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Quando, oltre un anno e mezzo fa, il Covid-19 si stava diffondendo nei cinque continenti, nessuno avrebbe mai immaginato che il mondo sarebbe presto entrato in un tunnel apparentemente senza uscita. Quando, invece, i vari governi del mondo prendevano le prime, inedite misure per contenere il virus, pochi ipotizzavano che il nemico invisibile avrebbe avuto la forza di restare con noi per più di qualche mese.

La gravità dei fatti di quei giorni drammatici è apparsa in tutta la sua interezza soltanto in un secondo momento. Quando i contagi e i decessi giornalieri riportati dai bollettini sanitari nazionali hanno iniziato ad aumentare a vista d’occhio; quando i reparti ospedalieri si sono riempiti fino a traboccare; quando è stato impedito a chiunque di uscire dalle rispettive abitazioni tranne per motivi di comprovata necessita; quando sono stati interrotti gli spostamenti non essenziali e i viaggi. A quel punto, l’umanità aveva compreso il dramma nel quale era appena sprofondata.

Anche perché la comunità scientifica brancolava nel buio. Nessuno conosceva il Sars-CoV-2, né aveva familiarità con le sue strane caratteristiche. Quel che è peggio, non esistevano cure o vaccini. Già, i vaccini: la chimera che per mesi ha cullato i sogni dei telespettatori ipnotizzati dai programmi tv. Soltanto con i vaccini, ripetevano i virologi, l’umanità sarebbe tornata gradualmente alla quotidianità. Eppure, quando quei vaccini sono arrivati a tempo record, sono stati travolti da polemiche più o meno sterili.

Nell’occhio del ciclone

A memoria d’uomo, mai nessun vaccino nella storia ha dovuto fare i conti con le pesantissime critiche che hanno investito in pieno volto i vaccini anti Covid. Per quale motivo, potremmo chiederci, i vaccini contro il coronavirus sono passati dall’essere considerati “ciambelle di salvataggio” a prodotti dubbiosi e coperti da una patina così negativa? Una possibile risposta è offerta dal South China Morning Post. L’arrivo di molteplici inoculazioni altamente efficaci e sicure è stato accompagnato da avvertimenti ambigui.

Poco importa se i vaccini sono arrivati letteralmente a tempo record, e sono considerati dagli esperti l’unica via d’uscita dalla pandemia. Questi punti di forza sono stati capovolti e usati contro gli stessi vaccini, quei vaccini avrebbero dovuto salvare vite umane. Certo, le autorità – tanto quelle sanitarie che quelle politiche – hanno poi contribuito ad alimentare un clima sfavorevole. In che modo?

Innanzitutto sospendendo a più riprese il lancio dei vaccini per via di effetti collaterali estremamente rari; dopo di che, facendo passare il messaggio che i contagi stavano salendo anche nei Paesi altamente vaccinati come Regno Unito e Israele, ignorando che in questi Paesi i decessi e le ospedalizzazioni erano nel frattempo scese entrambe a livelli irrisori. Poi è stata la volta delle varianti, con vari studi a evidenziare come certi vaccini fossero meno efficaci contro alcune mutazioni del virus.

La realtà dei fatti

Al netto di paure, fake news, indiscrezioni e previsioni errate, i vaccini si sono rivelati efficaci e sicuri. “Il messaggio deve essere semplice: i vaccini funzionano per mantenere in vita le persone con Covid-19 e lo fanno meravigliosamente bene”, ha affermato al Scmp Siddharth Sridhar virologo clinico presso l’Università di Hong Kong (HKU). Detto altrimenti, il clima che si è creato attorno ai vaccini anti Covid è altamente sproporzionato rispetto ai rischi e ai limiti incarnati dagli stessi vaccini.

La narrazione del “vaccino che fa il suo lavoro”, che previene l’insorgenza di malattie senza effetti collaterali, non attira l’attenzione del pubblico. Al contrario, la storia del “vaccino che crea problemi” risveglia l’attenzione delle masse, a quel punto desiderose di smascherare presunti complotti e squarciare ipotetici veli di ignoranza.

Nel passato, senza una società interconnessa come quella attuale, e senza le agorà incastonate nei social network, le persone “comuni” (per intenderci: i non addetti ai lavori) avevano ben poca voce in capitolo per potersi esprimere in merito a tematiche complesse e fuori dalla loro portata. Oggi chiunque, almeno in linea teorica, può sentenziare su tutto, vaccini ed epidemie comprese. Questa è sicuramente una vittoria per la democrazia, ma anche un limite nel caso di emergenze come quella che stiamo attraversando.

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