Angela Merkel dovrà restare vigile fino all’ultimo istante del suo mandato. E in attesa che la transizione con il futuro esecutivo guidato, con ogni probabilità, dal ministro delle Finanze Olaf Scholz si perfezioni la Cancelliera dovrà affrontare l’ultima battaglia della sua carriera di governo, il ritorno dell’emergenza Covid in Germania. La cancellazione dei mercatini di Natale di Monaco nel cuore di quella Baviera che è stata a lungo l’epicentro della resistenza al Covid e la possibilità che nuove restrizioni vengano introdotte per i non vaccinati è la testimonianza simbolica della delicatezza di una sfida definita “drammatica” dalla Merkel.

L’incidenza settimanale delle nuove infezioni Covid sale ancora in Germania e lunedì mattina ha toccato quota 201,1: un record dall’inizio della pandemia. Poco meno del 33% della popolazione non ha ancora completato il ciclo vaccinale e, come riportano gli ultimi dati, tra le regioni a minor tasso di copertura ci sono i Lander più in difficoltà sotto il profilo economico e sociale dell’Est. In Sassonia, Brandeburgo e Turingia il tasso dei cittadini completamente vaccinati dopo un anno di campagna è pari rispettivamente al 56,9%, al 60,8% e al 60,9% contro, rispettivamente, il 72,2% di Amburgo, il 73,4% del Saarland e il 78,5% di Brema, primi tre Lander o città autonome per copertura.

Questo testimonia la gravità della situazione. Governo e Lander si preparano a passare all’applicazione stringente della regola 2G (vaccinati o guariti) per l’accesso ai luoghi di socialità pubblica nei luoghi soggetti a restrizioni per superare il 3G (vaccinati, guariti, testati). In particolar modo, drammatica è la situazione in Turingia dove, nota Il Fatto Quotidiano, “l’incidenza è cresciuta a 427,5″ mentre “in tutte le scuole è scattato l’obbligo di test e la mascherina a lezione. Il ministero della sanità della Turingia vorrebbe l’applicazione delle regole 3G+ (l’unico tampone valido è quello molecolare)” e il governatore Bodo Ramelow, esponente dell’estrema sinistra della Linke, “ha indicato che potrebbero non essere più ammessi alle cure negli ospedali i non vaccinati se il numero di ricoveri dovesse salire ancora”.

L’indecisione sistemica rischia di riportare la Germania a un anno fa, quando ci furono problemi nella risposta al virus nel quadro della Babele di misure alimentata dalle difformità tra le situazioni regionali e i ritardi del governo nel prendere il controllo. Ad oggi è di fatto in vigore un “Arlecchino” di misure e restrizioni a seconda dello Stato: le più restrittive sono quelle di Baviera e Sassonia, ove solo i vaccinati o i guariti hanno accesso a ristoranti o alberghi, teatri, musei e piscine. In quest’ottica, le problematiche sono di fatto due.

In primo luogo, l’asimmetria tra un governo uscente e un Parlamento in cui la Cdu della Merkel è ora minoranza e in cui socialdemocratici della Spd, Verdi e Liberali stanno facendo le prove generali per una nuova alleanza di governo. La coalizione di (futura) maggioranza sta negoziando il nuovo esecutivo e ha proposto una bozza di legge volta a vietare ai non vaccinati l’accesso alla socialità. Ma in attesa di un coordinamento sistemico, è ad oggi difficile immaginare che ci possa essere un’inerzia simile alla Cancelleria e al Bundestag.

In secondo luogo, la Germania si trova di fronte al rischio di un’esplosione esponenziale dei contagi e dei decessi. Berlino finora ha registrato circa 1.164 decessi per milione di abitanti collegate al Covid-19 rispetto ai 1.828 in media dell’Ue, secondo i dati del 14 novembre di Our World in Data. Ma questo principalmente per aver subito un danno minore dalla prima ondata nella primavera 2020. Ora la corsa della pandemia rischia di prendere in contropiede il Paese mentre l’effetto copertura delle prime dosi effettuate ai cittadini più fragili sta venendo meno.

Governo entrante e governo uscente devono in ogni caso subire la protesta crescente della piazza e il sostegno di Alternative fur Deutschland all’autodeterminazione libertaria. Afd risulta più radicata nei Lander dell’Est, ove si giova della sostanziale sfiducia verso il governo centrale a cui si somma un’ansia sociale strutturale e difficilmente affrontabile.

Le prospettive, all’avvicinarsi dell’inverno, appaiono fosche. E la Germania si trova di fronte a un nuovo rischio sistemico. Legato più all’indecisione di prendere in tempo decisioni contro l’avanzata della pandemia che, sostanzialmente, al virus in sé. Aver abbassato la guardia può costare caro a Berlino come è costato caro all’Austria e alla Repubblica Ceca. L’ultima battaglia di Angela Merkel, Cancelliera in trincea fino all’ultimo istante, sarà la prima di Scholz: dare al Paese una capacità reale di guardare oltre l’emergenza sistemica.

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