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Non ci sono scene apocalittiche, i negozi sono regolarmente aperti e le persone vivono la loro quotidianità senza particolari timori, mentre il governo appare tranquillo e sicuro della strada intrapresa. Eppure, se la matematica non è un’opinione, nel Regno Unito il numero di pazienti positivi al Covid continua ad aumentare. Da una settimana la soglia di contagi giornalieri ha sfondato il tetto dei 40mila casi. Inoltre, facendo un rapido calcolo, notiamo come le infezioni registrate nell’ultima settimana siano superiori del 12,8% rispetto a quelli relativi alla settimana 3-9 ottobre, e i decessi del 5,4%.

Numeri pericolosi? Al momento no, ma sono comunque dati che preoccupano gli esperti in vista dell’imminente futuro, quando arriveranno i mesi più freddi dell’anno. Anche perché da Londra sono già arrivati i primi allarmi in merito alla pressione cui sono sottoposti gli ospedali, con file di ambulanze parcheggiate all’esterno delle strutture in attesa di far ricoverare persone bisognose di cure. Bisogna tuttavia sottolineare che non tutte queste persone sono contagiate dal Covid e che molte necessitano ricoveri per altre e più svariate malattie.

In ogni caso, pur non giocando un ruolo diretto ma indiretto, il Sars-CoV-2 potrebbe rimettere in seria difficoltà il sistema sanitario britannico, soprattutto per quanto concerne il trattamento delle urgenze. Detto altrimenti, l’impennata di nuovi casi rischia di ostruire l’accesso al pronto soccorso ai pazienti no Covid bisognosi di cure. Ma per quale motivo, nonostante l’eccellente vaccinazione di massa effettuata, nel Regno Unito abbiamo assistito a un incremento di contagi quotidiani? Proviamo a fare il punto della situazione elencando le cinque cause chiave.

1. Niente mascherine

Da mesi, ovvero da quando il governo ha ritirato le misure anti Covid, nel Regno Unito non c’è più alcun obbligo legato all’utilizzo delle mascherine. Premesso che non vi era alcun obbligo di indossare questi strumenti all’aperto neppure durante le ondate più critiche della pandemia, per un certo periodo esisteva l’obbligo di utilizzarle in luoghi chiusi. Adesso, come ha sottolineato il Corsera, a Londra e dintorni le mascherine sono solo un lontano ricordo. Giusto nella metropolitana, di tanto in tanto, qualcuno sceglie di indossarla. In ogni caso, non è possibile correlare il mancato utilizzo delle mascherine – almeno, non da solo – all’aumento dei contagi. Può tuttavia essere considerato un fattore da tenere in considerazione.

2. Niente distanziamento

Assieme all’obbligo delle mascherine, in Uk è evaporato come neve al sole anche il distanziamento sociale. Questo significa luoghi pubblici affollati come ai vecchi tempi, senza green pass né altre limitazioni di sorta. E nei luoghi pubblici rientrano bar, ristoranti, pub, discoteche e stadi. Insomma, migliaia e migliaia di persone possono entrare in contatto tra loro con il rischio di diffondere il contagio. È il rischio calcolato che ha scelto di correre il Regno Unito.

3. Il rallentamento della campagna vaccinale

Per mesi il Regno Unito è stato un esempio da seguire per quanto riguarda il programma di vaccinazione della popolazione. Dopo un inizio boom Londra ha però rallentato, e adesso la Gran Bretagna non è più neppure nella top 10 dei Paesi con la più alta percentuale di popolazione vaccinata. Il problema potrebbe essere più complesso del previsto.

Diversi studi hanno evidenziato come la copertura contro il contagio da coronavirus cali in maniera vistosa dal sesto mese dopo la seconda dose. Il vantaggio iniziale dell’Uk potrebbe quindi essersi sprecato in malo modo. Anche perché il calo di protezione riguarderebbe in maniera più critica chi ha ricevuto vaccini con tecnologia diversa rispetto a quella a mRNA. Ad esempio AstraZeneca, usato in massa dalle autorità britanniche.

4. L’ombra delle varianti

Il Sars-CoV-2, proprio come tutti i virus, muta con il passare del tempo e con la sua diffusione all’interno della popolazione. Se è vero che molte trasformazioni sono pressoché identiche alla forma tradizionale del patogeno, è possibile che alcune mutazioni possano risultare più aggressive. È quanto accaduto alla variante Delta. In particolare, gli scienziati hanno messo nel mirino la variante Delta Plus, alla quale sarebbe legato il 6% dei casi rilevati oltre la Manica.

5. Regole più morbide

L’ultima causa correlabile all’aumento di casi Covid potrebbe essere legata al mix dei fattori sopra citati. In generale, l’allentamento delle regole e la “fuoriuscita” del Regno Unito dalla pandemia di Covid, decisa al termine di una road map, potrebbe aver indotto la popolazione a un eccessivo rilassamento generale. Senza più mascherine, distanziamenti e accorgimenti, il virus ha trovato il modo di ripartire. Certo, è pur vero che grazie ai vaccini la pericolosità del Sars-CoV-2 è al momento tenuta a bada, ma sarebbe un errore clamoroso non preparare in anticipo un eventuale piano b.