Il flop delle indagini di Biden sulle origini del Covid

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Scienza /

Joe Biden non ha mantenuto la promessa di fare luce sulle origini del Sars-CoV-2 entro i termini temporali sbandierati lo scorso maggio. Nell’arco di 90 giorni, e cioè tre mesi, l’amministrazione democratica era sicurissima di riuscire a mettere le mani su documenti più o meno riservati capaci di chiarire i contorni di una vicenda a dir poco misteriosa. Biden era convinto di centrare l’impresa del secolo, al punto di aver dato ai funzionari dell’intelligence americana l’ordine di raddoppiare gli sforzi per indagare sulla diffusione della pandemia di Covid-19.

Chiara l’intenzione della Casa Bianca: quando ancora il caos afghano era in là da venire, Washington sperava di mettere pressione sulla Cina, al punto da costringere Pechino ad ammettere eventuali colpe sulla diffusione del virus e danneggiare l’immagine del Dragone di fronte alla comunità internazionale. La missione Covid sbandierata da Biden avrebbe dovuto prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, compresa l’ipotetica uscita del Sars-CoV-2 da un laboratorio cinese (il Wuhan Institute of Virology) . Insomma, le agenzie Usa avevano 90 giorni di tempo per riferire al governo americano ogni singola indiscrezione sul tema. Ebbene, la scadenza fissata da Biden è passata da un pezzo, e all’orizzonte non si vedono novità sostanziali sull’argomento.

Un buco nell’acqua

“Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con partner affini in tutto il mondo per promuovere la Cina a partecipare a un’indagine internazionale completa, trasparente e basata su prove e per fornire accesso a tutti i dati e le prove rilevanti”, tuonava qualche mese fa Biden. A oggi, le origini del Covid sono ancora avvolte nell’oscurità. Nonostante gli sforzi per ottenere quanto accaduto tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio 2019, l’amministrazione Biden ha concessore il mezzo fallimento .

Le indagini, sulle quali lo stesso presidente puntava moltissimo in termini elettorali, sono state inconcludenti. La conferma, come ha sottolineato il sito Politico, è arrivata da un rapporto non classificato rilasciato dalla stessa intelligence Usa. Gli 007 americani, tra l’altro, sono ancora divisi: il virus è stato trasmesso all’uomo da un animale infetto, in seguito a una zoonosi, oppure l’emergenza sanitaria è stata causata da un incidente di laboratorio?

Il rapporto finito sulla scrivania di Biden afferma che, mentre la maggior parte delle agenzie ritiene che il Covid “probabilmente non è stato geneticamente modificato”, non ci sono prove sufficienti per raggiungere una conclusione definitiva sull’argomento. Il motivo del flop? Non ci sarebbero campioni clinici né dati epidemiologici dei primi casi di Covid-19 segnalati in Cina. “Se otteniamo informazioni sui primi casi”, sostengono i servizi Usa, è possibile “alterare la nostra valutazione delle ipotesi”.

Il flop di Biden

Sembrava che Biden volesse risolvere il problema alla radice, stroncando sul nascere la Cina e risolvendo l’enigma Covid. Il presidente democratico ha tuttavia fatto il passo più lungo della gamba, e si è ritrovato a fare i conti con un pericoloso ritorno di fiamma. I cavalli di battaglia utilizzati da Biden per risollevare il suo interesse elettorale si sono rivelati quasi tutti zoppi.

La campagna vaccinale del Paese, dopo un inizio scoppiettante, si è arginata nel momento in cui sarebbe servito accelerare per mettere in sicurezza quante più persone possibile. Le ricerche sulle origini del Covid, importanti tanto dal punto di vista scientifico che da quello geopolitico (la costante anti cinese è sempre presente nelle mosse di Biden) ha riportato gli 007 al punto di partenza, incrementando frustrazione e rabbia. Infine, a peggiorare lo scenario di fondo, ecco spuntare il caos afghano, a incoronare un periodo da incubo per l’inquilino della Casa Bianca.

Adesso Biden sembra aver archiviato il tema Covid, onde evitare ulteriori effetti domino in un momento già di per sé complicato. L’ultimo rapporto ha tuttavia sottolineato la necessità della cooperazione della Cina per determinare le origini del virus. “Pechino continua a ostacolare l’indagine globale, a resistere alla condivisione di informazioni e ad incolpare altri Paesi, compresi gli Stati Uniti”, afferma il rapporto non classificato. Al di là delle responsabilità da imputare alla Cina, che non sono poche, Biden dovrebbe smettere di dare la colpa ad altri per i suoi insuccessi e assumersi le proprie. Che, a giudicare dagli eventi, iniziano a essere tante e pesanti.