Nei giorni scorsi è arrivato il via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge in materia di vaccini contro il Covid-19, che oltre a esentare i somministratori del vaccino dalla responsabilità penale per omicidio colposo o lesioni personali colpose, qualora tali eventi si producano in conseguenza della vaccinazione, introduce, come riportato da IlSole24Ore, il discusso obbligo di vaccinazione per il personale sanitario e socio-sanitario che svolge la sua attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, para-farmacie e studi professionali. Una misura di cui si sta discutendo in molti Paesi europei – e non solo – e che vede l’Italia come una sorta di “apripista” in materia, sicuramente nell’ambito dell’Unione europea. Come riporta – fra gli altri – anche il Financial Times, l’Italia di Mario Draghi, infatti, è il primo Paese in Europa a introdurre l’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 per il personale sanitario e socio-sanitario. Laura Palazzani, vicepresidente vicario del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha appoggiato l’iniziativa: “I vaccini sono un obbligo etico per gli operatori sanitari: il loro dovere professionale di curare i malati li obbliga a evitare la trasmissione del contagio, ad operare in condizioni di sicurezza e a fornire informazioni attendibili. sull’importanza dei vaccini per la protezione della salute pubblica”.

Che l’Italia sia la prima – e per il momento, l’unica – nazione europea a introdurre tale provvedimento lo conferma anche Daniele Granara, costituzionalista e docente di diritto costituzionale a Genova e a Urbino che rappresenta un centinaio, per ora, di professionisti della sanità che non hanno alcuna intenzione di vaccinarsi contro il Covid 19, e che si preparano a ricorrere al Tar contro il decreto del governo Draghi. Come dichiara Granara a La Stampa, infatti, “l’Italia è l’unica nazione in Europa che ha un obbligo vaccinale. In Francia, per esempio, non si vaccina nessuno. Quindi noi portiamo avanti la nostra battaglia di civiltà”. Secondo l’onorevole Claudio Borghi della Lega, l’Italia sarebbe addirittura “l’unico Paese al mondo insieme al Costa Rica” ad aver introdotto tale obbligo, anche se è complesso verificare con assoluta certezza tale affermazione. Ciò che è sicuro è che l’Italia non è seconda a nessuno, in questo contesto.

L’Italia prima in Europa a introdurre l’obbligo di vaccinazione per i medici

Anche Filippo Anelli, presidente di Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, approva l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione, come ha confermato nelle scorse settimane all’Adnkronos: “Da tempo diciamo che senza la vaccinazione anti-Covid non si può lavorare in corsia. I medici hanno un codice deontologico che su questo tema va rispettato e inoltre c’è la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che prevede che il professionista può essere obbligato a vaccinarsi”. 

Come riporta un articolo della giornalista scientifica Marta Peterlini, si osserva una maggiore riluttanza tra i lavoratori meno qualificati nelle strutture mediche e nelle case di cura (rsa). In Lombardia, il 6-10% degli operatori sanitari non ha aderito al piano vaccinale, mentre nella regione meridionale della Puglia la Regione si stima che tale percentuale sia del 10-15%. Interpellata da InsideOver, Paterlini ricorda che negli Stati Uniti ci sono “realtà ospedaliere dove è richiesto essere vaccinati”. Sull’obbligo, Paterlini spiega: “Penso che sarebbe meglio informare e comunicare ai cittadini affinché capiscano che vaccinarsi costituisce un obbligo morale verso se stessi e verso l’intera comunità civile”, senza arrivare ad un obbligo. Se però la situazione degenera, come stava succedendo per il morbillo qualche anno fa, non vedo altra soluzione che l’obbligo. Per quanto riguarda i medici – osserva – penso che se un medico rifiuta di vaccinarsi non abbia capito le basi della medicina”.

La situazione nel resto d’Europa: il Regno Unito ci pensa

Se l’Italia è la prima ad aver introdotto l’obbligo di vaccinazione per i sanitari, nel resto d’Europa se ne discute e alcuni Paesi potrebbero presto far compagnia al nostro. Una proposta che è attualmente in esame nel Regno Unito, ad esempio, come ha confermato nelle scorse ore il ministro con delega al piano vaccinale, Nadhim Zahawi. Se ne parla anche in Francia, dove l’Accademia nazionale di medicina ha diffuso un documento nel quale chiede di introdurre l’obbligo per gli operatori sanitari fra lo scetticismo generale. In Austria, il presidente dell’ordine dei medici Thomas Szekeres si è dichiarato favorevole all’introduzione dell’obbligo, ma ad oggi rimane solamente un’ipotesi. Stessa situazione in Germania.

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