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L’Indonesia è alle prese con una gravissima ondata di Covid. Nel corso di questo mese, la quarta nazione più popolosa al mondo ha superato India e Brasile per numero di casi giornalieri, diventando il nuovo epicentro della pandemia di Sars-CoV-2. Lo scorso venerdì il governo ha riportato quasi 50mila nuove infezioni e 1.566 decessi. Tuttavia, ci sono altri dati che preoccupano la comunità internazionale.

In base ai rapporti dei pediatri indonesiani, i bambini rappresentano infatti il 12,5% dei casi confermati nel Paese, una percentuale in aumento rispetto ai mesi precedenti. Soltanto nella settimana del 12 luglio sono morti di Covid oltre 150 bambini, con la metà dei decessi recenti che hanno coinvolto soggetti di età inferiore ai 5 anni.

È però difficile spiegare per quale motivo l’Indonesia debba fare i conti con un tasso di mortalità infantile superiore a quello di qualsiasi altro Paese. In attesa di fare luce sulla vicenda, quanto sta accadendo a Jakarta e dintorni contrasta con l’idea che i bambini non siano a rischio del nuovo coronavirus. Subito è scattato l’allarme intorno alla possibilità di una nuova variante, ma la situazione non è così semplice e molto dipende dal complesso scenario della sanità indonesiana.

Decessi record tra i bambini

I medici locali hanno lanciato molteplici allarmi per attirare l’attenzione della comunità internazionale. Per quale motivo in Indonesia stanno morendo così tanti bambini a causa del Covid? Numeri alla mano, in Indonesia sono morti complessivamente, per Covid, più di 800 tra bambini e ragazzi che avevano meno di 18 anni. Gli esperti hanno provato a mettere sul tavolo diverse motivazioni. C’è la spiegazione più generalista e superficiale, secondo cui i decessi infantili, più di 100 a settimana a luglio, sarebbero conseguenza della recente impennata di casi gonfiati dalla variante Delta. In altre parole: in un contesto in cui le vaccinazioni vanno a rilento (al 25 luglio, solo il 6,5% della popolazione interamente vaccinata e il 9,7% immunizzata solo in parte, con una dose) e i contagi sono in crescita esponenziale, anche i bambini sarebbero finiti nell’occhio del ciclone.

Ma al di là delle vaccinazioni e della comparsa di varianti, è possibile che i bambini deceduti avessero già condizioni sanitarie non perfette e ottimali. Altro aspetto da considerare: la situazione sanitaria nazionale. Gli ospedali, molti dei quali sovraccarichi oltre ogni limite, non sempre sono attrezzati per curare i più piccoli. Anche questo, quindi, potrebbe aver inciso.

Già un anno fa, come sottolineava nel settembre 2020 The Jakarta Post, KawalCovid-19, un gruppo di volontari che registra in maniera indipendente i numeri dei casi di virus e decessi in Indonesia, ha registrato un tasso di mortalità per caso tra i bambini – o le persone di età pari o inferiore ai 17 anni – pari allo 0,9%, cioè 45 volte superiore rispetto allo stesso dato rilevato negli Stati Uniti (0,2%).

Una situazione preoccupante

Il New York Times ha chiesto informazioni ad Aman Bhakti Pulungan, responsabile della Società Pediatrica Indonesiana. “I nostri numeri sono i più alti al mondo. Perché non diamo il meglio ai nostri figli?”, ha spiegato l’esperta. “Il governo non ha mai preso sul serio questa pandemia fin dall’inizio. La voce dei veri esperti su come gestire al meglio la pandemia semplicemente non viene ascoltata”, ha invece affermato Alexander Raymond Arifianto, ricercatore presso la S. Rajaratnam School of International Studies di Singapore.

Al Jaazera ha toccato un altro tasto che potrebbe aver avuto un peso rilevante nella strage di bambini. Prima della pandemia, moltissimi ragazzini indonesiani ricevevano vaccinazioni gratuite per malattie come la poliomielite, la parotite e l’epatite B. Con i lockdown e le chiusure, hanno calcolato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’Unicef, 800mila bambini indonesiani hanno perso l’occasione di poter effettuare le suddette vaccinazioni di routine. Il Covid potrebbe quindi aver aggravato una situazione già sull’orlo del baratro.

Nel frattempo il presidente Joko Widodo ha esteso fino al prossimo 2 agosto alcune restrizioni al commercio e alle riunioni tra più persone, ma ne ha allentate altre, consentendo, ad esempio, ai mercati tradizionali di riprendere le loro funzioni, seppur con rigidi protocolli sanitari. “Con il nostro duro lavoro insieme, a Dio piacendo, potremo presto liberarci dal Covid 19 e le attività socio-economiche della comunità potranno tornare alla normalità”, ha dichiarato Widodo ai suoi cittadini.

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