SOGNI DI DIVENTARE FOTOREPORTER?
FALLO CON NOI

Un accordo tra Stati Uniti e Cina per chiarire, in maniera ufficiale e definitiva, le origini del Sars-CoV-2. Le due potenze avrebbero raggiunto un’intesa che assomiglia molto a una exit strategy, con la chiara intenzione di chiudere la vicenda e archiviare indiscrezioni varie. In seguito a lunghe indagini, Pechino sarebbe pronta ad ammettere la fuga accidentale del virus dal laboratorio di Wuhan, la struttura all’interno del quale il patogeno è stato studiato per finalità scientifiche; dall’altra parte, Washington accetterebbe la versione cinese. Una versione secondo la quale il Dragone sarebbe venuto a conoscenza della fuoriuscita del coronavirus soltanto in tempi recenti, dopo molteplici ricerche.

Secondo quanto svelato da TgCom24, che ha parlato di fonti di intelligence, questo è insomma il contenuto dell’accordo messo a punto da Stati Uniti e Cina. La trattativa conterrebbe anche altri interessanti particolari. Perché la Cina non è stata in grado di informare tempestivamente il mondo di quanto stava accadendo a Wuhan? Semplice: alcuni scienziati e ricercatori del laboratorio avrebbero tenuto le autorità all’oscuro di tutto, impedendo di far emergere la verità a ridosso dei primissimi contagi. La Cina perseguirà quindi queste persone, con gli Stati Uniti pronti a fornire supporto al gigante asiatico per effettuare un’indagine sul presunto coinvolgimento di esperti americani negli studi sul virus effettuati nel Wuhan Institute of Virology (WIV).

La “trattativa” sulle origini del virus

La road map appena riassunta sarebbe stata concordata da Cina e Stati Uniti in seguito alla nuova indagine lanciata da Joe Biden. Ricordiamo che il presidente americano, alla fine di maggio, aveva incaricato i servizi segreti statunitensi di indagare sulle origini del Covid. A Washington, infatti, nessuno si è mai fidato del report realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che per fare luce sulla pandemia aveva inviato un team di esperti direttamente a Wuhan. A detta di quel rapporto, l’ipotesi della Lab Leak Theory era altamente improbabile; molto più plausibile, invece, sarebbe stata la strada della trasmissione zoonotica animale-uomo, con i pipistrelli i primi indiziati.

Biden è andato oltre tutto questo, chiedendo all’intelligence Usa di portare a galla nuovi indizi nell’arco di tre mesi. Da questo punto di vista, potrebbe essere emerso qualcosa di interessante, visto che lo stesso direttore dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, ha recentemente iniziato a mettere in dubbio il report diffuso dalla stessa organizzazione da lui presieduta. Ghebreyesus ha spiegato che sarebbe stata necessaria una “nuova missione in Cina” per proseguire le ricerche sulle origini del Sars-CoV-2 anche all’interno dei laboratorio e che “c’è stata una spinta prematura a escludere la teoria del virus fuggito dal laboratorio di Wuhan”.

Da complotto a possibilità reale

Non è dato sapere quali e quanti sviluppi siano emersi durante le indagini americane, ma è lecito supporre che la presunta trattativa Usa-Cina sulle origini del virus sia da ricollegare alla decisa virata di Biden. In attesa di capire cosa accadrà da qui ai prossimi mesi, è interessante tornare sull’ipotesi della fuga del virus dal laboratorio di Wuhan. Doppia premessa: sostenere questa teoria non implica né che il coronavirus sia stato fatto uscire appositamente dalla struttura di ricerca, né che il virus sia stato originato in via artificiale.

Inizialmente, l’eventualità che il Sars-CoV-2 potesse essere uscito dal WIV appariva come utopica se non fantascientifica. Per quale motivo? L’opinione pubblica confondeva la possibile fuoriuscita accidentale del virus dal laboratorio, una fuga probabilmente causata da un errore umano, con la volontà del governo cinese di aver liberato un virus al fine di danneggiare il mondo intero. Dunque, è anche per questa ragione che la comunità scientifica ha forse fin da subito bollato come fake news ogni riferimento al laboratorio, probabilmente danneggiando involontariamente le indagini sulle origini del virus. Adesso la situazione sembra – ripetiamo: sembra – vicina al punto di svolta. Resta soltanto da capire se la “trattativa” portata avanti da Stati Uniti e Cina produrrà una fumata bianca. O se tutto avrà lo stesso effetto di un buco nell’acqua.