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Scienza

Perché Francia e Regno Unito hanno archiviato il Covid

La sensazione è che l’allentamento delle misure anti Covid in corso un po’ in tutta Europa (e non solo) rappresenti il preludio al tanto agognato ritorno alla normalità. Certo, leader e governi non hanno intenzione di lanciare messaggi definitivi, che...

La sensazione è che l’allentamento delle misure anti Covid in corso un po’ in tutta Europa (e non solo) rappresenti il preludio al tanto agognato ritorno alla normalità. Certo, leader e governi non hanno intenzione di lanciare messaggi definitivi, che potrebbero essere superati nel caso in cui dovessero comparire nuove varianti di Sars-CoV-2. Ma la tendenza di fondo, riscontrabile soprattutto in Francia e Regno Unito, è che il tempo delle restrizioni abbia raggiunto il suo limite massimo.

A Parigi, nelle ultime 24 ore, la Sanità pubblica francese ha registrato 255 decessi, evidenziando un leggero calo dei ricoveri, scesi da 33.352 a 32.878 e dei pazienti trattati in terapia intensiva, passato da 3.555 a 3.503. Scenario altrettanto ottimista nel Regno Unito, dove, sempre nell’arco delle ultime 24 ore, le autorità hanno assistito a un altrettanto calo dei test positivi con 68.214 contagi censiti su oltre un milione di tamponi quotidiani. Come se non bastasse, il premier britannico Boris Johnson ha annunciato che tutte le restrizioni anti-Covid in vigore nel Paese saranno eliminate a partire dalla fine di questo mese di febbraio.

L’obiettivo di Johnson: via restrizioni a fine mese

A proposito del Regno Unito, è interessante ascoltare le parole rilasciate da Boris Johnson durante il Question Time alla Camera dei Comuni. “Se prosegue l’attuale incoraggiante trend dei dati – ha dichiarato il premier – prevedo che saremo in grado di cancellare le ultime restrizioni nazionali che abbiamo, compreso l’obbligo dell’autoisolamento in caso di positività” a partire dalla fine di febbraio, quindi un mese prima rispetto a quanto previsto precedentemente. L’accelerazione annunciata da Johnson viene vista, in particolare dai suoi critici, come un tentativo di divincolarsi dagli imbarazzi causati dallo scandalo partygate e dalle ricadute politiche sulla sua immagine e credibilità.

In ogni caso, al netto della sua dimensione politica, la mossa del leader conservatore si basa su una tendenza confermata e consolidata, come emerso dagli ultimi dati, che vedono una flessione su base settimanale dei contagi superiore al 20% e delle ospedalizzazioni di oltre il 10%. Ricordiamo che al momento sono rimaste in vigore alcune restrizioni che prevedono che chi è stato a contatto con positivi al Covid debba isolarsi per 5 giorni ed effettuare dei tamponi rapidi.

La retromarcia della Francia

Persino la Francia del rigido Emmanuel Macron sta gradualmente facendo dei piccoli passi indietro. Innanzitutto, secondo quanto riferito dall’emittente televisiva Bfm Tv Parigi toglierà l’obbligo di presentare un tampone negativo per i viaggiatori vaccinati contro il coronavirus che arrivano sul suo territorio. La misura dovrebbe essere adottata entro una settimana. La conferma arriva dal sottosegretario agli Affari europei, Clément Beaune: “In Francia avevamo aggiunto, nel mese di dicembre con l’ondata Omicron, dei tamponi. Annunceremo nei prossimi giorni la revoca dei test per le persone vaccinate”.

Non solo: tra la fine di marzo e l’inizio di aprile in tutta la Francia potrebbe essere revocato il pass vaccinale. Lo ha fatto intendere il portavoce del governo francese, Gabriel Attal. “C’è un inizio di miglioramento negli ospedali e ci sono proiezioni che possono farci sperare che entro la fine di marzo o l’inizio di aprile la situazione negli ospedali sarà sufficientemente tranquilla da permetterci di revocare il pass vaccinale”, ha spiegato lo stesso Attal, aggiungendo che “abbiamo sempre detto che queste misure saranno revocate non appena la situazione sanitaria lo consentirà”. Nelle prossime settimane è dunque lecito attendersi ulteriori alleggerimenti, sempre in relazione al progressivo deterioramento della pandemia di Covid.. 





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