Nella giornata del 12 aprile le autorità scientifiche kazake hanno presentato ufficialmente al pubblico il QazCovid-In, il primo e unico vaccino contro il Covid19 interamente prodotto in Kazakistan, cioè senza l’ausilio di terzi. Superate con successo con le prime due fasi di sperimentazione, e in procinto di terminare la terza e ultima, il QazCovid-In potrebbe fare ingresso nel mercato kazako entro la fine dell’estate.

Il prossimo lancio sul mercato

Nella giornata del 12 aprile gli scienziati dell’Istituto di ricerca per i problemi di sicurezza biologica (RIBSP, Research Institute for Biological Safety Problems) hanno presentato ufficialmente al pubblico il QazCovid-In, la risposta autarchica del Kazakistan alla pandemia. La lavorazione del vaccino è ufficialmente conclusa – si attende soltanto il termine della terza e ultima fase di sperimentazione – e le prime cinquantamila dosi potrebbero e dovrebbero essere verosimilmente prodotte e rese disponibili entro fine aprile.

Le specifiche del primo e unico vaccino interamente made in Kazakhstan sono le seguenti: natura inattivata, efficacia del 96% (stima relativa alla fase due), doppia dose (richiamo dopo ventuno giorni), conservazione in un normale refrigeratore ad una temperatura compresa fra i due e gli otto gradi celsius, durata di almeno un anno in stato di immagazzinamento adeguato.

L’immissione nel mercato potrebbe avvenire a breve: la terza fase di sperimentazione clinica avrà termine il 9 luglio, dopo di che saranno analizzati i dati ad essa relativi – processo che dovrebbe durare almeno venti giorni –, che verranno condensati dal RIBSP in un rapporto da inoltrare al Ministero della Salute, al quale spetterà l’onere dell’approvazione. Gli scienziati, a quest’ultimo proposito, hanno mostrato ottimismo: durante la presentazione, infatti, hanno spiegato che la fase tre starebbe procedendo senza intoppi, soddisfando le elevate aspettative riposte nel vaccino autarchico, perché nessuno dei tremila volontari attualmente monitorati avrebbe mostrato gravi effetti collaterali.

Il QazCovid-In, che cos’è

Il QazCovid-In è un vaccino contro il Covid19 targato RIBSP, un ente per la ricerca nella sicurezza biologica fondato nel 1958, ai tempi dell’Unione sovietica, e che dal 2000 vanta il titolo di “oggetto protetto” della repubblica. La lavorazione è durata un anno, essendo iniziata ufficialmente il 23 marzo 2020 su esplicita richiesta del presidente Kassym-Jomart Toqayev. Due mesi dopo, il 15 maggio, il prodotto in divenire del RIBSP veniva inserito dall’Organizzazione mondiale della sanità nell’elenco dei vaccini candidati contro il Covid19.

Lo scorso luglio, dopo averlo sperimentato su se stessi, registrando risultati positivi in termini di immunogenicità e nessun effetto collaterale, gli scienziati del RIBSP avevano ottenuto dal Ministero della Salute i permessi necessari per poter avviare le fasi uno e due delle sperimentazioni cliniche con volontari. I primi due stadi della sperimentazione, svoltisi fra settembre e dicembre, avevano corroborato i risultati preliminari: buona tollerabilità, buona sicurezza, alta attività immunogenica dopo due iniezioni, efficacia del 96%. Alla luce dei dati positivi risultanti dalle fasi uno e due, il 25 dicembre è stata avviata la terza e ultima fase, nonché la più importante ed imponente: l’ente ha chiamato a raccolta tremila volontari, provenienti da diverse città e appartenenti a differenti fasce anagrafiche, incluse quelle considerate a rischio.

A inizio anno, il 13 gennaio, il QazCovid-In ottiene una registrazione temporanea di nove mesi, un titolo funzionale e propedeutico all’ingresso del vaccino nelle strutture ospedaliere del Paese, che dovrebbe avvenire una volta terminata la produzione del primo carico da cinquantamila dosi. Nell’attesa che il vaccino autarchico venga impiegato su larga scala, le autorità di Nur-Sultan stanno facendo ampio ricorso allo Sputnik V e vagliando la possibilità di utilizzare anche Pfizer, Moderna, Sinovac e J&J.

Il potenziale del QazCovid-In

Il Kazakistan dispone di siti utili alla produzione su larga scala di vaccini, come ad esempio il complesso farmaceutico di Karaganda, perciò, con un piano adeguatamente studiato, potrebbe trasformare il QazCovid-In in una leva con cui incrementare il proprio prestigio e la propria influenza nel vicinato centroasiatico (e non solo).

Gli impianti disponibili, secondo quanto dichiarato dalle autorità kazake, sarebbero in grado di garantire una produzione annuale di oltre sessanta milioni di dosi – ovvero più del necessario al soddisfacimento del fabbisogno nazionale – una cifra che, se effettivamente raggiungibile, potrebbe essere capitalizzata per convertire il QazCovid-In da una soluzione autarchica relegata esclusivamente all’ambito domestico ad un mezzo con cui proiettare potere morbido in Asia centrale (e oltre). Tale processo trasformativo, tuttavia, sarebbe possibile soltanto a patto di soddisfare tre condizioni: un rapporto qualità-prezzo adeguato, delle capacità di produzione elevate e delle capacità di consegna competitive.

Il punto uno, ovverosia il rapporto qualità-prezzo, è il meno importante dei tre. Invero, le diplomazie del vaccino di RussiaCina e India sono la dimostrazione che il potere dei vaccini non risiede nella loro economicità quanto nella loro pieghevolezza alla logica della diplomazia umanitaria, o meglio sanitaria. Scritto e spiegato altrimenti, il QazCovid-In potrebbe migliorare l’immagine del Kazakistan sia se commercializzato sia se introdotto in schemi umanitari di rilievo globale, come il programma CoVax delle Nazioni Unite, e/o se fatto circolare all’interno di diplomazie del dono ad hoc. 

Nur-Sultan, in pratica, potrebbe fare leva sulla sua posizione geostrategica e sull’appartenenza a diverse realtà internazionali per inviare gratuitamente carichi del proprio vaccino in più direzioni – dagli –stan più in difficoltà ai teatri-chiave come l’Azerbaigian, passando per organizzazioni come il Consiglio Turco – consolidando il proprio status di potenza umanitaria emergente.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.