Gaganyaan è il nome della prima missione con astronauti indiani prevista per il 2023. L’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (Isro) ha ricevuto la Crew Module Fairing (Cmf), una struttura protettiva per i quattro astronauti dell’equipaggio. La struttura è stata consegnata al Centro spaziale Vikram Sarabhai (Vssc) nello Stato del Kerala. Il Cmf è stato prodotto dalla Alpha Tocol Engineering Services, azienda del gruppo Alpha Design Technology Limited (Adtl), che l’ha costruita nello stabilimento di Peenya, nel Karnataka. 

Si tratta di una struttura che protegge il carico utile, il modulo di equipaggiamento in questo caso, dall’impatto della pressione dinamica e del riscaldamento aerodinamico durante il lancio nell’atmosfera. I pannelli, o crenature, racchiudono il modulo e lo proteggono dagli agenti esterni durante il volo nello spazio. Il modulo di servizio si trova sotto la capsula dell’equipaggio e contiene la capacità di propulsione nello spazio per il trasferimento orbitale.

L’Isro ha collaborato con i medici per comprendere l’impatto del volo spaziale sugli esseri umani, che aiuteranno nella progettazione del veicolo spaziale. La missione era stata annunciata nel 2018 ed era inizialmente prevista per il 2022, in occasione del 75esimo anniversario dell’Indipendenza. I ritardi nella preparazione, tra guerre e pandemie, non hanno reso possibile l’utilizzo simbolico di tale data. 

Il robot "Vyomamitra" dell'Organizzazione indiana per la ricerca spaziale ISRO
L’Isro ha presentato Vyommitra, un astronauta semi-umanoide che simulerà le funzioni umane prima di portare nello spazio astronauti veri e propri nel primo volo di prova della missione spaziale umana Gaganyaan

Prima che gli astronauti partano per l’universo, sono previsti due voli di prova senza equipaggio accompagnati da un robot umanoide chiamato Vyommitra, nome scelto ispirandosi a Mitra, dio del cosmo, della luce, del sole e della guerra. Nonostante l’Isro possieda un programma per il volo spaziale umano dal 2004, ancora non ha realizzato tutte le tecnologie necessarie per realizzarlo. L’India, dopo quest’impresa, diventerebbe il quarto Paese al mondo a raggiungere l’obiettivo, dopo Russia, Stati Uniti e Cina. Ma a sostenere il progetto il Paese non è solo: per poter portare a termine il progetto, l’agenzia spaziale indiana collabora con Russia e Francia. 

Il presidente dell’Isro ha preso accordi anche con il capo dell’Agenzia spaziale australiana (Asa) sullo sviluppo di una stazione di terra in Australia, concordando di utilizzarla per la ricezione dei dati satellitari e per il monitoraggio della portata e dell’integrità dei satelliti NavIC (Navigation with Indian Consellation). I piloti dell’Areonautica militare indiana selezionati per la missione spaziale sono stati addestrati nel Centro addestramento cosmonauti e di ricerca Jurij Gagarin di Star City a Mosca.

L’agenzia spaziale indiana ha anche firmato un accordo col Centro nazionale di studi spaziali (Cnes) francese per la partecipazione come unico referente europeo alla missione. Secondo i termini, il Cnes formerà i medici di volo e le squadre di controllo Capcom nel Centro di aiuto allo sviluppo delle attività in microgravità e delle operazioni spaziali (Cadmos) di Tolosa, in Francia, e nel Centro astronauti europei (Eac) di Colonia, in Germania. L’intesa prevede il supporto del Cnes per l’attuazione di un piano di sperimentazione scientifica sulle missioni di convalida, lo scambio di informazioni sul confezionamento dei prodotti alimentari e il programma nutrizionale e soprattutto l’utilizzo da parte degli astronauti indiani di attrezzature, beni di consumo e strumentazione medica francesi. Il Cnes fornirà anche kit di trasporto ignifughi fabbricati in Francia per proteggere l’attrezzatura da urti e radiazioni. 

Lo stato della missione  

I preparativi della missione Gaganyaan sono in pieno svolgimento e l’Isro ha da poco acquistato il primo set di Hardware dall’Hindustan Aeronautics Limited (Hal). Il programma dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno e includere due lanci senza equipaggio e uno con equipaggio. L’obiettivo della missione è inviare due o tre astronauti nell’orbita terrestre bassa e riportarli indietro dopo una settimana nello spazio.  

Il progetto ha subito ritardi a causa della pandemia e ha dovuto affrontare difficoltà come lo sviluppo di un’atmosfera simile alla terra nella capsula degli aeronauti. Anche la guerra in Ucraina ha colpito, anche se marginalmente, l’avanzata della missione. Le sanzioni alla Russia, intente ad isolarla economicamente, hanno solo sfiorato questo ambito. Infatti, la cooperazione nell’ambito della Stazione spaziale internazionale (Iss) continua nonostante il conflitto. Inoltre, se l’Occidente sta tentando di prendere le distanze dalla Russia, l’India sembra stia andando nella direzione opposta, combattendo per il mantenimento dell’accordo bilaterale che prevede la cooperazione di diversi campi. D’altro canto, le conseguenze della guerra in Ucraina sull’industria aerospaziale potrebbero portare l’India a conquistare una certa indipendenza dai paesi leader del settore.

Una tappa importante per l’industria aerospaziale indiana è stata la nascita dell’Indian National Space Promotion and Authorization Center, riforma che agevola la collaborazione tra Isro e compagnie private, allo scopo di sfruttare le risorse del paese e incrementare le attività nello spazio. Il governo indiano si sta decisamente impegnando per incrementare l’industria e favorire la crescita del settore.  Non dimentichiamo che la posta in gioco, oltre all’orgoglio nazionale, è uno spicchio del business aeronautico globale da 350 miliardi di dollari l’anno. 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.