hong Kong, con la megalopoli non distante da Taishan, si è messo in contatto con l’ufficio del comitato di emergenza nucleare della provincia di Guangdong. Carrie Lam, Chief Executive dell’ex colonia inglese, ha spiegato che la sua amministrazione è molto preoccupata per i rapporti pervenuti, anche se le autorità locali non avrebbero trovato anomalie, o strani livelli radioattivi, nelle forniture idriche. “Tutto è normale e in linea con gli standard”, ha quindi concluso Lam. “Non ci sono anormalità e la sicurezza è garantita”, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian.

Eppure il rapporto giunto nelle mani degli Stati Uniti utilizzava termini completamente diversi. Secondo quanto rivelato all’AFP da un portavoce anonimo dell’impianto, i gas nobili si sarebbero accumulati in una parte del sistema di raffreddamento del reattore dell’Unità 1 di Taishan, dopo che il rivestimento di alcune barre di combustibile si sarebbe deteriorato. La stessa fonte ha però aggiunto che l’impianto stava funzionando entro i parametri di sicurezza, e che gli accumuli di gas erano “un fenomeno studiato e noto, previsto nelle procedure operative del reattore”.

Framatome è una società di ingegneria francese, sussidiaria dell’Edf, che gestisce e possiede il 30% della centrale, nata in seguito a una joint venture con il gruppo statale Guangdong General Nuclear (GCN) Power Group. Quest’ultimo controlla il restante 70% della struttura in una joint venture sino-francese denominata Taishan Nuclear Power Joint Venture Company (TNPJVC). A quanto pare, dopo aver valutato la situazione con esperti competenti, Framatome, che opera negli Stati Uniti, avrebbe bisogno di una deroga del governo americano per aiutare CGN a risolvere i suddetti problemi tecnologici. In ogni caso, il reattore dell’Unità 1 di Taishan è entrato in funzione il 13 dicembre 2018, mentre quello dell’Unità 2 – revisionato il 10 giugno 2021 – il 7 settembre 2019.

La storia di un progetto controverso

I lavori per la costruzione dell’impianto sono iniziati nel 2009. Come ha evidenziato Asia Times, il reattore di Taishan è stato il primo a usare la tecnologia di progettazione francese denominata Evolutionary Power Reactor (Erp). Una tecnologia, a dire il vero, progettata congiuntamente da Framatome e dai tedeschi di Siemens. Il primo reattore Erp sarebbe dovuto entrare in funzione a Flamanville, in Francia, nel 2014. Il lancio è stato tuttavia rimandato prima al 2017, a causa di alcuni problemi riscontrati nel recipiente a pressione del reattore, poi al 2023 per via della riparazione di alcuni tubi.

Nel dicembre 2017, l’agenzia di stampa hongkonghese FactWire ha dato notizia della rottura di un disaeratore – in sostanza, un dispositivo che rimuove ossigeno e gas disciolti dai liquidi – dell’Unità 1 di Taishan durante i test. Non solo: nel gennaio 2018 l’Amministrazione nazionale per la sicurezza nucleare ha pubblicato un rapporto di ispezione di sicurezza per il reattore dell’Unità dell’impianto. Nel documento le autorità esortavano a riparare 20 difetti minori nelle strutture. Poco dopo, il 9 gennaio dello stesso anno, Xi Jinping ed Emmanuel Macron si sono incontrati a Pechino per tenere la cerimonia di apertura del citato reattore, elogiando il fatto che si trattasse del primo progetto Erp al mondo. Inizia così la storia del controverso reattore nucleare, dopo anni di ritardi e polemiche sulla sicurezza e altri temi collegati alla struttura.