È stato realizzato grazie alla collaborazione tra la società anglo-svedese AstraZeneca e Università di Oxford. Il suo nome tecnico è AZD1222, in India è conosciuto come Covishield e, anche se da qualche giorno è stato ribattezzato Vaxzevriama, è comunemente noto come AstraZeneca.

Il vaccino anti Covid più chiacchierato di tutti è stato uno dei primi a essere sviluppati e adesso, dopo aver ricevuto il via libera dell’Ema in seguito ad alcuni presunti effetti collaterali, è pronto a recuperare il terreno perduto. Ecco, di seguito, 5 domande per raccontare tutto ciò che c’è da sapere sull’AZD1222.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

L’AstraZeneca, a differenza del Pfizer-BioNTech, non è un vaccino a mRna ma a vettore virale. Significa che, per funzionare, impiega un virus (per la precisione un adenovirus) in grado di far entrare in contatto il codice genetico della proteina Spike del Sars-CoV-2 – la responsabile dell’infezione – con le cellule umane. In tal caso, l’organismo umano attiva il sistema immunitario e si protegge dal nemico designato.

Per una protezione completa sono necessarie due dosi e, secondo uno studio statunitense, ha un’efficacia pari al 79%. Gli ultimi dati, aggiornati al 25 marzo, parlano di un’efficacia del 76%, che diventa dell’85% per gli adulti over 65. È in grado di prevenire al 100% il Covid nella sua forma più grave, le ospedalizzazioni e i decessi.

Può essere mantenuto in frigorifero a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 C° per sei mesi. Altro punto di forza: il prezzo. Stando alle indiscrezioni diffuse dai media internazionali e da alcune dichiarazioni istituzionali, ogni dose costerebbe meno di 3 euro (contro i 10-15 dei concorrenti).

Quali Paesi lo utilizzano?

Il mosaico geografico è stato influenzato dai recenti problemi che hanno coinvolto l’AZD1222 sul territorio europeo. Nonostante l’Agenzia europea del farmaco abbia “scagionato” il vaccino AstraZeneca dai presunti effetti negativi causati dalla sua somministrazione, alcuni Paesi europei non hanno ancora ripreso a utilizzarlo. In generale, alla fine di marzo, l’AstraZeneca è stato autorizzato da oltre 80 nazioni. Semaforo verde in Unione europea, in Australia, Sud Africa, Corea del Sud e Regno Unito. Non ancora negli Stati Uniti.

Bisogna tuttavia sottolineare, come anticipato, che alcuni Stati hanno deciso di limitare o addirittura sospenderne l’utilizzo. Canada, Germania, Francia, Svezia, Islanda e Finlandia appartengono al primo gruppo, limitando l’uso solo ai cittadini anziani. I Paesi Bassi, al momento, lo hanno sospeso in toto, così come Thailandia e Indonesia. Camerun e Repubblica Democratica del Congo hanno scelto, per ora, di non usarlo.

Quali problemi ha avuto il vaccino AstraZeneca?

Nelle scorse settimane sono stati segnalati casi di rare trombosi verificate in alcune persone appena vaccinate con l’AstraZeneca. Al netto di una psicosi generale, i numeri sono pressoché irrisori. In Gran Bretagna, ad esempio, parliamo di appena 30 casi su 18 milioni di vaccinati (e 7 decessi); in Germania di 31 casi; in Francia di 12 e nei Paesi Bassi di 5. In seguito a una momentanea sospensione per chiarire la vicenda, l’Ema ha fatto rientrare ogni allarme definendo il vaccino sicuro ed efficace.

Chi può utilizzarlo?

Le indicazioni sono cambiate nel corso dei mesi. Alla fine di gennaio, l’Ema ha approvato l’AstraZeneca per tutti gli over 18. Germania e Italia hanno però scelto di assegnarlo solo agli under 55 in attesa di ulteriori dati. Il nostro Paese ha quindi sbloccato, in un secondo momento, l’utilizzo per gli over 18. L’ultima raccomandazione, invece, va in senso contrario. Alcuni Paesi hanno scelto di limitare l’uso dell’AZD1222 solo agli over 55-60 (l’età varia da Paese a Paese).

Entro quando deve essere somministrata la seconda dose?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha parlato di una fascia temporale compresa tra le 8 e le 12 settimane. In Italia, anche e soprattutto a causa della carenza di dosi, tale limite è stato innalzato a tre mesi dalla prima inoculazione. Per quanto riguarda la seconda dose, bisogna tuttavia sottolineare che alcuni Paesi, (ad esempio la Germania), stanno pensando di somministrare un vaccino diverso da AstraZeneca alle persone che hanno ricevuto l’AZD1222 come “primo colpo”.