L’Europa è pronta ad accogliere il terzo vaccino a mRNA anti Covid sulla piazza dopo il Pfizer-BioNTech e Moderna. Si tratta di CvnCoV, prodotto realizzato dall’azienda tedesca CureVac. L’Ue ha prenotato 450 milioni di dosi, in attesa che l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, dia l’autorizzazione al composto. Nel caso – come è altamente probabile – in cui non dovessero esserci intoppi di alcun tipo, la somministrazione del vaccino tedesco potrebbe iniziare nei primi giorni di giugno. A quel punto, infatti, bisognerà soltanto attendere l’ultimo semaforo verde, quello degli enti regolatori nazionali (per l’Italia, l’Aifa).

A detta di molti esperti, il CvnCoV ha le carte in regola per risultare una specie di deus ex machina della situazione. Innanzitutto questo vaccino stato sviluppato al 100% in Europa, e dunque la logistica non dovrebbe rappresentare un problema. Dopo di che, a differenza di altri vaccini, può essere mantenuto a temperature non proibitive e, pare, non comporti effetti collaterali. Resta l’incognita varianti, ma come gli altri prodotti a mRNA dovrebbe risultare efficace. Ecco, di seguito, 5 domande per spiegare tutto ciò che c’è da sapere in merito al vaccino Curevac.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

Si tratta di un vaccino che si basa sulla tecnologia dell’mRNA messaggero, proprio come il Pfizer-BioNTech e il Moderna. Viene somministrato in due dosi a distanza di quattro settimane l’una dall’altra. Può mantenersi per almeno tre mesi a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi centigradi. Ai fini della distribuzione, questa caratteristica è molto importante, visto che non richiede la presenza di una catena del freddo a – 80 gradi.

Qual è la sua efficacia?

Il vaccino di Curevac deve ancora essere autorizzato dall’Ema, che ne ha comunque iniziato la revisione clinica a febbraio. L’Agenzia europea del farmaco è in procinto di terminare la sperimentazione di fase 3. Al momento non ci sono dunque dati sulla sua efficacia. Bisogna comunque sottolineare, come riporta il Corsera, che l’analisi dei risultati di laboratorio – dunque stiamo parlando di dati non clinici – e di altri studi preliminari, lasciano intendere che il vaccino in questione induca i sistemi immunitari degli adulti alla produzione di anticorpi.

Quando sarà disponibile?

Non ci sono date certe. Si attende l’autorizzazione dell’Ema, che dovrebbe arrivare entro la fine del mese di maggio, alla quale seguiranno i via libera dei vari enti regolatori nazionali dei Paesi membri dell’Ue. CureVac ha comunque chiesto la revisione clinica del proprio prodotto anche all’agenzia svizzera dei farmaci, la Swissmedic.

A meno di intoppi, il CvnCoV potrebbe arrivare in Italia a partire da giugno. “Siamo a buon punto, per non dire ottimo. Pensiamo da qui a un mese, a fine maggio, di vederlo registrato in Europa e appena lo studio sarà concluso per metà maggio sarà poi rapidamente valutato dell’Ema. Speriamo per fine maggio”, ha spiegato Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24.

Quante dosi arriveranno?

L’Unione europea ha prenotato 450 milioni di dosi del vaccino di Curevac. Dal canto suo, l’azienda tedesca conta di sfornare fino a 300 milioni di dosi nel corso del 2021, per poi arrivare a un miliardo nel 2022. Alla Germania dovrebbero andare 225 milioni di dosi; 30 milioni arriveranno invece all’Italia.

Dove sarà prodotto?

Curevac ha siglato accordi con Bayer e Gsk al fine di produrre un numero sufficiente di dosi per rifornire l’Europa e distribuirle nei vari Paesi. L’azienda tedesca è stata sostenuta da un finanziamento di 250 milioni di euro fornito dal governo tedesco. Si tratta del primo vaccino a mRNA al 100% realizzato sul suolo europeo.