Il conto alla rovescia è quasi terminato. A meno di intoppi dell’ultim’ora, nel periodo compreso tra il 16 e il 19 aprile l’Italia dovrebbe avviare le somministrazioni del vaccino anti Covid realizzato da Johnson & Johnson. L’Ad26.COV2.S, conosciuto anche con il nome di Janssen Covid-19 Vaccine, è stato approvato per uso in emergenza dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) lo scorso 11 marzo e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il 12 dello stesso mese.

Si tratta del quarto vaccino contro il Sars-CoV-2 ad aver ottenuto il via libera in Unione europea dopo il Pfizer-BioNTech, l’AstraZeneca e il Moderna, il primo monodose. Ecco, di seguito, 5 domande per raccontare tutto ciò che c’è da sapere sull’Ad26.COV2.S.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

Il vaccino anti Covid Johnson&Johnson, almeno fino a questo momento, è l’unico ad essere somministrato mediante una sola iniezione anziché due. È stato sviluppato da Janssen Pharmaceutica, una divisione J&J con sede in Belgio, in collaborazione con Beth Israel Deaconess Medical Center. Può essere conservato fino a due anni congelato a – 20 C°, oppure fino a tre mesi in frigorifero a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 C°.

Per quanto riguarda il funzionamento, a differenza del Pfizer-BioNTech e di Moderna, l’Ad26.COV2.S non sfrutta alcuna molecola di mRNA che si introduce nelle cellule dell’organismo umano, così da spingerle a produrre l’antigene di Sars-CoV-2 per allenare il sistema immunitario a neutralizzare il virus. Al contrario, impiega un adenovirus (innocuo e incapace di replicarsi) come vettore per piazzare nelle cellule le informazioni necessarie a produrre il suddetto antigene. Detto in altre parole, il J&J usa la stessa tecnologia di AstraZeneca, seppur impiegando due virus diversi.

In quali Paesi è stato autorizzato?

Lo scorso 27 febbraio la Food and Drugs Administration, cioè l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha rilasciato l’autorizzazione all’uso di emergenza per il vaccino J&J sul territorio statunitense.

Al momento, l’Ad26.COV2.S è stato autorizzato per l’uso emergenziale in Bahrain, Brasile, Canada, Colombia, Groenlandia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Sud Africa, Svizzera e Thailandia e dall’Unione europea, oltre ai citati Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Ue, ogni ente regolatore nazionale ha seguito una road map temporale diversa. In Italia è stato autorizzato il 12 marzo. Le somministrazioni dovrebbero partire intorno alla metà di aprile.

Chi può utilizzarlo?

Il vaccino J&J non presenta particolari indicazioni d’età (a differenza dell’AstraZeneca). Il prodotto sarà quindi indicato per tutte le persone e senza limitazioni. Nelle prossime settimane potrebbero arrivare interessanti novità anche per quanto riguarda gli under 18, al momento esclusi dai piani vaccinali.

Qual è la sua efficacia?

Lo scorso 29 gennaio, J&J ha annunciato i risultati di uno studio realizzato per determinare l’efficacia del suo vaccino anti Covid. I dati emersi hanno dimostrato che il prodotto era sicuro ed efficace (clicca qui per approfondire il concetto di efficacia vaccinale).

Il 24 febbraio la FDA americana ha pubblicato la propria analisi dello studio, arrivando alla seguente conclusione. L’Ad26.COV2.S ha un’efficacia del 72% negli Stati Uniti, del 64% in Sud Africa e del 61% in America Latina. Il vaccino si è dimostrato altamente protettivo – fino all’85% – contro le formi più gravi del Covid.

Quanto costano e quando arriveranno le dosi in Europa?

I contratti stipulati tra l’Unione europea e le case farmaceutiche sono segreti. In seguito ad alcune indiscrezioni sono tuttavia emerse alcune cifre ufficiose. Per quanto riguarda l’Ue, pare che ogni singola dose del J&J abbia un costo di 8.50 dollari, a fronte dei circa 14.50 di Pfizer, dei 2-3 dollari di AstraZeneca e dei 18 di Moderna.

Al netto di ritardi e cambi di programma – due eventi comuni, come abbiamo visto negli ultimi mesi – all’Italia dovrebbero esserne destinate 7 milioni di dosi entro giugno. In generale, l’azienda ha parlato di una fornitura di 200 milioni di vaccini nel corso del 2021, a partire dal secondo trimestre.