I guariti dal Covid-19 che hanno prima completato il ciclo vaccinale potrebbero aver maturato una “super immunità” in grado di proteggerli dalle varianti. Sono le conclusioni di un nuovo studio condotto dalla Oregon Health & Science University pubblicato sul Journal of American Medical Association, il quale ha stabilito che una “breakthrough infection” – l’infezione di una persona completamente vaccinata – ha nella maggior parte dei casi il potenziale per generare una robusta risposta immunitaria contro la variante Delta, probabilmente molto efficace anche contro altre varianti. “Non è possibile ottenere una risposta immunitaria migliore di questa”, ha affermato in una dichiarazione l’autore dello studio, Fikadu Tafesse, assistente professore di microbiologia molecolare e immunologia presso la School of Medicine dell’OHSU, come riportato dalla rivista the National Interest. “Questi vaccini sono molto efficaci contro le malattie gravi. Il nostro studio suggerisce che gli individui che vengono vaccinati e s’infettano sviluppano una super immunità” afferma.

Che cos”è la “Super immunità” e come si ottiene

I guariti dalla malattia che hanno completato il ciclo vaccinale, secondo lo studio americano, avrebbero dieci volte gli anticorpi in più rispetto al livello di anticorpi osservato nelle persone dopo due settimane dalla seconda dose del vaccino Pfizer. Questo, secondo gli esperti che hanno condotto lo studio, potrebbe rappresentare paradossalmente un segnale positivo anche per il futuro. “Non significa che siamo alla fine della pandemia, ma indica dove è probabile che arriveremo: una volta che sarai vaccinato e poi esposto al virus, probabilmente starai ragionevolmente bene e protetto da future varianti”, ha affermato Marcel Curlin, professore associato di medicina e direttore medico dell’OHSU Occupational Health. “Il nostro studio implica che il risultato a lungo termine sarà una riduzione della gravità dell’epidemia mondiale”. In buona sostanza, secondo i medici statunitensi ci avvicinano a una nuova fase, dove il Covid diventerà “endemico”. Una malattia dunque meno grave, più simile a una “normale” influenza.

Immunità anche dalla variante Omicron?

Come già sottolineato da InsideOver, la variante Omicron, nuovo ceppo dell’agente patogeno che ha causato la pandemia globale, è stato identificato in Sudafrica, ed è considerato dagli esperti preoccupante in quanto dotato di un elevato numero di mutazioni. Fino a questo momento ne sono state rilevate 32: quanto basta per resistere potenzialmente tanto agli anticorpi naturali che ai vaccini. Serviranno ulteriori studi per capire meglio le caratteristiche di Omicron, anche se molti Paesi – Regno Unito in primis – hanno subito chiuso i confini a sei Paesi del sud Africa, dove è stata rilevata la variante.

Cosa ci racconta lo studio condotto dalla Oregon Health & Science University rispetto alla variante Omicron? “Non abbiamo esaminato specificamente la variante di Omicron, ma sulla base dei risultati di questo studio prevediamo che le persone guarite dal Covid-19 che hanno completato il ciclo vaccinale possano generare una risposta immunitaria forte”, ha osservato Fikadu Tafesse. Nelle scorse settimane, erano emersi dubbi sulla risposta immunitaria delle persone guarite dal Covid in relazione alla variante Omicron. Come riportato dal Giornale.it, la variante Omicron può infatti reinfettare anche chi ha già avuto il Covid ed è guarito. A esporre i propri dubbi e mettere in guardia sui primi segnali sono gli esperti del Nicd, l’Istituto nazionale delle malattie infettive del Sudafrica, collegati in teleconferenza con i colleghi della task force per lo studio delle varianti dell’Istituto Spallanzani di Roma. Una cosa però è certa: gli autori dello studio americano sostengono che i risultati evidenziano il fatto che la vaccinazione rimane cruciale per porre fine alla pandemia, come nota anche the National Interest. “La chiave di tutto è farsi vaccinare”, ha spiegato Curlin. “È essenziale per avere una base di protezione”.

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