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Più che un lavoro minuzioso, utile a fare luce sulle origini della pandemia di Sars-CoV-2, l’ennesimo report sfornato dagli 007 americani sembra soltanto l’ennesima sferzata buona soltanto a scaldare gli animi. L’Office of Director of National Intelligence (Odni), l’organismo americano di coordinamento delle varie agenzie, ha diffuso un rapporto declassificato dell’intelligence Usa dove vengono analizzate proprio le origini del Covid-19.

Nelle 18 pagine del report (consultabile e scaricabile qui) emergono nuovi dettagli sulle indagini che gli Stati Uniti hanno realizzato al fine di chiarire il mistero Covid-19. La versione classificata di questo rapporto era stata precedentemente fornita a Joe Biden in persona e ai responsabili politici alla conclusione del famigerato periodo di revisione di 90 giorni.

Un periodo di revisione, compreso tra la fine di maggio e la fine di agosto, al termine del quale Biden avrebbe dovuto ottenere elementi con i quali poter rispondere a ogni domanda controversa sulla pandemia e, nel caso, inchiodare la Cina di fronte alle proprie responsabilità.

Ebbene, il tentativo americano sbandierato dal presidente democratico si è rivelato un autentico flop. Gli 007 americani non hanno fatto progressi, al punto che è ancora oggi impossibile mettere sul tavolo conclusioni definitive sulle origini del virus. Neppure gli ultimi documenti declassificati sono stati in grado di fare chiarezza.

Certezze, dubbi, ipotesi

Le agenzie statunitensi restano profondamente divise tra loro, anche se la maggior parte ritiene che il Sars-CoV-2 “non sia stato sviluppato come arma biologica“. Questa affermazione, almeno a giudicare dalle opinioni della comunità scientifica (e non solo), era piuttosto scontata. In ogni caso, gli Stati Uniti hanno ufficialmente escluso una delle piste più controverse tra quelle in circolazione.

Tra le pagine del report è inoltre interessante soffermarci su un altro passaggio. Pare che i dirigenti cinesi non fossero a conoscenza del virus prima dell’epidemia iniziale avvenuta a Wuhan, con il primo caso verificatosi “non oltre novembre 2019“. Nel documento si punta tuttavia il dito contro la Cina, che “continua a ostacolare l’indagine globale, a resistere alla condivisione di informazioni e a incolpare gli altri Paesi, compresi gli Stati Uniti”.

Come vedremo, Washington accusa Pechino, che a sua volta respinge ogni insinuazione e rilancia accusando, a sua volta, gli Stati Uniti. In ogni caso, l’assunto base dell’intero documento è che le agenzie di intelligence statunitensi potrebbero non essere mai in grado di identificare le origini del Covid-19. L’ambasciata cinese a Washington ha tuttavia replicato all’agenzia Reuters spiegando che “la mossa degli Stati Uniti di affidarsi al proprio apparato di intelligence invece che agli scienziati per rintracciare le origini del Covid-19 è una completa farsa politica“.

La replica di Pechino: “Solo bugie”

Tornando al report, ci sono quattro punti che mettono d’accordo gli 007 Usa: 1) il primo cluster conosciuto di Covid è apparso a Wuhan nel dicembre 2019; 2) il virus non è stato sviluppato come un’arma biologica; 3) il virus non è stato geneticamente ingegnerizzato; 3) gli ufficiali cinesi erano ignari del virus prima che la pandemia emergesse. Due, a detta dell’intelligence americana, sono invece le ipotesi plausibili: 1) la trasmissione naturale dagli animali agli esseri umani; 2) l’accidentale fuoriuscita del virus dal laboratorio (presumibilmente il Wuhan Institute of Virology) in seguito a un incidente o errore umano.

Durissima la replica della Cina alle insinuazioni statunitensi. “Una bugia ripetuta mille volte è pur sempre una bugia. Non importa quante volte il rapporto venga pubblicato o in quante versioni arrivi: non cambierà il fatto che questo rapporto è, in sostanza, politicizzato e falso, privo di basi scientifiche e di credibilità”, ha risposto il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin a una domanda sul rapporto americano dell’Odni. Lo studio sulle origini del Coronavirus è un tema scientifico serio e complesso è può essere realizzato solo dagli scienziati attraverso una cooperazione globale, ha aggiunto il portavoce. La guerra dei rapporti continua.